Il Diavolo, Certamente

Voi direte … “miiiiiiiii’ che fastidio, sempre i soliti autori….”
Che ci volete fare, a me Andrea Camilleri mi piace, me lo porterei a pranzo dalla mi’ nonna tutte le domeniche e ci prenderei lezione di siciliano tutti i giorni, scritto e parlato.

Camilleri non mi annoia mai, potrei anche andare in astinenza da Montalbano se passa troppo tempo tra una lettura di un episodio e un altro. Quello che mi stupisce poi di Camilleri, è che qua e là si scopre qualche chicca che dista dal suo celebre commissario e non mi delude proprio mai! Come avrete magari letto anche la review a Il Tuttomio, Camilleri è capace di molto altro ancora…come infatti in questo libricino singolare che scoprii ormai qualche tempo fa e di cui oggi vi voglio parlare…

Vi segnalo dunque molto volentieri Il Diavolo, Certamente, un’opera di Camilleri uscita nel 2012 e composta di brevi racconti, di 3 pagine ciascuno, e per la precisione, 33 racconti.

Diabolico!

diavolo33 racconti di vita di tutti i giorni, in cui il diavolo ci mette lo zampino. E ce lo mette laddove ce n’è bisogno: punisce con stizzo e ironia il malfattore, ricompensa talvolta la vittima di angherie altrui.

Insomma, 33 racconti irresistibilmente divertenti e “percorsi da una meditazione accanita e sottile sul senso delle umane sorti, del nostro affannarci per mentire o per apparire, della nostra felicità”, citando direttamente dalla quarta copertina.

Non c’è molto altro da dire su questo libro se non TROVATELO E LEGGETELO, anche perché data la sua formula narrativa è veramente impossibile trovare una scusa per non riuscire a seguirne la prosa…

…buona lettura e buon divertimento!

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The Apprentice - La Finalona

Buongiorno a tutti carissimi!!!

Siamo già a venerdì e visto e considerato che il venerdì si mangia pesce, sarà il caso di parlare di quel programmino di squali chiamato “The Apprentice” che giunto alla finale della seconda stagione , si sta rivelando come l’anno scorso la sagra del Tonno ( dove il tonno non e’ il gustoso pinna gialla, ma un modo gentile per dire che un individuo è un po’ morbido di cervellino).

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Chiaramente il boss dei boss è ancora Flavio babbo di Nathan Falco Briatore…..si vocifera che l’avessero messo in naftalina dalla fine della prima edizione, e ritirato fuori solo ora, come si fa con il visone alla messa di mezzanotte della vigilia di Natale! L’andamento del programma e’ come lo scorso anno ( vi ricordo che avevamo scritto un altro articolo su questo delizzzzzzioso programma tv…), c’era un tot di concorrenti che si doveva dimostrare all’altezza delle aspettative del Briatur, e ad oggi ne sono rimasti solo due che si contenderanno il contratto annuale a 6 cifre.

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Analizziamo un po’ il concetto di contratto a sei cifre che detta così puo’ sembrare interessante, ma forse forse non lo è…….Mi immagino che l’importo lordo del contratto sia 100.000 euro….sicuramente verranno applicati gli scaglioni più alti possibili dove conviene di più a Briatore ( che ne so in Kenya, Botswana…..), mettiamo il caso detti scaglioni siamo del 80% ( ma Briatore potrebbe arrivare anche al 98)…..quindi un povero cristo costretto anche a vestirsi DIMORTO bene in sartoria ( sennò Flaviuccio ti dice che sei un pezzente) prenderebbe in un anno € 20.000!!

Capite bene che conviene andare a raccogliere angurie in un kibbutz o a fare il dog sitter di pitbull….per lo meno vi evitate la vista di Naomo e gli strilli della su’moglie, che pare sia piuttosto acida….( vorrei vedere voi a congiungervi carnalmente con suo marito, bisogna anche capirla)…..Ma udite udite, il peggiore della famiglia, il più cattivo e perfido risulta essere l’infante dal nome da onco….Nathan Falco Briatore principe ereditario del regno delle testine di bip……Vi ricordate il vincitore dell’Apprentice dello scorso anno Francesco Menegazzo?? Il pover uomo, si e’ ritrovato a fare il baby sitter al piccolo di casa, che gli fa sempre i peggio dispetti…si fa cambiare il pannolino e poi ce la rifà subito dopo, gli fa costruire castelli di sabbia e poi fa venire il comune di appartenenza a demolirli, facendogli pagare anche la multa per abuso edilizio…i più tutte le sere lo saluta con un rutto e gli dice “ Francesco sei fuori”!

Voci di corridoio asseriscono che Flavio Briatore non volesse fare più il programma , ma che sia stato convinto dalla piccola peste a farlo di nuovo, perché a lui serviva un nuovo modello di robot parlante. Pare infatti che la scorsa estate, mentre si stava annoiando sullo yacht, il piccolo merda, abbia telefonato ai sui amici Oceano e Leone Elkann, che avendo sentito parlare il babbo Jaky , quel simpatico uomo che si è fatto da sé (ramo Agnelli, se non avete capito…..lui si è fatto da se…suo fratello Lapo si è fatto e basta), che vociferava di fantomatici bamboccioni che stanno bene sul divano di casa a non fare nulla, abbiamo deciso di mettersi in società per creare dei nuovi umanoidi alle dipendenze delle loro famiglie. Il programma delle tre piccole pesti, dopo un brainstorming intervallato da una pausa a Plasmon e latte, e’risultato il seguente:

1) il robot parlante dovrà obbedire ad ogni comando
2) il robot parlante nel caso fosse femmina, dovrà giocare al dottore e alla paziente
3) il robot parlante sarà dotato di microchip e collare antipulci

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A questo punto voglio fare i miei più sinceri auguri ai finalisti della seconda edizione di “The Apprentice”, Muhannad ed Alice……non vi serviranno i vostri modi di parlare forbiti e gli inglesismi da ventunesimo secolo……purtroppo se tutto va bene sarete nella merda…..di infante billionario, ma sempre merda e’!!

Alla prossima

Squirt Vio

Per Dieci Minuti

Finalmente sono riuscita a leggerlo anch’io, questo libro di cui le librerie sotto Natale erano piene…e dopo la lettura di Viola, che lo aveva preso in prestito dalla nostra tanto amata biblioteca comunale, ecco che sono anch’io arrivata a portare a termine questa lettura…

…questo libro non può non piacervi.

