Dopo mesi e mesi di estenuante attesa, croci a depennare i giorni e mesi sul calendario, sospiri davanti alle prime immagini divulgate in anteprima, finalmente oggi è arrivato il giorno che ogni Squirter aspettava: oggi, 16 maggio, uscirà nelle sale cinematografiche d’Italia il nuovo capolavoro del visionario Baz Luhrmann, già conosciuto per i suoi capolavori di Romeo+Juliet e Moulin Rouge (il secondo a mio avviso se un lo facea ll’èra uguale, ma insomma via, va bene così). Finalmente infatti, questo weekend le Squirters si recheranno ciarlanti al cinema per la visione di
The Great Gatsby
opera giassai amata, recensita, studiata, visionata, imparata a mente e analizzata da ogni angolazione sia sul nostro beneamato blog che in studio a RadioRadicchio. Vi invitiamo ad ascoltare il nostro speciale sulle Flappers (3^ Puntata) che potrete trovare cliccando qui. Lasciatevi introdurre al film dalle nostre civettuole voci e dalla nostra playlist…perché per capire la magnificenza di questa opera, in primo luogo letteraria, certo non si deve fermare alla prestanza fisica e alle deliziose fossette sulle guance che ha il nostro bel DiCaprio.
Perchè qui, ragassuoli miei che non vi fermate all’apparenza, sta tutto il punto della questione di Gatsby e di quest’articolo in suo onore. Inutile stare a ripetervi che Il Grande Gatsby è un pilastro della letteratura angloamericana e della letteratura in genere, inutile stare a anche a ricordarvi a quale genere appartenesse e quali fossero i temi affrontati all’interno di questo magnifico (per tutto questo, ascoltatevi la puntata e datevi una lettura alla nostra recensione, cliccando qui)…la cosa sconcertante che già l’informazione in merito al film trapela, sta nella reazione del pubblico!
Orde di sbarbine cresciute e ormai trentenni che, essendosi fieramente e stoicamente mantenute delle proto-bimbe minkia dall’ignoranza galoppante, esordiscono con commenti in merito, del tipo:
“WoW Leo!!! E’ tornato agli antichi splendori di Titanic”
Ora, io dal basso bassissimo della mia personalissima opinione, resto comunque esterrefatta, basita, allibita di fronte a cotanta ignoranza e superficialità, e vorrei elencare un paio di cosette che mi son venute a mente alla lettura di tale commento. Spero che questo sia un pensiero condiviso da tutti voi, affinché un giorno potremmo avere un mondo libero e sgombro di sbarbine urlanti mosse dal solo lavoro di neuroni n.2 col fiatone (anche perché, ci passa male tutto il genere femminile al completo).
E’ logico che andrebbe guardato un tantinello oltre la storia d’amore fra Jay e Daisy, perché qualora vi fosse sfuggito, sono sì l’uno per l’altra l’amore di una vita, il primo battito che non si dimentica mai, ma sono anche l’incarnazione della società americana di quel tempo e l’incarnazione del sogno americano di prosperità, successo e ricchezza. Jay è quello che si dice “un uomo che si è fatto da solo”, e che lo ha fatto sì per ottenere l’oggetto del desiderio di una vita intera, che sarebbe la bella e diafana (e anche un tantinello opportunista) Daisy, ma lo fa anche per elevarsi socialmente. Quindi, se pensate di associare la storia d’amore fra lo sventuratello pittore di terza classe del Titanic con l’aristocratica Rose, sappiate che proprio bene non ci passate.
Segue perciò, una lettera aperta rivolta a chi, perde sempre l’occasione per mettere le mani da qualche altra parte piuttosto che sulla tastiera del pc:











