Via XX Settembre

Visto che siamo in mood di traslochi, avevo pensato di indirizzare il consiglio della settimana in campo di libri su quest’autrice di cui ormai non posso più fare a meno, Simonetta Agnello Hornby. Come vi avevamo già detto in radio un paio di settimane fa, siamo nel bel mezzo del trasloco del nostro salottino buono in RadioRadicchio, la radio sta facendo qualche settimana di replica mentre spostiamo fisicamente tutta l’attrezzatura che ci permette di far funzionare la baracca…ed essendo nel mood, mi sono recata alla vicinissima biblioteca comunale di Montaione, tra l’altro a un paio di passi dalla nuova sede della radio, e mi sono presa in prestito uno degli ultimi libri della Simonetta…che parla di trasloco.

via-xx-settembre-simonetta-agnello-horbyUn trasloco che è più che un ritorno a casa, che non un vero e proprio trasloco: Via XX Settembre è Simonetta bambina, che cambia casa trasferendosi a Palermo, sua città natale. Una Palermo degli anni Cinquanta dalle sfumature liberty ancora ben accese che avrei voluto vedere anch’io. Beh, questo libro comunque aiuta a farla rivivere. Attraverso queste pagine si conoscono i componenti della famiglia di Simonetta, quelle del padre e della madre, le loro case, i loro mobili. Il rumore dei loro passi nei corridoi dei loro appartamenti signorili, la penombra delle tende di prezioso broccato. Mentre scorrete la lettura, l’autrice vi avvolgerà nei profumi e nei sapori della tradizione culinaria siciliana, sempre presente nelle sue scritture. Una parte viva di quel che si è, la cucina.

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“Da noi i golosi abbondano, e così le occasioni per indulgere nei peccati di gola, offerte proprio dalle feste religiose: ogni festa, ogni santo, un dolce diverso.”

“Nella mia città, mangiare era una faccenda molto seria. Le pasticcerie dell’anteguerra, tutte specchi, cromature e lucidi banconi, erano meravigliose.; le altre, arredate in stile anni cinquanta, non erano da meno. La Palermo bene si considerava un’estensione dei propri salotti: ci si sedeva ai tavoli con un portacenere al centro e si passava la mattinata a guardare gli altri centellinando una bibita, bevendo l’ennesimo caffè, gustando un pasticcino o uno spongato con panna.”

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Caflisch, una delle pasticcerie storiche di Palermo, oltretutto fra le preferite della nostra Simonetta bambina…

Da leggere, resistendo alla tentazione di una meringa!

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