Sebbene ci siano certo dei punti in cui ci si poteva addentrare un pochino di più, per quanto si possa comunque essere esigenti…non può non piacervi! Ammesso che sia un po’ ignorante in materia, penso che il gioco a cui ruota intorno tutta la narrazione sia davvero un esperimento psicologico da fare. Uno di quelli che ti guarisce, e che ti apre cuore e mente.

Don't be afraid

La storia è comunque presto svelata, anzi la saprete già anche voi di sicuro: Per Dieci Minuti è la storia di Chiara, che a trent’anni si trova la vita ribaltata come una borsa, con tutte le sue cianfrusaglie cadute rovinosamente per terra…e allora, dato che son tante, è bene sì raccoglierle, ma cogliendo allo stesso tempo l’occasione per mettere un po’ di ordine in giro. Insomma, senza marito e senza lavoro, lontano dalla sua casa, la sua isola felice, Chiara si sente devastata, tanto da farsi seguire da una psicologa per affrontare questo tremendo periodo di transizione. La dottoressa la sfida a portare avanti questo esperimento, che lei chiama gioco: provare, per un mese, 10 minuti al giorno, a fare qualcosa che non si è mai fatto prima, che sia avere le unghie pittate di fucsia e glitter, o che sia una lezione di hip hop. Qualsiasi cosa che non faresti e che non hai mai fatto perché la reputi “non da te”. Provare, sperimentare e cimentarsi in situazioni diverse, per capire cosa c’è altrove dalla propria vita, dalla propria routine; dal proprio Primario.

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“Penso a come un distacco non segni per forza la fine di un’esperienza.
Anzi:può darle il permesso di durare per sempre.
E penso a quello che ho vissuto,a quello che vivrò,a quello che sto vivendo adesso.
Perchè nelle infinite semplificazioni con cui crediamo di metterci in salvo e dentro cui invece ci perdiamo,c’è una cosa,una soltanto,che non puà venirci dietro,che non possiamo ingannare.
Questa cosa è il tempo.
Che è qualcosa di pochissimo,se siamo felici.
E’qualcosa di tantissimo,se siamo disperati.
Comunque sta lì.
Con una lunga,estenuante,miracolosa serie di 10 minuti a disposizione.
Abbiamo l’occasione di farci quello che ci pare,con la maggior parte di quei 10 minuti.
Ma ci sono momento in cui non riusciamo proprio a coglierla,l’occasione.
Ci sono momenti in cui,anzi,ci pare una disdetta.
Quei momenti sono bugie.”

The Big Lebowski

Senza neanche accorgercene, abbiamo scelto questo mercoledì per parlarvi di un altro film della nostra cineteca casalinga… quindi perché non istituire un bel Martedì Cinema @ Casa Squirters? Questa settimana vi parliamo di un film che non dovrebbe davvero mancare in nessuna casa, un mito…una religione (anche in senso letterario del termine)…

Il Grande Drugo …
ovvero, Il Grande Lebowski

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Ora, io non voglio stare a farvi la ramanzina se non l’avete ancora visto, ma se davvero davvero non l’avete mai visto … boh, io non vi dico altro se non VERGOGNAAA! E’ un must non solo da avere, ma da conoscere battuta dopo battuta! Anche perché da qualche parte nel mondo, c’è qualcuno che ne ha fatto davvero una religione, il Dudeismo - ovvero, la vita secondo il Drugo.

Insomma, ve la faccio breve per chi non ne avesse mai sentito parlare … voi moltitudine, che invece l’avete visto, correggetemi se sbaglio…siamo a Los Angeles, anni ’90 (contemporaneo, è uscito nel ’98), siamo a casa del Drugo, interpretato dal fantastico Jeff Bridges, un nullafacente, uno scansafatiche che se la spassa tutto il giorno stravaccato sul suo divano, sbirrazzandosi al punto giusto, che finisce le sue serate al bowling con i suoi due amici, anche loro, tutto un programma. Una vita scandita da una cannetta e da un gottino di White Russian.
Il film inizia con una visita inaspettata a casa del Drugo: due poco di buono che gliela fanno a spregio sul tappeto di salotto … al Drugo … sì, perché lui tutti lo chiamano Drugo, ma un nome vero e proprio ce l’ha pure lui…e guarda caso in città c’è un altro col suo stesso nome…

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Ora, come sempre, non ci addentriamo troppo nella trama per non volervi sciupar niente…ma leggete un paio di curiosità a riguardo…

Il Dudeismo
It’s not a joke, il dudeismo esiste e c’è pure il sito italiano, che vi invito a guardare leggendo qui . Una filosofia basata sul
Take it easy - insomma, fai con comodo
Keep your Mind limber - tieni la mente flessibile
Abide - Adeguati

Il Vangelo secondo Lebowski
E’ un libro che è uscito proprio lo scorso mese da noi, scritto da Oliver Benjamin, fondatore nel 2005 della Chiesa dell’Avvento del Drugo, e da Dwayne Eutsey, che è il rispettivo arcivescovo. Sul Fatto Quotidiano del 13.01.13 Armano lo definiva così: “Una specie di buddismo bukowskiano. Quando cerchi di salvarti da questo mondo stressato e ansioso, c’è solo un uomo che può farti da guida: il Drugo”

Dude - Drugo
Drugo non è ovviamente il soprannome originale del personaggio di Lebowski, ma pura invenzione di quei geniacci alla riscrittura dei testi in versione italiana e quindi di tutto il team del doppiaggio…e per una volta, devo dire che non ci suonava nemmeno male! Il soprannome originale è invece Dude, il tipo, il ragazzo … insomma quel bel soggettone lì!

Mangia Prega Ama

L’altro giorno mi son messa a rispolverare quella caterva di film che tengo in salotto, ho provato a fare ordine e a controllare che in tutte le custodie ci fosse il disco…uno strazio, lo so, ma qualche volta va fatto, soprattutto se si è smemorone e cialtrone come me, che non metto le cose in ordine o mi dimentico a chi ho dato in prestito qualcosa. Ogni tanto però, complice il tempo da lupi fuori, salta fuori qualcosa di buono con cui passare un paio d’ore a riprendersi dalle proprie paturnie quotidiane…

…dalla moltitudine di polvere e custodie è risaltato fuori un dvd che mi aveva dato l’Azzurrina, con qualche filmetto niente male (soprattutto il primo Una Notte da Leoni) …e Mangia Prega Ama

Tratto dal libro omonimo di Elizabeth Gilbert, il racconto biografico della sua personale ricerca della felicità, questo film sebbene ormai di qualche annetto fa (uscì nel 2010) resta comunque un film da raccomandare e pure da riguardare, perché al suo interno troverete senza dubbio alcuni elementi che vi porteranno il buonumore! Ve li elenco? Subitosto immediapresto!

