Il Diavolo, Certamente

Voi direte … “miiiiiiiii’ che fastidio, sempre i soliti autori….”
Che ci volete fare, a me Andrea Camilleri mi piace, me lo porterei a pranzo dalla mi’ nonna tutte le domeniche e ci prenderei lezione di siciliano tutti i giorni, scritto e parlato.

Camilleri non mi annoia mai, potrei anche andare in astinenza da Montalbano se passa troppo tempo tra una lettura di un episodio e un altro. Quello che mi stupisce poi di Camilleri, è che qua e là si scopre qualche chicca che dista dal suo celebre commissario e non mi delude proprio mai! Come avrete magari letto anche la review a Il Tuttomio, Camilleri è capace di molto altro ancora…come infatti in questo libricino singolare che scoprii ormai qualche tempo fa e di cui oggi vi voglio parlare…

Vi segnalo dunque molto volentieri Il Diavolo, Certamente, un’opera di Camilleri uscita nel 2012 e composta di brevi racconti, di 3 pagine ciascuno, e per la precisione, 33 racconti.

Diabolico!

diavolo33 racconti di vita di tutti i giorni, in cui il diavolo ci mette lo zampino. E ce lo mette laddove ce n’è bisogno: punisce con stizzo e ironia il malfattore, ricompensa talvolta la vittima di angherie altrui.

Insomma, 33 racconti irresistibilmente divertenti e “percorsi da una meditazione accanita e sottile sul senso delle umane sorti, del nostro affannarci per mentire o per apparire, della nostra felicità”, citando direttamente dalla quarta copertina.

Non c’è molto altro da dire su questo libro se non TROVATELO E LEGGETELO, anche perché data la sua formula narrativa è veramente impossibile trovare una scusa per non riuscire a seguirne la prosa…

…buona lettura e buon divertimento!

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Lettera Aperta a Katy

In risposta ai chiacchierati scatti che la baldanzosa Katy Perry ha avuto l’ardire di condividere sul suo account Instagram, riprendiamo in mani le pagine di questo nostro caro blog per scrivere una vera e propria lettera aperta alla stelluccia musicale (for the way of what?) made in the USA.

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Cara Katy,
in realtà quello che vorrei scriverti avrebbe certo toni assai più eloquenti di quelli che invece mi sforzerò a utilizzare adesso. Mi verrebbe di cominciare dicendo che “non so da dove cominciare”, e invece ti dirò…lo so eccome.

203900625-6d30ba87-87e3-46d2-a993-0f98d223bb05Ammesso e concesso che ognuno ha i suoi gusti e che certo non ti è dato esser esperta in arte rinascimentale, e ammesso pure che per quanto tu mi sembri grulla non mi stavi nemmeno sulle palle, io c’ho un rospo in gola e te lo voglio proprio sputare.

Ora, in primis ci scommetto il deretano polposo che c’ho che come minimo non t’hanno nemmeno fatto pagare il biglietto per gli Uffizi, e che come minimo hai pure saltato la fila alla biglietteria perchè appartenente a quella cerchia ristretta di dei in terra che manco ai tempi di Pollon nell’antico Olimpo.
Come minimo c’hai anche avuto la guida delle guide a spiegarti il perché e il per come sulle questioni del Botticelli…

…poero Botticelli, quanto ti sto nel cuore…

Katy, cara Katy, proprio perché fai parte di quella bassissima percentuale al mondo di persone che possono permettersi veramente di fare sempre e comunque che cavolaccio gli par di fare nella vita, io mi chiedo MA PERCHE’ SEI ANDATA A VISITARE ARTE SECOLARE pur non fregandotene un’emerita cippa?!?!

Cosa mi va a significare quello sguardo schifato dando le spalle alla Nascita di Venere?!
Che non ti piace?!
Che è brutta e fatta male?! Che c’ha il culo basso?
Che avevi mangiato un panino al lampredotto dell’angolo e la salsa verde t’è rimasta sullo stomaco e nemmeno quella litrata di Chianti te l’ha fatto buttare giù?
Che te rode perché ancora tu non hai un museo a dimostrazione della tua bravura e bellezza?!

Poi magari domani scriverai anche una dichiarazione dicendo che eri veramente oltre il livello di guardia causa Chianti, oppure il classico e abusatissimo “sono stata fraintesa“, resta il fatto che per l’ennesima volta attraverso questo atto si trasmette la pochezza e l’ignoranza davanti alle cose che non dico troppo eh, ma un minimo di rispetto bisognerebbe portarglielo. Al pari del tedesco che accompagna la cena col cappuccino e ha come pizza preferita quella con ananas e prosciutto, all’olandese che chiede ketchup su un coniglio nostrano grigliato, all’americano convinto che Leonardo da Vinci sia francese. A casa mia, quella che hai appena fatto, si chiama “figura di mxxda cosmica“.

