007-La Spia che Squirtava

Una mini-ola celebrativa alla SquirtLetizia che proprio oggi inizia a scrivere con noi sul blog, e nella materia dove eccelle (e che ha scritta nel dna)…gli Squirt-Drinks!

…Al risveglio la settimana scorsa apprendo del cambio epocale….NOOOOOOOOO James Bond che beve birra???Una delusione che dalle gambe sale allo stomaco, un mito che cade, e come tutti i miti che cadono, eccoci sprofondare in una sorta di vortice autodistruttivo dalla quale solo riusciamo a urlare….nuuuu dov’è l’uomo de grand classe? Se prima uscendo di venerdì sera avevi la speranza (mai ben riposta) di arrivare allo Strettojo Pub e trovare l’uomo figo ma con stile, autoritario ma con eleganza e con un sex appeal che farebbe struggere anche la squirter più immune al fascino del macroman, adesso il massimo dell’aspirazione è di non trovarsi davanti un tipo che ti guarda con una birra in mano e ti chiede “scusa hai lo scotch? “—inteso nel senso del nastro adesivo, eh- (in quel momento aggrotti la fronte e ti domandi seriamente se stia scherzando o se è scemo sul serio). Lui prosegue, infierendo su di te, la malcapitata, spiegando il suo approccio: “così, per attaccar discorso“…l’ovvia risposta è: è scemo sul serio.

Ma noi siamo delle squirt-sognatrici incallite, e ci piace il nostro James Bond così come ce l’hanno presentato in origine 50 anni fa, e continueremo a immaginarcelo così: smoking nero, camicia bianca con mitico papillon annesso, seduto nell’angolo di un elegante club con le gambe accavallate (a modino) e sorseggiando il suo mitico cockatil Martini con oliva - non shakerato o agitato, come dir si voglia-, che ti guarda come se ti stesse dicendo…“sai già che non puoi resistermi”.

A questo proposito vogliamo iniziare la nostra nuova squirtRubrica partendo proprio dal Cocktail Martini, per continuare ancora a immaginare il nostro uomo da sogno!

Uno dei più celebri cocktail pre-dinner, la sua provenienza è a dir poco combattuta, si dice che prenda il nome da un famoso barman italiano che per primo nel 1912 a Londra avrebbe preparato questo cocktail per nientepopòdimenoche Rockfeller in persona e anche in portafogli. Composto da 6 parti di Gin e una di Vermouth Dry soleva esser servito nella fighissima coppetta Martini (quella a triangolo in cui si serve anche il Cosmopolitan).

La preparazione di questo pilastro dei cocktail, per noi barman professional, è una sorta di rito religioso dove passione, onore, concentrazione e un pizzico di irriverenza si mescolano sapientemente riempiendoci di gioia e soddisfazione, il tutto ovviamente coronato dal cliente che, all’assaggio, ti guarda ed esclama: “ottimo!” Si, perchè malgrado gli ingredienti siano solo 2, il cocktail Martini è uno dei drinks più difficili da fare. Simbolo della cultura americana moderna, il termine Martini evoca non solo un cocktail ma anche un’immagine, un’idea (che James Bond riveste benissimo). Il cocktail nasce come variante di cocktail già esistenti, per la precisione, da uno short drink dolce: infatti era fatto con il gin dolciastro (Old Tom Gin) o anche con il vermouth italiano dolce e non con quello secco, per lo più di provenienza francese…alla facciaccia di tutte le mezze calzette dalla R moscia che gli par d’esse anche fighi! Mille sono state le evoluzioni di questo cocktail, dalla versione con la vodka in sostituzione al gin fino ad arrivare all’utilizzo del martini rosso al posto del Dry, ma ricordatevi che come dice Umberto Eco, ” il Martini è materia eminentemente artistico-manipolativa” e alla fine sarai tu che verrai giudicato (anche da te stesso), quindi il momento magico del Martini è quello in cui si fa, non quello in cui si consuma!

E adesso vediamo se riusciamo a riassumere tutti i punti salienti della preparazione…

Mettete del ghiaccio in una coppetta Martini cosicchè possa raffreddare le pareti del bicchiere mentre prepariamo la mistura del cocktail. Prendete l’elegante mixing glass e riempitelo di ghiaccio, fate girare un po’ i cubetti e poi eliminate l’acqua in eccesso. Aromatizzate il ghiaccio aggiungendo 1 cl di Vermouth Dry mescolando bene. Togliete il ghiaccio dalla coppetta e versateci il vermouth. Ripetete l’aromatizzazione, questa volta con 6 cl di gin (mi raccomando, un buon gin, sennò farete scappare James Bond, che uscirà trattandovi a male parole). Adesso versiamo il gin nella coppetta Martini.

Spremete leggermente della scorza di limone sopra il cocktail e infine aggiungete la mitica oliva verde

…e ora, silenzio…c’è un Cocktail Martini da gustare!

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