- una burbera e pragmatica signora di Bali
- un nonnetto sdentato dalle parole sante
- il sorriso di Julia Roberts
- qualche squarcio di Roma a primavera
- una selection di manzo per tutti i gusti
a. il perfetto e nostrano Luca Argentero
b. il bohémien James Franco
c. quel gran toro latino di Javier Bardem

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Ora, se questo comunque ancora non dovesse bastare per farvi correre a reperirne una copia, sappiate comunque che questo libro è la storia di Liz, una giovane donna americana che ha tutto: un marito innamorato, una bella casa in centro a Manhattan, un bel lavoro che la fa sentire realizzata (e pure con le tasche piene, vedi il punto “una bella casa”) . A un tratto, un fulmine squarcia in due il cielo sereno di Liz, obbligandola ad ammettere che nonostante abbia tutti gli elementi che credeva le servissero per raggiungere la felicità, in realtà non è felice.

E invece di andare da un analista personale o di coppia, Liz decide di mettere in pausa la sua vita e di prendere le distanze da tutto per intraprendere un viaggio, da sola. Formativo e articolato in tre tappe, per portare a termine la pura essenza di quello che per lei conta nella vita: il cibo, la spiritualità e l’amore. E dove volevate che se ne andasse l’americana alla ricerca del tempio summo del viver bene a tavola? Dove se non nel nostro saporitissimo stivale?

Non voglio dilungarmi troppo sul racconto della trama, d’altronde ne avrete sentito parlare in questi anni quindi non voglio già rovinarvi oltre alle aspettative che vi sarete già formati in testa… guardatelo e basta, e se lo avete già visto…riguardatelo, foss’anche soltanto per quella barbetta di Bardem! Buona visione!

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Una Voce di Notte

Buongiorno Squirtuzzini adorati!
Iniziamo la settimana con una bella recensione che possa esservi di ispirazione per legger qualche riga in più…sì perchè l’estate sarà pure agli sgoccioli e troppe sono le letture che ancora dobbiamo fare, ma è anche bello potervi invitare a leggere qualcosa che ci è piaciuto assai e condividere con voi le nostre letture estive preferite!Ed ecco quindi che lascio che sia il summo maestro siculo, sì, ancora una volta lui, ad introdurvi alla questione del libro che mi appresto a recensirvi…

” Che paìsi era quello indove un ministro era stato ‘n carrica ‘na vota aviva ditto che con la mafia bisognava conviverci? Che paìsi era quello indove un senatore, connannato in primo grado per collusione con la mafia, si era riprisintato ed era stato rieletto? Che paìsi era quello indove un deputato regionali, connannato in primo grado per aviri aiutato mafiosi, viniva promosso senatori? Che paìsi era quello indove uno che era stato ministro e presidenti del consiglio ‘na gran quantità di vote, aviva avuto riconosciuto in via definitiva, ma prescritto, il reato di collusione con la mafia e continuava a fari il senatore a vita?”

…Eh…ci piacerebbe saperlo anche a noi, caro Camilleri…purtroppo anche tu ci lasci la questione aperta nel tuo…

Una Voce di Notte

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Una Voce di Notte è una delle tante avventure che vedono protagonista il nostro caro eroe commissario, il Salvo Montalbano che tutti e parecchio in special modo (e senza mistero alcuno) anch’io amo, episodio uscito lo scorso novembre 2012, che come tanti altri intreccia le vicissitudini romanziere con elementi reali sulla nostra Italia. In questo episodio della saga di Montalbano, c’è infatti sì un misfatto che vede occupato tutto il team di collaboratori di Montalbano, ma ci sono delle sacrosante verità e riflessioni che a quanto pare, purtroppo, facciamo solo noi. Mentre chi dovrebbe farle, manco gli scrupoli ha. Figuriamoci le riflessioni.

Non voglio in realtà dirvi di più sulla trama dell’episodio in sé perchè non voglio rovinarvi proprio niente, ma vi raccomando forse ancora più forte del solito, di procurarvi qualcuno degli scritti di Camilleri, perché veramente non si può starne senza. Non ve lo so spiegare, voi iniziate le letture e poi capirete. Vi lascio solo con l’ultima citazione, una conversazione che intercorre fra Montalbano e il suo retto amico e giornalista senza macchio Nicolò Zito:

 

Montalbano: “Nicolò, la stampa in quanto giornali non servi a nenti. L’Italia è un paìsi con dù milioni di analfabeti totali e il trenta per cento della popolazioni che sapi appena fari la propia firma. I tri quanrti di quelli che accattano i giornali, si leggino suli i titoli che spisso, e questa è ‘na bella usanza tutta taliàna, dicino ‘na cosa opposta a quello che dici l’articolo. I pochi che restano, ‘n’opinioni già se la sono fatta e s’accattano il giornali che esprimi le loro opinioni”

“Per quanto arriguarda la stampa” fici doppo un attimo Nicolò “potrei essiri in parti d’accordo, però ammettererai che la tilivisioni se la taliano macari l’analfabeti!”

“E infatti i risultati si vidino. Le tri maggiori tilivisioni private sunno di propietà pirsonali del capo del partito di maggioranza e dù riti della tilivisioni di Stato hanno a capo òmini scigliuti dal capo del partito di maggioranza. Eccoti come si forma la tò bella opinione pubblica!

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Dammi retta, palle, leggi che ti fa bbòno.

 

Scrivere Nella Rete

Buonasera a tutti i nostri squirtici seguaci,
iniziamo la settimana con la recensione di un libro che ho letto nel weekend e che è stato il mio battesimo-bis in quel della biblioteca comunale per me, che da 4 anni non prendevo più in prestito un libro (oh ma non è che son 4 anni che non leggo un libro, intendiamoci!).
Il motivo per cui ho preso in prestito un libro del genere e che ha attirato la mia attenzione, sta nel fatto che per una volta, non si tratta di narrativa, non c’è un plot innovativo o accattivante, ma ha a che vedere con la saggistica di un certo genere, su un argomento che a noi Squirters tocca da vicino, proprio perchè, come avrete intuito, si intitola

Scrivere nella rete
Facebook, Twitter, Blog & Co.

di Stephan Porombka, 2012

Saggistica di questo genere, che tratta di un argomento in così continua evoluzione, a mio parere è un ottimo caso di libro che prenderesti in prestito anziché acquistare…perché dato che la cibernetica è in continua evoluzione, libri di questa sorta è bene divorarseli quando son belli freschi, un po’ come la frutta dall’ortolano. Io per lo meno non vorrei spendere fior fior di money per un testo che purtroppo di lì a poco diventerà obsoleto per i temi che ha trattato ignorando la novità di domani. Libro che però, se letto un po’ alla “cotto&mangiato”, certo vi aprirà la mente nei giorni di oggi, per lasciar spazio nella vostra libreria un domani.