O un mi garberebbe vedè cosa direste voi alla Tatangelo se si facesse fare una bella fotografia mentre monta sulle ginocchia della statua del gigantesco Lincoln che avete a Washington DC mentre mima un attacco di squaraus?

Stanne certa Katy, la Venere sopravvive nei secoli … a te invece quanto ti manca per cominciare a manifestare i primi segni di squilibrio da abuso di jetset?!
Ah no, aspetta, scusa un attimo … la risposta la so già…

#stacciserenaKaty

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Morte a Firenze

Di ritorno dal mio ultimo break di buena vida in quel di Fuerteventura, mi ritrovo a sfogliare dopo un bel po’ di tempo le pagine imbrattate di questo squirtico diario.

Ve la faccio breve…sono carica a palla, rilassata, ispirata e pure un po’ abbronzata…perciò, prima che l’effetto svanisca del tutto e con lui anche l’abbronzatura, lasciatemi ricominciare con una bella recensione su un libro che mi sono portata giù da leggere nel mio paradiso terrestre di Morro Jable.

In una data come quella di oggi, non può non tornare a mente il ’66. Qui. In Firenze e provincia. Per chi ignorasse del tutto la faccenda, “alluvione a Firenze del ’66” non vi dice niente?! Nemmeno una canzoncina che comincia così …

“nuoti sommerso in un mare di cacca,
non sai s’è d’uomo oppure di vacca.
Non sai capire che cos’è successo,
ti pare troppo per esser d’un cesso…”

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3_edited-1

coverProprio in quei giorni è ambientato Morte a Firenze, la quinta e imperdibile storia del commissario Franco Bordelli, ideato dalla penna del nostranissimo Marco Vichi. Imperdibile perché è forse la più intensa avventura del nostro caro commissario, la più oscura, cupa. A fargli da cornice, il cielo plumbeo e la pioggia battente dei giorni antecedenti alla disgraziata piena che invase Firenze e le campagne limitrofe.

Una furia di fango che porta via di tutto, dal Maggiolino di Bordelli a botteghe intere dei pian terreni; dagli animali nelle stalle, ai beni e i mali terreni, compreso l’ultimo barlume di speranza di risolvere il caso di cui si occupava il nostro Bordelli.

In questo episodio troviamo un Bordelli tenace sì, ma amaramente consapevole di come andrà a finire il tutto … ché tanto qualcuno che farà giustizia ci sarà.

Ripeto, imperdibile.

BREVE STORIA DELLA REPUBBLICA PER IMMAGINI / SPECIALE

 

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Salutate l’infima estate che è giunta a termine, si ricomincia.

Abbandonate le Birkenstock che tanto più avremmo voluto indossare e ripulite maschera e boccaglio, la stagione calda ha tolto le tende.

Anzi, diciamo che proprio non si è mai presentata all’appuntamento. La stronza.

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Quindi, stendiamoci un velo pietoso e lasciamo entrare la stagione dell’arancione, quella del primo fuoco nel camino e delle camminate sulle foglie secche.

Ma soprattutto, quella in cui riprendono a gonfie vele le nostre attività da Squirters, ai microfoni di RadioRadicchio e sulle pagine stropicciate di questo blog.

Tornate a seguirci tra ricettari impataccati e chiacchiere al femminile, riprendiamo in mano il nostro squirt-planning … ve lo siete dimenticato!?

Maledetti, uno non fa tempo a girarsi per ordinare un mojito
che voi già vi dimenticavate di noi.

Se ci volete…ci trovate qui, con articoli di ogni sorta su libri, cucina, musica e gossip e ci trovate sul sito di Radio Radicchio, www.radioradicchio.it

il lunedì e il mercoledì alle 11.30 e in replica alle 18.30 con Squirt_A_Tavola, il programma mangereccio e godereccio su tutta la cucina possibile ed immaginabile

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e il giovedì alle 21.30, in replica venerdì alle 12.00 e sabato alle 16.00 con Casa Squirters, il salottino buono più civettuolo di tutte le webradio, la nostra prima serata, il nostro varietà un po’ come Fantastico 1-2-3-4-5-6-7-etc.

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Save The Date!

 

Ingrid Bergman

A kiss is a lovely trick
designed by nature
to stop speech
when words become superfluous.

