Monta Qui e Vedi Lucca

Al grido di…”monta qui e vedi Lucca“, detto tipicamente toscano accompagnato dall’italico gesto dell’ombrello e che sta a significare più propriamente “ma ci vai in cxxo”, siamo montate sulla squirtosissima Celestina 5Hundred e siamo partite alla volta del Festival del Fumetto più famoso e frequentato d’Europa. E qui dobbiamo premettervi una cosa: non importa quanti manga conosciate, quanto siate devote alla sacra arte del fumetto e quanto spediate in raccolte di opere nipponiche mai divulgate in Europa, il Lucca Comics va visto, per lo meno una volta nella vita.

Al nostro arrivo già intravedevamo qualcosa di singolare…un donnone di kg 89,500 con bikini da supereroina che non abbiamo riconosciuto, mantello, tiara, calza autoreggente e zeppa rosa pastello…e su questo, delineiamo subito il primo, gigantesco punto di merito al festival:

1. non importa se hai il fisico di Majin Bu, al Lucca Comics puoi uscire, senza vergogna alcuna, travestita da Lamù sfoggiando con orgoglio rotoli, bozzi e capillari geografici

Camminando per la deliziosa città, certo non indifferenti alle sue vetrine e alle nuove collezioni autunno/inverno, ci voltavamo a destra e a manca nella speranza di riconoscere qualcuno degli eroi del nostro passato e presente, e non è stato poi molto difficile tirare le somme: ci sono degli evergreen che mai tramonteranno, da Kenshiro a Capitan Harlock, da Pikachu a Shrek e Signora. Ce la siamo proprio spassata, a contare i brufoli di quell’adolescente davanti a noi che, coperto di cerone, era fiero di sfoggiare la sua tutina da Ratman convinto che, se la indossasse tutti i giorni, subirebbe parecchio meno a scuola.

2. non importa se sei rachitico e nel bel mezzo della tempesta ormonale adolescenziale, a Lucca bastano due guanti, una calzamaglia e una maschera per sentirti invinciBBile

Ci siamo poi imbattute in una delle mostre che da sola, valeva tutto il biglietto del Lucca Comics: al Palazzo Ducale c’era infatti una mostra su due disegnatrici italiane, la Zuccheri e la Pichelli, due donne con la D maiuscola che, una più devota alla tecnica old-fashioned dell’acquerello e pastello, mentre l’altra va giù di tavoletta grafica che è una bellezza, tengono alto il nome della fumettistica made in Italy…per non parlare poi della selection Zoo a cura di Chris Ayers, in una parola sola, genio. Vi preghiamo vivamente di andarvi a cercare le sue creazioni, cercate il polpo à Paris e il facocero palestrato, morirete dal ridere…e pure d’invidia!

E poi che dire, il Japan Palace è decisamente da non perdere, un palazzo di due piani dedicato al merchandise di gagdets a tema nipponico, da Hello Spank alto m 1,20 alla serie interminabile di parrucche da acquistare e sfoggiare con orgoglio al prossimo Lucca Comics 2013…per non parlare poi degli stand di prodotti tipici nipponici: sete stampate, kimono, set di bento - che per chi non lo sa, è la schiscètta nipponica per portarsi fuori per pranzo dei deliziosi tòcchi di onigiri e sushi-, ventagli, spille, bacchette decorate e calzini per infradito…cose da perderci il cervello…e pure il borsello.

3. non importa quanti soldi hai in tasca, non riuscirai mai ad acquistare tutto quello che ti piace. Perciò, già che ci siete, evitate di farvi spennare per un bento a € 34,00, è solo una scatola di plastica. Carina da morire, ma sempre plastica è.

Quello però che vi raccomandiamo di fare, è di sedervi un po’ dove capita e di lasciarvi avvolgere dai fumi del punto ristoro giappo, dove vi sembrerà davvero di essere in quel di Tokyo (o giù di lì): fatevi conquistare da una bella porzione di Ramen, cercate di deglutire gli onigiri - le celebri polpette triangolari di riso con alga in fondo di cui si cibano tutti, dal nonno del porto di Hello Spank a Sanpei-, e soprattutto, mangiate con gusto gli spiedini di pollo senza chiedervi mai e poi mai di cosa sia fatta la salsa che li ricopre.

Detto questo, un doppio thumb up per il Lucca Comics, anche se non abbiamo rilevato traccia (perchè magari erano ben nascosti) dei nostri amati Peanuts e la selezione dei Dylan Dog fosse alquanto misera. La prossima volta cari organizzatori, rammentatevi che il fumetto non è solo manga. Certo sì, è il manga che fa storia…ma Schulz c’andava mica di scartino eh…e ancora una volta, rispetto per lo Sclavi. Fra tutti quegli sfigati in calzamaglia, ce ne fosse stato uno oh con la giacca nera, la camicia rossa e l’occhio trombino (che sarebbero per chi non lo sa, i 3 elementi caratteristici dell’indagatore dell’incubo). Lo so, lo so, è facile vestirsi da guerriero Yedi, ma non c’è maschera che ti attribuisca il sex appeal di Dylan Dog…

E in ogni caso…

Mila Mila sempre più, la più forte sei tu!!!

5 thoughts on “Monta Qui e Vedi Lucca

  1. io un paio di dylan l’ho visti.. anche se non superavano i 14 anni.. uff :)

  2. Questi genii qui però ve li siete persi:
    http://www.flickr.com/photos/adblues/8152176501/in/photostream/lightbox/
    :-D

    —Alex

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