Mi sono lasciata incuriosire per capire un po’ com’è che a tanta gente oltre a noi sia venuta l’estrema urgenza di crearsi uno spazio tutto loro sul web dove potersi esprimere, più o meno giornalmente. Mi sono lasciata incuriosire per capire il linguaggio altrui, e per capire quante meravigliose possibilità di creare ci possa offrire la rete.

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Ho scoperto che c’è un mondo di blogger, un mondo di cinguettari e un mondo di creativi che creano del proprio od osano rielaborare il già scritto, provando con estremo genio a giocare sui classici della letteratura trasformandone il linguaggio e le modalità di condivisione. Ho riscoperto con piacere le sventure di Gregor Samsa (il protagonista de La Metamorfosi, cabrones!) attraverso i twitter di un insolito geniaccio del nostro secolo.
Ho scoperto che se ti iscrivi a un certo sito tedesco, loro ti invieranno una per volta le lettere di quel disgraziato del Werther, come se fosse proprio lui a spedirti le lettere e tu fossi l’interlocutore dell’adolescente più ddepresso nel mondo di quasi due secoli fa (e le lettere vi arriveranno proprio nelle date originarie in cui son state scritte!).
Ho scoperto che esiste un nuovo genere letterario, della sottocategoria della chick-lit, che poi sarebbe la letterature da sgallinate, che si chiama mailodramma, e che è per lo più costituito dalle mail che intercorrono fra i personaggi del romanzo.

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Mi sono meravigliata nel constatare che Twitter ha in fondo una potenzialità unica nel suo genere, attraverso la cui brevità obbligatoria, si ha la possibilità di creare, tagliuzzare e citare con una buona dose di sarcasmo.
E sebbene a me continui a piacere di più il lato prolisso del web, come i blog (e in particolare il nostro, dato che mi permette di scrivere i fiumi di parole che sgorgano dalla mia mente contorta), tutto questo assai ho gradito.

Ottimi spunti Porombka, ci vediamo al prossimo saggio!

Cadillac Records

imagesVisto che ci siamo buttate anima e corpo al favoloso ventennio ’50-’60, età civettuola e moolto squirt (vi rammentiamo che potete ascoltare i podcast del nostro programma radio su questa pagina qui), ecco un film che in quest’atmosfera ci sguazza come una carpa koi nel laghetto di casa Mercury…

Cadillac Records

Uscito in Italia nel 2009 e negli US l’anno prima, questo favoloso film racconta la vita della Chess Records, storica etichetta discografica di Chicago nata nel ’47 e conosciuta in tutto il mondo come casa che ha visto incidere nei propri studi artisti del calibro di Etta James, Howlin’ Wolf, Muddy Waters e Little Richard, Willie Dixon e Chuck Berry, Bo Diddley…insomma, le leggende della musica nera made in the Us, prendete il meglio del blues, del soul, dell’r&b e ravvivate con del buon r’n’r…ed eccovi la Chess Records.

Cadillac-Records-gallery1Chess Records dal nome di Leonard Chess, interpretato da un bravissimo come sempre Adrien Brody, che insieme al fratello Phil fonda infatti la casa discografica dalla quale passeranno tutte queste leggende della musica.

beyonce_as_etta_james_cadillac_records_2008_1Fantastica l’interpretazione di tutti gli altri attori, dal Muddy di Jeffrey Wright, al Chuck di Mos Def, fino alla sublime Etta interpretata da Beyoncé. E a questo proposito, ci permettiamo di dire che la amiamo tantotantottanto, e che secondo noi è una squirter anche lei, ma le andrebbe detto…perchè mi sa che un lo sa…ma ritorniamo al film.

cadillac-records-mos-defEra specializzata in musica blues, rock and roll e rhythm and blues e ha visto incidere i più grandi artisti di sempre, Bo Diddley (sì, quello delle chitarre quadrate), Little Walter, Howlin’ Wolf, Muddy Waters, uno dei più grandi bluesmen della storia, Etta James, la regina del soul. Ed infine Chuck Berry…

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Un’esplosione di musica, di quelle che ti fanno accapponare la pelle, dal lamento blues della chitarra di Muddy alla dolcezza crudele della voce di Etta. Un tripudio di carta da parati dai colori e fantasie sixties, mobilio da fiera vintage, dalle linee optical, dai motivi floreali, dalla forma bombata di sedie e poltrone in plastica.

Un’apoteosi di vestitini vintage e cappottini avvitati da far invidia al vostro negozio preferito…per non parlare poi delle acconciature, da far rabbrividire il visagista più preparato e avvezzo al vintage.

Curiosità:

cadillacrecords31. La colonna sonora - che è stata per trenta settimane al primo posto nella classifica di vendita degli album musicali della categoria blues - ha avuto una nomination come “Best Compilation Soundtrack Album For Motion Picture, Television Or Other Visual Media” ai Grammy Award, mentre il brano di Beyoncé Once in a Lifetime è stato candidato, nello stesso concorso, come “Best Song Written For Motion Picture, Television Or Other Visual Media”. Infine, il brano At Last è andato in nomination come “Best Traditional R&B Vocal Performance”.

2. Beyoncé Knowles ha registrato per la soundtrack cinque canzoni, inclusa la cover del brano di Etta James’ At Last, distribuito il 2 dicembre 2008 come singolo di lancio del disco.

3. Un mese dopo la prima distribuzione del film, fu proprio Beyoncé a cantare At Last al famosissimo e glamourissimo ballo di insediamento del presidente Barack Obama, quando fece il ballo con la first lady Michelle ( di cui in passato, apprezzammo giulive le gesta, clicca qui per saperne di più, nda)

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4. Nel 2008 si scrisse questo di Etta James, che sulla scelta degli interpreti per il film si espresse così:

“Etta James ha rivelato d’avere avuto forti dubbi nei riguardi della decisione, presa dai produttori del film su di lei, di far interpretare la sua parte a Beyoncé. I dubbi della veterana cantante, le cui gesta saranno riprese nel film “Cadillac Records”, sono stati dissipati solo da poco: Etta si è convinta della bontà della scelta quando ha visto la signorina Knowles duettare con Tina Turner ai recenti Grammy Awards. E così vedrà di persona Beyoncé per darle alcuni consigli.