(un bacio è un trucchetto
inventato dalla natura
per fermare il discorso
quando le parole diventano superflue)

-Ingrid Bergman-

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Tonno al Marsala

Se c’è una cosa che adoriamo fare fra le quattro mura civettuola della cucina di Casa Squirters, è cucinare pesce. Ormai ve ne sarete accorti. E se c’è un pesce che sopra tutti amiamo cucinare, quello è proprio lui, il frivolo pescione dalla pinna gialla, o meglio conosciuto come tonno.
Perché ci piace? Non è così semplice spiegarlo, e alla fine i gusti non si posson certo discutere, ma forse il nostro grande amore per il pesciotto in questione viene dal fatto che non solo è buonissimo, ma si presta per qualsiasi ricetta, ci stuzzica l’inventiva e ci appaga il palato, sia nelle ricette che ci inventiamo o modifichiamo, che nelle ricette della tradizione.
Oggi infatti volevamo riportarvi un classico della cucina siciliana, che in fatto di tonno…beh sa il fatto suo, non c’è che dire!
Questa è la ricetta, un po’ rivista nelle dosi da noi squirtz…

Tonno al Marsala

1Ingredienti per 2 persone
1 fetta di tonno fresco alta 2 cm
3 cipolle rosse
farina 00 per impanatura
1/2 bicchiere di Marsala
olio d’oliva extra-vièrge
sale
pepe nero

 

La ricetta è molto semplice e i passi sono ben pochi, ma vedrete che soddisfazione per il piatto e per il palato! Per prima cosa mettiamo in una padella a fuoco vivo un po’ di olio a scaldare e ci mettiamo a cuocere le cipolle tagliate a spicchi sottili.

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Nel frattempo che cuociono le cipolle, tagliamo a tocchetti il tonno, proprio come faremmo per uno spezzatino di carne. Facendo attenzione che le cipolle non brucino, passiamo i nostri cubetti di tonno nella farina e li aggiungiamo alle cipolle in cottura, girandoli di tanto in tanto. Aggiungiamo sale q.b.

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Una volta giunti alla giusta rosolatura, all’incirca dopo 10 minuti, sfumiamo con il Marsala. Facciamo svaporare l’alcool e vedremo che nel frattempo si sarà creata una ghiotta crema di marsala che avvolgerà cipolle e tonno…a questo punto non vi resta che conzare la tavola!

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Toccau!
Oh!
Tiramu sta barca.
(Coro) E leva, leva.
Tiramu sta barca.
(Coro) E leva, leva.
Tiramu arrancata / Ca ‘ndi pigghiamu / Puru ducentu /
Tiramu arrancata / E ‘ggh’lamu. sutta / Facimundi sutta /
A caparazzu / Tiramu arrancata / Oh… Oh… Cala!
La rete! Cala!…
La rete!
(Coro) O leva, leva, leva.
Rispundimu tutti a vuci.
(Coro) O leva, leva, leva.
Jamu suttu a caparazzu / Preparamudi puru l’uncini /
Ammazzamu centu pisci / tiramu arrancata / Assaccamu cu la riffa /
Tiramu da li messi / In nome di San Francesco! ‘
E viva Gesù. Oh!

 

Nella Tonnara - Canto siciliano

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Buon appetito!

Barchette di Patate - #FingerFoodLove

Incredibile a dirsi,
ma pian piano ci stiamo rimpossessando di mestoli e coltelli per poter spignattare in vostra compagnia! Dopo una pausa di qualche mesetto, giusto per smaltire quei 45 kg accumulati dal troppo degustare invernale, eccoci con le maniche rimboccate a impiastricciarci le manine di nuovo nel nostro regno… la cucina frizzantina di Casa Squirters! Oggi volevamo ripartire con una ricetta versatilissima, con degli ingredienti semplici e di pezzo ragionevole, fra cui spicca uno dei pesciotti che noi preferiamo in assoluto, il re TonnoPinnaGialla.

Divinità succulenta dell’oltreblu, perfetto sempre e comunque.

Proponiamo oggi un fingerfood sfiziosetto che potrete godere nelle tiepide giornate primaverili, magari proprio all’aperitivo, con le vostre amichette chiacchierine, al calar del sole…

Barchette di Patate e Tonno Scrocchierello

1Ingredienti per 4 persone
8 patate piccole
200 g tonno fresco
semi di papavero
1 finocchio
1 arancia
sale - pepe
olio d’oliva extra-vièrge

I passi per fare questa ricetta:

Iniziamo mettendo a bollire le patate e lessandole a puntino. Ci vorrà meno di una mezz’oretta per poterle bucare bene con la forchetta…il ché vi accerterà della loro cottura! Lasciamole freddare bene, anche con l’aiuto di acqua corrente fredda. Tagliamole a metà per la loro lunghezza per facilitare il raffreddamento. Una volta raffreddare, prendiamo un cucchiaio e scaviamone una parte di polpa: ecco infatti le nostre barchette! Lasciamo la buccia per due motivi: 1) è buona da mangiare...non lo sapevate?; 2) renderà le nostre barchette un pochino più resistenti alla presa…e al morso!

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Adesso, in una ciotola a parte, prepariamo una deliziosa e classica insalata a base di finocchiella e arancia, tagliate entrambe a tocchetti piccoli. Condiamo con sale, olio e pepe nero macinato e cerchiamo di resistere dal mangiarla così com’è! *** Piccolo trucchetto saporito e civettuolo: non buttiamo le foglioline del finocchio, ci serviranno come guarnizione nella parte finale della preparazione.

