Dato che siamo quasi tutti (si forza, confessatelo) già nella modalità filmino&busta, che poi sarebbe un film sul divano, luci spente e popcorn e poi a nanna che domani si lavora, ecco che le vostre Squirters si affrettano a segnalarvi quanto da loro preferito sul grande schermo e perché no, anche su quello piccino! Il film che vi segnaliamo oggi non è certo una delle ultime uscite cinematografiche di casa nostra, ma è una deliziosa, anzi irresistibile pellicola che se vi è sfuggita, dovrete per forza correre ai ripari al più presto, perché è veramente ma veramente bello! Ne parlavamo proprio qualche giorno fa con la nostra amichetta SquirtValerie, e proprio perchè ho una gran voglia di rivederlo, e non mi stancherei mai delle ripetute visioni dei miei film preferiti, abbiamo pensato di raccontarvelo un po’…o almeno, di farvi venire una gran voglia di guardarlo anche a voi!
Pane e Tulipani
“Mio nonno mi stava insegnando a suonare la fisarmonica, poi è morto cadendo da un ponte in costruzione.
Tuo nonno costruiva ponti?
No, era in bicicletta, non si era accorto che il ponte non era stato finito.”
Pane e Tulipani è la dodicesima fatica in materia di lungometraggi fatta dal fantastico Silvio Soldini, uno dei registi che più amiamo dello scenario italiano, uscito ormai nel lontano 2000. Un altro, immancabile film da avere indiscutibilmente, insieme all’altro suo Agata e la Tempesta del 2004. Ancora fra i due devo scegliere quale sia il mio preferito. Can’t decide. Di cosa parla? Parla di vita, di strade, di scelte e di felicità.
Qui si racconta la storia della svolta di Rosalba, interpretata dalla deliziosa e solare Licia Maglietta, che da madre chioccia e casalinga pugliese si trasforma in Vera, una creativa fiorista veneziana. Rosi si trovava in gita con la famiglia, a bordo di un pullman con altri suoi concittadini per una gita organizzata a Paestum. Sapete oh quelle gite in cui i figli si spallano perchè sarebbero voluti rimanere volentieri a casa a ingolfarsi di chip&cola e a sentirsi grandi, si va in giro con il marsupio e si fa incetta di ridicoli souvenirs. Una di quelle gite in cui non ci manca proprio niente, dal panino con la frittata al marsupio in vita. Bello stretto. Ecco, in tutto questo certo non poteva mancare la sosta all’autogrill…dove Rosi vien lasciata a piedi!
Invece di piangersi addosso, coglie l’occasione per fare una deviazione di marcia, sfruttando un passaggio per raggiungere Venezia. Qui Rosalba si scopre pian piano diversa e comincia ad apprezzare la libertà da una famiglia in cui fino a quel momento lì lei ha rivestito il ruolo della colf, e non della madre, men che meno della moglie. Non è che le torna molto il fatto che sia stata impunemente abbandonata manco fosse un cane sulla FI-PI-LI. Quindi, si rimbocca le maniche, trova un tetto e anche un lavoretto per poterselo permettere. Si apre una parentesi veneziana, che poi si allunga…fino a diventare quello che vuole veramente! Ma non sa che suo marito la reclama, e che le manda un segugio alle calcagna…
Insomma, c’è poc’altro da dirvi per non rovinarvi la visione, vi lascio con due delle citazioni più belle tratte dal film, e dette da due personaggi fantastici…
“Rosalba, da quando lei è partita la vita è una palude
la notte mi tormenta e il giorno mi delude
se ho fatto questo viaggio vi è un’unica cagione
che lei torni ad illuminar la mia magione”
Fernando
“Le cose belle sono lente”
Fermo
Buona Visione!