L’incontro, per Beyoncé, non si preannuncia però all’insegna di un quieto pomeriggio sorseggiando tè con una signora settantenne: già, perché la tosta è proprio Etta (Jamesetta Hawkins, 25 gennaio 1938, Los Angeles), la quale in passato ha avuto anche problemi con le droghe pesanti. “Povera Beyoncé, ne avrà da fare, non sono stata un angelo. Lei è come una modella, è una borghese, io no, a scuola fumavo in bagno ed ero arrogante”, ha affermato la James. Poi ha invitato i produttori a portarle l’ex Destiny’s Child perché qualche idea l’ha. “Ho una voce un po’ da uomo. E’ un contralto, più blues, religiosa. Mi piacerebbe veramente poter lavorare con Beyoncé su questo aspetto. Sarà un onore lavorare con lei. Sinceramente non penso che mi assomigli, ma credo che sia una cosa che potranno risolvere”, ha detto.

"Da' retta Etta, più piccine le sbornie, e più spesso!"

“Da’ retta Etta, più piccine le sbornie, e più spesso!”

Mal D’Africa

Un altro film di Pollak, un altro film con Robert Redford.
Una storia d’amore che parla di tradimento ma soprattutto della passione che accomuna i due protagonisti per le terre africane..
Un film che affascina che emoziona attraverso scenografia e fotografia che fanno respirare una magnifica atmosfera che parla di Africa.


La mia Africa

(titolo originale Out of Africa)
Film di Sidney Pollack del 1985.

Tratto dall’omonimo romanzo di Karen Blixen, il film è ambientato nei primi anni del 900.
La danese Karen Dinesen (Meryl Streep) arriva nel Kenya per occuparsi della piantagione di caffè acquistata dal marito. Un matrimonio di convenienza, che finisce con il divorzio.
Karen s’innamora di Denys Finch-Hatton (Robert Redford), un inglese avventuroso, un cacciatore innamorato dell’Africa e della natura che ricambia l’amore di Karen.
L’uomo inizialmente non intende sposarla e per questo si lasciano; ma quando però Karen perde tutto in un incendio rimanendo in balia dei creditori e minacciando quindi di tornarsene in Europa, Denys torna da lei deciso a sposarla…
e poi via, se non lo avete visto il finale non sarò io a svelarlo! Buona visione dunque!

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Curiosità
- 7 premi Oscar (film, regia, musica, scenografie, sceneggiatura, suono, fotografia)

- Il film è ispirato ad un periodo della vita della scrittrice danese Karen Blixen (1885 - 1962), in particolare agli anni vissuti a Nairobi.

- Il ruolo di Karen venne inizialmente offerto a Audrey Hepburn.

- Il film è stato girato in Africa, ma le leggi locali vietavano l’uso degli animali selvatici nei film. I leoni addestrati sono stati importati dalla California.

- Nel fim Karen Blixen si trova ad affrontare un leone che attacca uno dei suoi buoi, l’animale si avvicinò troppo a Maryl Streep, la cui paura reale si può vedere nel suo volto durante la scena.

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…dal film:

Karen Dinesen: “Forse lui sapeva, al contrario di me, che la terra è stata fatta rotonda perchè non potessimo guardare lontano!”

Django

Dopo aver tanto atteso l’uscita del nuovo film di Quentin Tarantino, Django Unchained, dove il regista si cimenta per la prima volta nel genere western, finalmente l’ho visto!!

Forse non sono io la più adatta a parlare “GIANGO” (la D è muta), SquirtLetizia è sicuramente più preparata… ma proverò a farlo ugualmente senza dilungarmi troppo..

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Film di Quentin Tarantino del 2012.

Brevemente.. Django, racconta la storia di uno schiavo nero o meglio negro, (parola che tanto ha contestato Spike Lee al regista di Pulp Fiction) che, appena riacquista la libertà, corre a salvare la moglie (Brumilda) lasciando dietro di sé una scia infinita di cadaveri.. Il film, candidato agli Oscar 2013 come miglior film, attore non protagonista, sceneggiatura, fotografia e montaggio sonoro, ha superato già nel primo weekend gli incassi strepitosi di Inglorious Basterds..
Un omaggio al western all’italiana, ricco di citazioni e “scene tarantiniane”…

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Dopo essermi messa in fila aspettando il mio turno per entrare a prendermi il posto (questo ci tengo a precisarlo perchè, spesso, quando i posti non sono numerati, la gente si fionda dentro sgomitando come nel primo giorno di saldi…) mi sono seduta comoda con il mio supermegapacco di pop-corn (di quelli che ti fanno raggrinzire le labbra tanto sono salati) ed è iniziato il film… 165 minuti di uno spaghetti-western mooolto splatter (consiglio: non mangiate pesante prima di vederlo) ..

Zoë Bell è la ragazza con la bandana.L’attrice australiana è stata la controfigura di Uma Thurman in «Kill Bill» e la bandana in realtà avrebbe dovuto mascherare l'assenza della mascella...

Zoë Bell è la ragazza con la bandana che avrebbe dovuto mascherare l’assenza della mascella…

Da poco ho appreso che in realtà il film sarebbe dovuto durare ben 5 ore, una lunghezza che avrebbe permesso, come per Kill Bill, di farne almeno 2 film, ma Tarantino sembra non sembra non abbia voluto (a Tarantì, mannaggia a te….). Con questo montaggio molti dei personaggi sono stati tagliati o ridotti a un’apparizione e così anche per alcune scene ritenute importanti. Per chi ha visto il film: Non vi siete domandati chi rappresentasse quella ragazza con la bandana sul volto che vive con i Trackers bianchi e guarda da uno stereoscopio la foto di due ragazzi sotto al Partenone?! O quella che si affaccia alla finestra quando Django e il Dr. Shultz (quello dello Shampoo) entrano in quella cittadella del “selvaggio west” (ok selvaggio west ce l’ho messo io.. mi piaceva)? Ecco, probabilmente nelle 5 ore è contenuta la risposta… Aspettiamo dunque l’uscita del Dvd, dove con molta probabilità ci saranno i contenuti tagliati!

Django Unchained, letteralmente “Django scatenato”, ovvero privo di catene, è già stato un successo internazionale del regista Sergio Corbucci con protagonista Franco Nero nel suo primo ruolo importante. La versione di Tarantino, oltre ad avere nel cast l’”AMICHEVOLE PARTECIPAZIONE DI FRANCO NERO” (dai titoli di testa), è ricca di citazioni: dall’appena detto Corbucci fino al maestro Sergio -Ahr -Leone.