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Adesso, mentre l’insalata si insaporisce, prendiamo il tonno e tagliamolo a cubetti. Impaniamo i cubetti ora nei semi di sesamo, messi precedentemente in un piattino…e mettiamoli a cuocere in una padella antiaderente a fuoco vivo, girandoli spesso per non farli bruciare e assicurandoci di averli girati su tutti i lati.

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Adesso abbiamo pronte tutte e tre le parti della nostra ricetta, quindi non ci resta che andare a comporre il piatto! Mettiamo su un vassoio le barchette di patate già incavate e saliamole un pochino. Aggiungiamo nella conchetta di ogni patata fingerfood l’insalata di finocchio e arancia e per ogni barchetta, un cubetto di tonno al sesamo.
Guarniamo con i ciuffetti di finocchio messi da parte e tritati e con qualche goccia di sughetto lasciato sul fondo della ciotola dell’insalata…et voilà!

Giusto in tempo per uno spritzerino in compagnia!

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Il Leggendario River Trophy

C’è una giornata speciale sulle rive del fiume Elsa, una giornata che da tanti anni è diventata ormai una gloriosa consuetudine e occasione per vivere con estro, forza fisica e grande ingegno il fiume. L’evento si chiama River Trophy, e non siete davvero nessuno se non ci siete mai stati, almeno una volta.

Fin dal 1990, una bella domenica di giugno viene infatti organizzata a Castelfiorentino, proprio a due passi da CasaSquirters, un’eroica traversata del fiume Elsa a bordo di mezzi di fortuna o sfortuna artigianalmente creati dai partecipanti stessi delle squadre che poi concorreranno in acqua. Mi ricordo quando i miei mi portarono, ancora bambina, a una delle prime edizioni… mi ricordo che avrei tanto voluto partecipare con la barca di Barbie!

Sì, perché il bello del River Trophy non è certo solo la gara in sé per sé, ma la fase preparativa della propria imbarcazione certo non è da meno! Momento in cui tutta la squadra si riunisce e partorisce (si presuppone in seguito a svariati incontri a tavola con conseguente sbornia cumulativa) un’idea che non solo galleggi, ma che sia in grado di spiccare su tutte le altre per l’originalità del tema e per l’interpretazione!

Le iscrizioni sono aperte dal 6 maggio scorso, e troverete tutti i dettagli del regolamento e dell’iscrizione a questo indirizzo qui (clicca sul logo qua sotto!)

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Non perdetevi questa singolare e goliardica iniziativa…ne troverete per tutti i gusti e ricordatevi, dietro la curva del fiume ci sarà sempre una barca che ti stupirà!

Questi sono alcuni scatti di qualche anno fa…

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Segnatevi questa data sul vostro calendario civettuolo: 22 Giugno 2014!

(per sapere tutte le news e le scadenze per partecipare, con il tuo ingegno e la tua forza, clicca qui!)

Noi saremo a bordo Elsa a tifare per tutti!!!

Déjeuner sur l’herbe alla Fiorentina

Buongiorno Squirtini,
il weekend è finalmente alle porte! Pronti per le avventure di primavera? Chissà cosa avrete in programma per questo fine settimana di pieno tepore primaverile…cambio dell’armadio? Pulizie di fino? Acquisti vari o giardinaggio?
Qualsiasi cosa abbiate in programma, fossi in voi mi lascerei spazio per il pranzo della domenica, perché questa non ve la dovreste proprio perdere! Sentite qua…

In piazza Giorgini, a Firenze, c’è un posticino meraviglioso, il Panino Tondo … che fai i panini tondi tondi più sfiziosi al mondo, che sceglie la chianina che fa muuu e te la impacchetta racchiusa da soffice scioglievolezza…

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BodyPart1Domenica prossima 13 aprile, il Panino Tondo organizza un picnic al Giardino dell’Orticoltura, in via Bolognese: semplicissimo partecipare!
- ordini il panino sul loro sito, ilPaninoTondo.it, cliccate qui per trovarlo subito
- lo ritiri al Panino Tondo di piazza Giorgini
- e ti godi la domenica al parco col tuo panino preferito!

Cliccate qua sotto sull’immagine per vedere in dettaglio l’evento, anche perchè dopo c’è anche dell’animazione e giochi per bambini …e i dolci del Dolce Lab, nota pasticceria di Firenze!

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Come dire di no a cotanta bellezza???

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Sex Toys - Vol. XV

Bentornati a voi
fra le pagine piccanti della rubrica Giochi Birboni in CasaSquirters, e bentornate alle Squirters che proprio oggi riprendono la programmazione dopo una splendida vacanza, uno squirt-break tutto primaverile nella ridente e vivace capitale catalana, quella grandissima figa di Barcellona!

