Una certa di Idea di Mondo

Ci sono due personaggi, di quelli “famosi”, che fanno scatenare in me la stessa sfrenata passione, strappa-capelli, che solitamente mostrano le teenagers ai concerti delle boy bands stile One Direction o al loro tempo, Take That e Backstreet Boys. Di solito queste cose capitano appunto intorno ai quindici sedici anni, a me, che invece non è mai importato niente delle boy bands, capita ora…un po’ fuori età, ma che posso farci, è così.
Il primo è Max Gazzè, protagonista più frequente dei miei sogni, potrei persino dire che sia l’uomo più bello del mondo, il secondo è Alessandro Baricco, “maestro” ispiratore di ogni mia fatica narrativa, (ovvero quando scrivo penso sempre a come lo farebbe lui, anche se poi non mi ci avvicino per niente).

alessandro-baricco

Dico tutto questo perché, nel parlare dell’ultimo suo libro, so già che non potrò fare a meno che essere di parte, comunque, lucidamente consapevole, di stare dalla parte giusta!!!
“Una certa idea di mondo” non è un romanzo, nemmeno un racconto, ma la raccolta di una serie di articoli che Baricco ha scritto per La Repubblica e nei quali parla di libri, precisamente dei cinquanta libri più belli e più toccanti da lui letti negli ultimi dieci anni.
Il perché Baricco abbia deciso di realizzare questo progetto è spiegato perfettamente, e in maniera un po’ ruffiana, nel prologo, che già di per se vale il prezzo del libro (io l’ho comprato in ebook quindi ho pure risparmiato, godendo in più delle bellissime illustrazioni di Manuele Fior), visto che la motivazione è allo stesso tempo una delle più belle e poetiche massime su cui si dovrebbe fondare l’esistenza umana (l’ho detto che ero di parte): parlare solo di quello che si conosce (e giustamente lui parla di libri), per raccontare cosa si pensa del mondo.

“Mi son ricordato di una cosa che ho imparato dai vecchi: falli parlare di quello che veramente conoscono e amano, e capirai cosa pensano del mondo. […] Io di cose che conosco davvero, e amo senza smettere mai, ne ho due o tre. Una è i libri. Mi è venuta un giorno questa idea: che se solo mi fossi messo lì a parlare di loro, prendendone uno per volta, solo quelli belli, senza smettere per un po’ – be’, ne sarebbe venuta fuori innanzitutto una certa idea di mondo. C’erano buone possibilità che fosse la mia.”

Da qui parte la descrizione dei più impensabili titoli. Si perché se uno crede di trovarci dentro i classici della letteratura si sbaglia, niente Calvino, Flaubert, Hemingway o Celin, quelli lui li ha letti molto tempo fa, ci sono invece testi più recenti, magari che gli sono stati consigliati da amici, vedi “Open”, sulla vita di Agassi, o “American Dust” di Richard Brautigan, testi che non ti immagineresti che ma che in un certo senso raccontano un periodo della storia italiana contemporanea come “Fantozzi totale” di Paolo Villaggio, saggi che svariano dal romanticismo, alla rivoluzione francese, alla filosofia di Leibniz e Spinoza, biografie di personaggi storici come Magellano, Padre Pio, o Glenn Gould.
Certo non mancano anche alcuni autori importanti come Charles Dickens, Jonh M. Coetzee (con Vergogna di cui ne ho già parlato qui), Giuseppe Tommasi di Lampedusa o Truman Capote.
Insomma tanti ed ottimi consigli di lettura accompagnati da sensazioni, ricordi, nostalgie, ed intimi racconti di vita personale dell’autore. Un itinerario letterario che, attraverso i libri, tenta di spiegare una certa idea di mondo: esiste forse cosa più bella?

Alessandro-Baricco-Festa

Fb-Button
Share Button
Vieni a leggere anche:

2 thoughts on “Una certa di Idea di Mondo

  1. adoro Baricco…peccato solo che alla Scuola Holden a cui aspiravo non si può pagar in prosciutti, e nemmeno in salami…

Lascia un Commento