Una delle scene più divertenti del film, quella con gli incappucciati del Ku Klux Klan è, una parodia voluta di “Nascita di una nazione” di cui già Mel Brooks (che come regista forse conosco di più) aveva fatto una versione simile, nel fantasticoBlazing Saddles” (Mezzogiorno e mezzo di fuoco).

Anche la canzone iniziale “Ode to Django“, scritta da Luis Bacalov e, cantata a suo tempo da Rocky Roberts (quello di: “Con Ciucce le ragazze io sono tremendo…), è un omaggio al regista italiano. Mentre la canzone di Elisa: “Ancora qui”, con le musiche del grandissimo Ennio Morricone, merita la sua candidatura agli Oscar come miglior canzone originale!

toys-django-unchained Per i collezionisti appassionati, se riescono ad accaparrarsi i pezzi rimasti, ci sono anche delle bambole che raffigurano i protagonisti del film: Django, Candie, Broomhilda e gli altri personaggi… Ritenute offensive sono state ritirate dal commercio…


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…ma se volete sapere qualcosa di più sul regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico statunitense non perdetevi la puntata di Casa Squirters andata in onda ieri (giovedì 24 Gennaio) su radio Radicchio in replica oggi alle 12.30 o domani alle 15.30… Altrimenti settimana prossima riascoltatevi il podcast!

p.s.
Anch’io, come nei titoli ti coda, tengo a precisarvi che è stato garantito che nel film nessun cavallo è stato ferito o maltrattato sulle riprese del film. Al contrario, Christoph Waltz, cadendo dalla sella, si è dislocato l’osso pelvico…

A presto!

Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto

…non potevamo non farlo, non rendere omaggio ad una grande attrice che da poco ci ha lasciato, una grande interprete di rara bravura che ci ha regalato tante emozioni sia a teatro che al cinema.. Un’attrice popolare che ha meritato importanti riconoscimenti anche sul piano internazionale.
Un perla del cinema italiano, un cinema che ci ha dato tanto e che ci ha fatto conoscere Mariangela Melato.

Il film che vi proponiamo oggi, e che sicuramente passeranno in questi giorni in tv, parla di una storia d’amore… non di quelle smielate e da lacrima come spesso via abbiamo proposto, ma una storia che parla di “sesso e potere”, un film dove si ride e molto!

Dimenticatevi il remake realizzato dal regista Guy Ritchie, dal titolo Travolti dal destino (Swept Away) ed interpretato da Madonna e da Adriano Giannini, ( il figlio -anche lui figo - di Giancarlo); questo è il vero ed unico film!

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Travolti da un insolito destino
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(titolo originale Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto)
Film di Lina Wertmüller del 1974.

Raffaella Pavone Lanzetti (Mariangela Melato), una ricca ereditiera milanese molto snob - e pure un po’ stronza -, passa le sue vacanze su uno yacht in mezzo al mar Mediterraneo assieme ai suoi altrettanto ricchi e viziati amici.. Durante il viaggio non fa altro che rimarcare il proprio elevato rango sociale, umiliando i suoi sottoposti; tra loro Gennarino Carunchio (Giancarlo Giannini), rude marinaio siciliano e fervente comunista.
I due si ritrovano, per un guasto al motore del gommone, soli in mare aperto e dopo 2 giorni alla deriva approdano su un’isola deserta.
Una volta arrivati sull’isola i ruoli si invertono e Raffaella, incapace di badare a se stessa, si innamora perdutamente del marinaio, che diventerà il suo signore e padrone che sfoga su di lei antiche frustrazioni sessuali e sociali…
Il resto lo sapete non vogliamo raccontarvelo..anzi guardate la programmazione di questi giorni e non perdetevi questa visione!

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Curiosità
- La regista Lina Wertmüller ha affermato: “Il remake che Madonna ha fatto del mio film non ho voluto vederlo, perchè mi hanno detto che era brutto, però il flop mi ha fatto un gran favore esaltando le critiche positive al mio film.”

- Durante la lavorazione del film Mariangela Melato si ferì ad un piede e furono utilizate 6 controfigure per supportarla.

- Sembra che la Wertmüller, per rassicurare gli attori, si divertisse a servire la mattina della grappa al posto del solito caffè.

…dal film:

Raffaella Pavone Lanzetti:Oh amore…il primo, è vero sai: avresti dovuto essere tu il primo.
Gennarino Carunchio: “Il primo? Si chiama “primo” uno che poi dopo ci sta il secondo eh!”
Raffaella Pavone Lanzetti: Il primo e l’unico…voglio dire che mi dispiace non esser vergine, perché dovevi essere tu ad aprirmi, a mettermi il tuo marchio…amore, ti prego…sodomizzami…sodomizzami…ti prego amore…sodomizzami!”
Gennarino Carunchio: “Mmhh…nun lo so…nun me va!”
Raffaella Pavone Lanzetti: “Si ti prego amore, tu sei il mio primo vero uomo…sodomizzami!”
Gennarino Carunchio: “Senti un po’, brutta fitusa borghese carugnona: ma tu lo fai apposta per farmi sentire ignorante con ‘ste parole difficili! Ma questa cosa che porcheria è, che nun te capisco? ! Che caspita sarebbe?”
Raffaella Pavone Lanzetti: “Scusa amore…”
Gennarino Carunchio: Ma scusa ‘na cippa de minchia, che maniera de parlare! Sissignore, io sono ignorante e me ne vanto!
Raffaella Pavone Lanzetti: “Te lo giuro amore, te l’ho detto così perché è una cosa difficile da dire.”
Gennarino Carunchio: “Ma poi io ‘ste porcherie vostre non le conosco…che è ‘sta cosa: sotorizzami, sotorazzami…checché è?!?!”

Un pesce che non si mangia

..inserita tra le migliori cento commedie di tutti i tempi dall ‘American Film Institute.. e con questo direi ho detto tutto, o quasi…!


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Un pesce di nome Wanda

(titolo originale A Fish Called Wanda)
Film di Charles Crichton del 1988.