Solo un piccolo difetto è stato rilevato da questa esperienza civettuola…e cioè che è durata troppo poco! Ma…MA, certo le vostre squirterelle vi hanno pensato in questi giorni di festa, e la nostra trasferta ispanica ci è comunque servita come fonte inesauribile di spunti di cui amabilmente amiamo cianare con voi! Quindi vi sveleremo nelle prossime settimane cose nuove che abbiamo scoperto, da nuove ricette …a nuovi balocchi…

…come questo, che oserei definire

il Pollice Verde Birbone

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Camminavamo bel belle sulla Rambla de Catalunya, il sole filtrava fra le fronde spoglie degli alberi ancora vestiti di soli germogli e i soliti borseggiatori quieti ti tenevano d’occhio la borsa mentre tu, sempre sì in beatitudine, te la stringevi a te come solo una borraccia di acqua in pieno deserto. Uno sguardo all’ingresso della Boqueria e uno ai banchetti con oggettistica mista.

reina_isabel_iiCaganer di ogni forma e sostanza compreso quello che denota una certa somiglianza con mia nonna (che se non era per i soli € 16,00 probabilmente adesso avrebbe già un posto d’onore sulla mensola del camino di casa mia e di casa della SquirtViola), magliette, ritrattisti, e poi un tripudio di petali colorati. Petali di girasoli, tulipani, rose, sterlizie, ibischi, gerbere e orchidee. Un’esplosione di colore, pura delizia per gli occhi.

E nel mezzo a tutto quello splendore, loro.

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Con la sola modica cifra di € 8,00 potrete anche voi fare dei piccoli sentieri di pianticelle della beneamata cippa e dei simpatici angoli di pianta della pòtta rampicante. Acquistiamoli per le fioriere dei balconi e per le siepi del giardinetto, così che potremo finalmente far rosicare di invidia pura la nostra vicina becera e pure stinfia!

Noi ne abbiamo fatto incetta; e voi, sciuocchini, cosa aspettate?!?

ah, ps: ci sarebbe pure Maria, insieme al suo amico.
L’amico di Maria.

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L’Ombra del Vento

Per quanto sia restia alla narrativa bestselleristica e per quanto lo abbia già diverse volte detto…
Per quanto non sia una lettrice esigente, anzi proprio una scassapalle…

…beh, questo libro ve lo voglio proprio consigliare.

Copertina-del-romanzo-Lombra-del-ventoUn paio di mesetti fa la SquirtViola, ormai decise le date delle nostre folli trasferte ispaniche, mi consigliò la lettura di questo classico della letteratura contemporanea spagnola, perché che dir si voglia, questo libro è stato letto da tanta, ma proprio tanta tantissima gente. Mi consigliò la lettura di L’Ombra del Vento, di Carlos Ruiz Zafòn, ambientato nella Barcellona della prima metà del secolo scorso.

L’Ombra del Vento, del 2001, è la storia di una e di mille passioni, di libri e di autori introvabili, così come la verità. Siamo nella Barcellona nel 1945, dove il piccolo Daniel, figlio di un libraio, viene introdotto alla lettura di un avvincente libro, proprio dal titolo L’Ombra del Vento. Un libro di cui era praticamente impossibile trovarne copia. E lo trova in un posto che io sogno a occhi aperti: un’infinita libreria dei libri dimenticati, immensa, labirintica. Tesori fra la polvere. Mille storie, mille voci a raccontarle.
Daniel resta così colpito dal contenuto, che comincia a cercare traccia della misteriosa bibliografia dell’autore, coinvolgendo in questa indagine molte delle persone a lui vicine, dal collega di libreria Fermìn agli amici del padre…ed è esattamente qui che vengo risucchiata anch’io dalla storia. In una Barcellona cupa e piovosa. Fredda.

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Mi lascio trasportare in un vortice di retroscena e storie di singoli personaggi, che in un modo o nell’altro, aggiungono un tassello alla verità sul misterioso Juliàn Carax, l’autore di cui si perse traccia nel 1919.

Non voglio,
non posso dirvi altro.
Non potrei.

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Sex Toys - Vol XIV

In un’epoca da spending review e di risparmio in genere, e ci viene per forza di cose richiesto di ridurre anche l’irriducibile e ovviamente anche i nostri scarti, di ogni genere e sorta, ecco che non poteva mancare l’ultima novità intelligente anche per un articolo base nei Giochi Birboni, il profilattico.

Scoperta la notizia giusto qualche giornetto fa, siamo a segnalarvi il padre, l’abc, insomma l’essenziale dei sex toys. Che poi insomma proprio toy non è, ma diciamo l’essenziale, il minimo di cui si debba esser equipaggiati fra le coperte, subito dopo l’orsacchiotto. Questa volta in versione responsabile, per lo meno da un punto di vista ecologico.