Il film racconta la storia di una ladra supersexy e doppiogiochista (Jamie Lee Curtis ) che insieme ad una banda composta dal finto fratello Otto (Kevin Kline), il fidanzato George e un amico di famiglia balbuziente (Michael Palin), architetta un piano per rubare dei diamanti da una gioielleria di Londra. Dopo il furto però ognuno vuole tenere per se il bottino e quindi le cose si complicano: Wanda decide di sedurre l’avvocato di suo marito, Archie Leach (John Cleese), per scoprire il nascondiglio dei diamanti e, all’insaputa di Otto, fuggire da sola con il bottino, il resto lo sapete: SCOPRITELO VOI…

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Curiosità
- Nella versione italiana del film, Otto seduce Wanda parlandole in spagnolo. Nella versione originale invece la lingua usata è l’italiano… ecco un altro motivo per cui spesso è meglio vedersi i film in lingua originale!

- Ole Bentzen, danese, fu vittima di una morte singolare: morì di attacco cardiaco per via delle troppe risate fatte durante la visione del film.

- Come molti di voi avranno notato, alcuni attori del cast appartengono al clan dei Monty Python

- Nell’89 Kevin Kline vinse per questo film il Premio Oscar come Miglior attore non protagonista.

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…dal film:

Archie: ” Così hai rubato i gioielli, hai consegnato uno dei tuoi amanti alla polizia, hai tenuto l’altro perché ti aiutasse a trovare i diamanti e quando c’è riuscito hai testimoniato il falso in tribunale…”
Wanda: “Dai, Archie, è una cosa che fanno tutti in America.”

A me piace di sicuro!

..ancora un passo indietro per parlare di uno di quei film che non puoi non aver visto almeno una volta!
Una delle migliori interpretazioni di Marilyn Monroe, un’altra commedia irriverente che parla di travestitismo e di equivoci a tutto spiano, una pietra miliare della commedia americana in cui si ride di gusto!

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A qualcuno piace caldo

(titolo originale Some like hot)
Film di Billy Wilder del 1959.

Testimoni involontari del famoso massacro di San Valentino di Chicago (condotta da Al Capone & Co.), due musicisti squattrinati Jerry (Jack Lemmon) e Joe (Tony Curtis) scappano e si aggregano, travestiti da donna (Jerry / Daphne - Joe / Josephine / Junior), ad un’orchestra femminile di jazz diretta a Miami.. Durante il viaggio in treno conoscono le loro colleghe, tra cui Zucchero (Marilyn Monroe), suonatrice di ukulele col vizio dell’alcol e in fuga da relazioni amorose infelici.. il resto ve lo lasciamo scoprire a voi se non l’avete visto..

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Curiosità
- Billy Wilder rinunciò all’idea di girarlo a colori, anche se l’avrebbe preferito, perché all’epoca la tecnica non era ancora stata messa a punto come lui desiderava.

- Le prime scelte di Wilder furono Mitzi Gaynor per il ruolo di Marilyn e Frank Sinatra per il ruolo di Lemmon. Prima di ques’ultimo fu considerato anche Jerry Lewis che rifiutò la parte perchè non voleva vestirsi da donna.

- Quando Jack Lemmon ebbe una nomination all’Oscar per il ruolo che Jerry Lewis aveva rifiutato, prese l’abitudine di mandare una scatola di cioccolatini a Lewis ogni anno per ringraziarlo di aver rifiutato la parte.

- Marilyn, che si presentava sul set regolarmente in ritardo di due, tre ore,e spesso rifiutava di uscire dal camerino, è riuscita a sbagliare per ben 59 volte la scena in cui chiede semplicemente “Dov’è il bourbon?” tanto da costringere gli autori a porre delle lavagnette in un punto del set distante dalle inquadrature, per permetterle di leggere le battute (una alla volta).
Alla fine delle riprese Wilder era così arrabbiato con lei, che non la invitò neppure al party di lancio del film.

- Prima delle riprese Tony Curtis e Jack Lemon provarono con i loro costumi di Daphne e Josephine, a fare un giro negli studios per vedere se erano “credibili” entrando addirittura nel bagno delle signore, nessuna donna sospettò di loro. Un ballerino di cabaret fu incaricato di insegnare ai due come camminare correttamente con i tacchi alti. Dopo circa una settimana Lemmon rifiutò l’aiuto del ballerino sostenendo che non voleva camminare come una donna, ma come un uomo che cerca di camminare come una donna.

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…dal film:

Daphne: “Osgood, voglio essere leale con te: non possiamo sposarci affatto”
Osgood: “Perché no?”
Daphne: “Beh… in primo luogo non sono una bionda naturale…”
Osgood: “Non m’importa”
Daphne: “…e fumo, fumo come un turco…”
Osgood: “Non m’interessa”
Daphne: “Ho un passato burrascoso: per più di tre anni ho vissuto con un sassofonista.”
Osgood: “Ti perdono”
Daphne: “Non potrò mai avere bambini…”
Osgood: “Ne adotteremo un po’”
Daphne: “Ma non capisci proprio niente, Osgood! Sono un uomo!”
Osgood: “Beh, nessuno è perfetto”

Vittorio & Vittoria

Buongiorno miei cari! Eccoci ormai al consueto appuntamento del venerdì mattina! Oggi vi parliamo brevemente di un film da aggiungere alla vostra cineteca, un gioiello del musical e dell’autoironia, da vedere e rivedere...

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Victor Victoria

film di Blake Edwards del 1982

Questa volta siamo a Parigi nel 1934, Victoria Grant (Julie Andrews), una cantante ridotta alla fame incontra un artista di cabaret gay: Carole Todd, soprannominato Toddy (Robert Presto), appena licenziato per la lite con un “amichetto”.. insieme decidono di creare un personaggio di successo: Victor, un nobile polacco, molto femmineo, con buone doti di ballerino e di cantante: “una donna che finge di essere un uomo, che finge di essere una donna”. Tra gli ammiratori di Victor vi è un boss di Chicago, King Marchand (James Garner), che dubita della sua identità e assolda un detective privato per accertarsi se è veramente un uomo o una donna… il resto raccontatecelo voi!

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Curiosità:
Questo film, remake di un film tedesco “Viktor und Victoria” del ’33, fu uno dei rari casi che vide d’accordo pubblico e critica; Blake Edwards oltre ad essere un regista di indubbia bravura è anche il marito di Julie Andrews.

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..dal film

Victoria - So che sembrerà assurdo, ma non credo che riuscirò a dormire, stanca come sono.

Toddy - Ti porto un cognac?

Victoria - Mi aiuterà a dormire?

Toddy - No, ma renderà molto più piacevole il restare svegli!

A piedi ignudi sull’erba

..eccoci oggi con un’altra intramontabile commedia romantica da 10 e lode!
Sappiamo già che la nostra SquirtViola non l’ha ancora vista, ma ci penseremo noi a “impararla”
.. per voi invece, non vi resta altro che cercare il film e guardarlo/RI-guardarlo! nsdsdBGbjZX2F7x5Bdow4KUtXsB

A piedi nudi nel parco

(titolo originale Barefoot in the Park…)
Film di Gene Sacks del 1967.

Questa bellissima e romanticcisima commedia americana parla della storia della svagata Corie (Jane Fonda) e del serioso Paul (Robert Redford) una coppia sposata da poco che si trasferisce in una nuova casa al 5 piano senza ascensore di un palazzo del Greenwich Village.. (ebbene si, anche questa girata a New York)

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Curiosità
- Dal 1963 al 1967 la commedia venne rappresentata a Broadway e vi recitavano già Robert Redford e Mildred Natwick (l’attrice che nel film interpreta la madre).
- Il ruolo di Corie doveva andare, all’inizio, a Natalie Wood ma poi finì a Jane Fonda.

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…dal film:

Corie: “I guanti!? Ma a che ti servono i guanti? Sono solo 2 gradi sotto zero!”
Paul: “Mi scusi Signora, dimenticavo che c’è un’ondata di caldo!”

Colazione da Tiffany

Buongiorno bambini, e ora vi facciamo la stessa domanda della scorsa settimana:
Chi di voi NON ha visto questo film?
..ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?

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Colazione da Tiffany

(titolo originale Breakfast at Tiffany’s)
Film di Rob Edwards del 1961.

Un classico della commedia americana che racconta la tormentata storia di Holiday Golightly (Audrey Hepburn) un’affascinante ragazza che per vivere fa la prostituta d’alto bordo- e del suo vicino di casa Paul (George Peppard) un promettente ma svogliato scrittore in cerca di ispirazione.

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Curiosità
Il film segue di poco la novella di Truman Capote dalla quale è tratto; lo scrittore avrebbe inoltre preferito alla Hepburn, Marilyn Monroe .

Per la famosa scena girata nella gioielleria “Tiffany” (al n. 727 della Fifth Avenue) il negozio fu aperto eccezionalmente, per la prima volta nella sua storia, di domenica mattina, precisamente il 2 ottobre del 1960.

Il brano composto da composto da Johnny Mercer e Henry Mancini nel 1961: “Moon River” fu scritto appositamente per la Hepburn ed adattato alla sua estensione vocale.
Questa canzone non è inclusa nella colonna sonora del film.
Solo nel 1993, dopo la morte dell’attrice, venne finalmente pubblicata nell’album
Music from the Films of Audrey Hepburn.

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..dal film:
Holly: Io vado pazza per Tiffany e… specie in quei giorni in cui mi prendono le paturnie
Paul: Vuol dire quando è triste?
Holly: No, uno è triste perché si accorge che sta ingrassando o perché piove, ma è diverso. No le paturnie sono orribili. È come un’improvvisa paura di non si sa che. È mai capitato a lei?
Paul: Certo
Holly: Be’ in questi casi mi resta solo una cosa da fare prendere un taxi e correre da Tiffany. È un posto che mi calma subito: quei silenzi, quell’aria solenne, lì non può accaderti niente di brutto. Se io trovassi un posto a questo mondo che mi facesse sentire come da Tiffany… comprerei i mobili e darei al gatto un nome!

p.s.
Insieme al panino del Kat’z Dely, al vostro ritorno da NY, portateci anche uno sbrillocco!
Thx!

Enrico ti presento Sallustia

Chi di voi NON ha visto questo film alzi la mano!
..ecco, bene tu , si proprio tu, fuori da questa classe!!!!

Harry ti presento Sally

(titolo originale When Harry Met Sally…)
Film di Rob Reinern del 1989.

Una commedia superba, che segue l’evolversi del rapporto tra Harry Burns (Billy Crystal) e Sally Albright (Meg Ruan). In un arco di tempo di c.a 10 anni (dal 1977 al 1989), attraverso una serie di incontri casuali, un’amicizia speciale si trasforma in un vero e proprio amore…

Curiosità
Una delle scene più famose del film in cui Meg Ryan simula un orgasmo in una tavola calda.

Billy Crystal ha ricordato che sulle prime la scena non funzionava e Reiner decise di prendere il posto di Meg per mostrarle come voleva che fosse interpretata la scena: “Si è seduto davanti a me e ha finto un orgasmo... E sua madre era presente, perchè in quella scena interpretava la signora che dice “Prendo quello che ha preso lei”.

La scena è stata girata al Katz’s Deli di New York dove pare continuino a a servire ottimi - enormi - sandwich e non solo; specialità della casa: sandwich Katz’s Corned Beef (quindi se vi capita di fare un giro da quelle parti segnatevi questo indirizzo: 205 E Houston Street, Manhattan, SoHo e portateci un panino!)

..dal film:

Cameriera: Salve, che prendete?
Harry: Io…
Sally: Io…
Harry: … Prendo il numero tre
Sally: Io l’insalata dello chef ma con olio e aceto a parte, e poi la torta di mele
Cameriera: Chef –e- tor-ta -di- me-le…
Sally: Ma la torta la voglio riscaldata e non ci voglio gelato sopra: lo voglio a lato… E che sia di fragola, non di crema se possibile, senno niente gelato, solo panna. Ma panna vera! Se è in lattina allora niente!
Cameriera: Neanche la torta?
Sally: No, la torta la prendo, ma non riscaldata!

La Marchesina

letto da: SquirtMarina

Devo dirvi che non era esattamente come me lo aspettavo…l’ho visto e l’ho voluto comprare perché non si può non leggere o guardare quella divina creatura che è Anna Marchesini, e proprio per come è per me Anna Marchesini, un po’ Merope un po’ Lucia Mondella e anche un po’ di Signora Flora ma pure la camerieraseccastraseccasecchissimadeisignoriMontagné…beh si, me l’aspettavo con altri risvolti, ma questo non significa che non mi sia piaciuto. Di mercoledì è un giorno di tenerezza, di fiducia e di confessioni interiori, ma mercoledì è anche un giorno di possibile riscatto…ed è di mercoledì in mercoledì che si sciolgono i nodi di queste due donne, così diverse fra loro, a volte fragili altre forti…e insomma, alla fine del libro ti verrebbe voglia di abbracciarla forte forte questa signorina Else, sai un abbraccio alla stritolaossasciagattone??

…e non mi resta altro che fare un passo indietro e andarmi a comprare Il terrazzino dei gerani timidi, e poi dopo vi dico!

…comunque io inevitabilmente la Else me la immagino pressappoco così…

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