Sì perché la novità in questione sta proprio in una nuova brand del tutto ecologica, anzi vegan! Si dice che “Sesso, impegno, mondo. Sono i tre pilastri alla base di This is L., un’impresa di successo (per ora solo negli Usa) e tutta femminile, che promette di rivoluzionare il mondo dei profilattici rendendoli oggetti di piacere (maschile e femminile), dalla qualità suprema e dal rigoroso rispetto per l’ambiente, compreso un packaging riciclato e una totale dedizione alla sensibilità vegana, senza additivi e lubrificanti dannosi, parabeni e glicerina e assolutamente liberi dall’odore di latex” (cit. Wired).

Ci sentivamo comunque di fare un passaparola per rammentarvi l’estrema importanza dell’utilizzo di una protezione del genere…in genere, che sia vegan o che sia il copertone di un tir. Basta che lo usiate. Su, non ci fate stare a dire le cose ovvie. Cribbio. Non voglio stare a citarvi i dati, vi dico solo che i dati sugli acquisti sono in tremendo calo, e su questo direi proprio che non ci si possa permettere di fare a meno. A meno che non siate del Partito della Pugnetta. Ma ci credo poco…

In più … con uno spot del genere…viene voglia di farsi fare una piccola spedizione…


 

La Pubblicità Anni ’50

Buongiorno a tutti e buon inizio della settimana a tutti!
Iniziamo con grande sprint questa settimana riprendendo in mano una questione alzata in volo proprio venerdì scorso dal famosissimo e seguitissimo Huffington Post, che proponeva una hit di cartelloni pubblicitari anni ’50 dei prodotti più svariati, dalle prime planetarie Kenwood alle cravatte, dal profumo alla defunta SevenUp, addirittura propinata ai poppanti del boom economico.
Nell’articolo si denunciava lo shock provocato alla vista e alla lettura degli slogan…che, diciamocela tutta, ci andavano giù pesante.

Roba di questo genere…

Riportala nel ruolo che più le è consono...

Riportala nel ruolo che più le è consono…

Della serie, se il Kenwood avesse il tasto cottura incluso, rimanevo pinzo...

Della serie, se il Kenwood avesse il tasto cottura incluso, rimanevo pinzo…

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E’ giusto e sacrosanto puntare il dito oggi, 2014, su questi geni pubblicitari dei Cinquanta o giù di lì, certo.
Certo, la donna ha fatto passi da gigante per ristabilire l’eguaglianza sociale della sua specie.

Si è rimboccata le maniche,
ha urlato come una scimmia per rivendicare il proprio diritto di voto,
ha cercato di far coincidere la lista della spesa con la lista dei compiti al lavoro,
è diventata potere d’acquisto più forte di quello maschile,
ha collezionato più 30 e lode sul libretto che quel caprone del compagno di corsi,
si è affermata, si è elevata,
ha reso giustizia a quelle che si sono battute per lei, tempo prima,
per far sì che potesse un giorno conquistare
quello che avrebbero voluto conquistare loro.

Poi però, mi viene un dubbio…

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Secondo me lei le scarpe le leccerebbe, anche con sopra un dito di cera Ebano.

E’ veramente questo,
quello che chiamamo
evoluzione femminile“?

Shag - Le Ragazze Vogliono Solo Divertirsi

MartedìCineminoSquirt propone questa settimana un classico imperdibile per le donnicciuole di tutte le età, dalla bimba sognante alla tumultuosa adolescente, dalla mamma nostalgica e dalla nonna sprint. Un classico che scoprii un bel po’ di anni fa e di cui custodisco gelosamente il vhs con il film registrato dalla tv nel lontano 1990-vattelappesca. L’ho amato e lo amo ancora, in tutta la sua frivolezza e leggerezza. Lo amo!

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Intanto vi dico che il film è stato girato nel 1988 e che il cast pullula di giovani di cui avremmo sentito parlare in seguito per un po’, c’è la Phoebe Cates, Bridget Fonda, Annabeth Gish, Page Hannah e Tyrone Power Jr, che poi sarebbe il fratello della Romina, dunque pure cognato di Al Bano. Ma questi sono SquirtCiccioli, e non la rubrica del #martedìcinema, quindi…lasciamo stare!

Il titolo originale è Shag, dal tipo di ballo che vedrete fare ad alcuni personaggi del film,ed è pressoché impossibile trovarne un dvd o la colonna sonora…che vi assicuro, è fenomenale! Ve lo racconto in breve…

Siamo nel 1963 a Myrtle Beach, nel South Carolina. Un gruppo di amiche scatenate, appena diplomate, decide di festeggiare nel modo migliore una di loro, interpretata da Phoebe Cates, che sta per convolare a giuste nozze. Viene quindi organizzato un addio al nubilato a sua insaputa che dovrà lasciare il segno e che non avrà nulla da invidiare a ciò che i ragazzi fanno in occasioni simili. Myrtle Beach sarà, di conseguenza, teatro di un weekend piuttosto movimentato…

Leggero, da amiche…e perfetto per entrare nel mood adatto per un squirt-break da urlo!
Vi comunico infatti oggi che, fra un paio di giorni, le vostre amate Squirters voleranno a Barcellona, per godersi un piccolo anticipo di primavera…e per godere l’una della compagnia dell’altra…
…e quindi, come si suol dire in questi casi…
bòòòna!

Vi lascio con la canzone di chiusura, una delle mie hit preferite, in assoluto!


…e mi sa che piaceva anche alla nostra Amy…

 

Il Vicino di Poltrona

Bentornati a una nuova, entusiasmante puntata della rubrica Torture del XXI Secolo… certo già appartenuta, come tortura, ai secoli scorsi, e precisamente a partire dal lontano 1895, anno in cui fu fatta per la prima volta al mondo una proiezione cinematografica. Oggi infatti parleremo della piaga che ammorba tutti i cinefili di tutto il mondo…il vicino di poltroncina al cinema.

Sebbene coi tempi che corrano ahinoi si faccia sempre più rara l’occasione di aver una decina di euro in tasca da poter spendere per una prima visione, con tutto il fascino irripetibile intrinseco alla sala buia e alla proiezione del fascio di luce, il vicino di poltroncina può essere sì un aspetto da non sottovalutare. Soprattutto ora che al cinema ci vai proprio perché il film in questione, ti preme davvero. Certe di non esser le prime, ovviamente, a trattare dell’argomento, vi elencheremo una lista di ipotetici compari di visione che vi converrebbe evitare…

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I ciuccioni
Purtroppo in via di estinzione (siamo diventati tutti più frustrati, per parafrasare la buona e vecchia Bradsahw che una volta disse “ma non eravamo più felici quando baciavamo di più?“), oggi giorno i ragazzini in età da pomicio di questi tempi non si chiudono più nella discrezione fascinosa del buio in sala per darsi due bacetti con la lingua. Ma nel mentre che stiamo parlando, loro si son già affittati una camera e hanno pure già mollato la propria metà sputtanandola sui social. Resta il fatto, comunque, che non è certo piacevole il sottofondo lappato, disturba la visione e il sistema nervoso.

Il cestone
Il cestone è il ragazzino con la pettinatura afro oppure la zia con gli orecchini da 400 g l’uno con la cofana laccata, casco da parrucchiere annesso. Per quanto possa essere semplice evitarli se sono già seduti al momento del vostro ingresso in sala, certo saranno una spina nel fianco se arriveranno a film appena cominciato. Si consiglia l’utilizzo del colpo di tosse convulso qualora si vedessero avvicinarsi con l’intenzione di sedersi proprio nei nostri pressi. Di solito funziona, soprattutto con la cofana.

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Il ruminatore folle
Il ruminatore folle si nasconde dietro a qualsiasi tipologia di persona: può colpire il bimbo e può colpire il nonno, azzanna alla giugulare la zitella in cerca di passione e culmina nella comitiva del pomeriggio di adolescenti pustolosi. Il ruminatore si fa di tutto, dalle smarties ai popcorn, dai pacchi scorta famiglia di biscotti alle salamelle sott’olio. Se ascoltate bene, potrete anche sentirgli il molare nel momento in cui si spezzerà.

Il losco
il losco è ancora un punto interrogativo, sebbene siano ormai anni che frequentiamo un po’ tutti le sale cinematografiche. Proprio per il suo essere losco, non se ne intuiscono le intenzioni se non che NESSUNA E’ DELLE MIGLIORI. Nel migliore dei casi, si tratta di un soggetto solitario, magari vestito in modo ingombrante, che nient’altro cela se non una compatta con cui riprende tutto il film per poi caricarlo in rete. Nel peggiore dei casi, il soggetto in questione smanetta su altri dispositivi.
Nel primo caso, questo tipo di vicinato certo garantirà il silenzio completo e la massima staticità…nel secondo…lasciamo stare vah.
In ogni caso, col rischio del 50-50, io eviterei…

Le galline
Le galline sono la tipologia che nessuno vorrebbe mai avere intorno. Ora che ci penso, non mi viene in mente un momento nella vita in cui possa esser utile l’esser circondati da galline urlanti. Caduta libera in ascensore? Dal parrucchiere? Pre-esame? MMh anche no.
La gallina ovviamente è assolutamente incapace di azzittirsi, quindi se non vorrete stare ad ascoltare gridolini sul figo di turno, ciaccole di paese e inutilità di ogni sorta, alzate i tacchi e cercatevi un altro angolo in sala.

Sogno un cinema, vuoto
giù in platea sedie di legno, gole secche per la sete di eroi

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TuttiGnudi alla Zucca

Buongiorno a tutti,
per spezzare la routine della settimana, rimettiamoci un po’ ai fornelli per creare qualcosa di nuovo, sempre in squirt-style, ça va sans dire!

Rispolveriamo quindi la ricetta dei passati tortelli di zucca (che trovate qui) e convertiamoli in gnudi, tipico primo piatto toscano (un po’ come avevamo fatto qui, clicca e scopri)…e gustiamo con estrema soddisfazione il risultato! Per fare tutto ci vuole:

650 g zucca piacentina* cotta in forno
2 uova
250 g semola di grano duro
50 g parmigiano grattugiato
noce moscata
sale
un pizzico di pepe bianco

per la crema di parmigiano:
200 g parmigiano grattugiato
80 ml panna fresca

glassa di aceto balsamico

* CasaSquirters raccomanda l’uso della zucca piacentina,
la più farinosa e asciutta così da ottenere un impasto
bello sodo!

Bon, cominciamo subito tagliando a fettone la zucca, mantenendogli la buccia (altrimenti facciamo come è successo a qualcuno - clicca qui se sei curioso più delle scimmie). Mettiamo in forno a 200°C per 40-45 minuti, o comunque finché non si bucherà bene con la forchetta.

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Una volta cotta e freddata, mettiamo la sua polpa cotta in una ciotola insieme a tutto il resto degli ingredienti. Mischiamo finché non avremo ottenuto un impasto omogeneo.

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Ora prepariamo uno spianatoio ricoperto di semola di grano duro, così che le palline che formeremo, non si attacchino sul piano di legno. Bagnamoci le mani (cerchiamo di mantenerle bagnate per tutta la lavorazione) e iniziamo prendendo poco impasto con le dita e formiamo i nostri gnudi, palline di circa 3-4 cm di diametro.

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Quando avremo finito l’impasto, mettiamo l’acqua per la cottura a bollire, aggiungiamo sale e un goccio di olio e mettiamo a cuocere gli gnudi…3-4 minuti gli basteranno! Tirate su, scolate bene e condite con la crema al parmigiano ottenuta sciogliendo a bagnomaria la panna col parmigiano più un goccio di glassa all’aceto balsamico!

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Via XX Settembre

Visto che siamo in mood di traslochi, avevo pensato di indirizzare il consiglio della settimana in campo di libri su quest’autrice di cui ormai non posso più fare a meno, Simonetta Agnello Hornby. Come vi avevamo già detto in radio un paio di settimane fa, siamo nel bel mezzo del trasloco del nostro salottino buono in RadioRadicchio, la radio sta facendo qualche settimana di replica mentre spostiamo fisicamente tutta l’attrezzatura che ci permette di far funzionare la baracca…ed essendo nel mood, mi sono recata alla vicinissima biblioteca comunale di Montaione, tra l’altro a un paio di passi dalla nuova sede della radio, e mi sono presa in prestito uno degli ultimi libri della Simonetta…che parla di trasloco.

via-xx-settembre-simonetta-agnello-horbyUn trasloco che è più che un ritorno a casa, che non un vero e proprio trasloco: Via XX Settembre è Simonetta bambina, che cambia casa trasferendosi a Palermo, sua città natale. Una Palermo degli anni Cinquanta dalle sfumature liberty ancora ben accese che avrei voluto vedere anch’io. Beh, questo libro comunque aiuta a farla rivivere. Attraverso queste pagine si conoscono i componenti della famiglia di Simonetta, quelle del padre e della madre, le loro case, i loro mobili. Il rumore dei loro passi nei corridoi dei loro appartamenti signorili, la penombra delle tende di prezioso broccato. Mentre scorrete la lettura, l’autrice vi avvolgerà nei profumi e nei sapori della tradizione culinaria siciliana, sempre presente nelle sue scritture. Una parte viva di quel che si è, la cucina.

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“Da noi i golosi abbondano, e così le occasioni per indulgere nei peccati di gola, offerte proprio dalle feste religiose: ogni festa, ogni santo, un dolce diverso.”

“Nella mia città, mangiare era una faccenda molto seria. Le pasticcerie dell’anteguerra, tutte specchi, cromature e lucidi banconi, erano meravigliose.; le altre, arredate in stile anni cinquanta, non erano da meno. La Palermo bene si considerava un’estensione dei propri salotti: ci si sedeva ai tavoli con un portacenere al centro e si passava la mattinata a guardare gli altri centellinando una bibita, bevendo l’ennesimo caffè, gustando un pasticcino o uno spongato con panna.”

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Caflisch, una delle pasticcerie storiche di Palermo, oltretutto fra le preferite della nostra Simonetta bambina…

Da leggere, resistendo alla tentazione di una meringa!