Il Contenuto del Silenzio

Buongiorno Squirtini,
a chiusura della seconda settimana del libro in quel di CasaSquirters, e per non perdere le buone abitudini acquisite negli ultimi tempi, eccoci a segnalarvi un’altra interessante lettura!
Giusto per non essere ripetiva, ho scelto in biblioteca un libro di cui avevo sentito parlare sul web tempo fa, mentre alla continua ricerca di notizie sulla mia isola preferita scovavo delle fotografie ravvicinate del luogo più sinistro che sia mai esistito in quel paradiso canarico che amo tanto e di cui certo non faccio mistero: la spettrale casa Winter.

Ora, dovrei spiegarvi i mille retroscena e misteri che ruotano attorno a questa insolita villa lussuosa di inizio secolo scorso, situata praticamente nel mezzo al niente nel luogo più recondito di Fuerteventura. Una cosa che alla sua vista, ti si accappona la pelle. E non ci è voluto nemmeno il talento sensitivo della maga Marisa che è in me per capire che c’era qualcosa di strano nel vedere un castello con tanto di torretta, in stile fortino Nido delle Aquile tanto caro all’Adolf immondo (se la storia di maga Marisa ignorate, ve la racconterò a tempo e comodo, ma non ora. Come dice il Lucarelli, questa è un’altra storia). E’ palese.

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Cercherò di essere il più breve possibile nel dirvi che cosa si sa e cosa si sospetta della residenza Winter, che prende il nome da un signore crucco dalle credenziali lunghissime, intramato sotto vari livelli con il partito nazista e Adolfino stesso, con i servizi segreti nazisti e con le fuitine dei tempi successivi alla caduta dell’impero nazista. Insomma, una personcina di tutto rispetto, che a un certo punto della storia, a cavallo della fine del secondo conflitto mondiale, decide di comprare e far recintare tutta la penisola di Jandìa, vale a dire la parte finale dell’isola, tutte le sue pecore e tutti i suoi sassi. La acquista da una famiglia nobile di Lanzarote, che al tempo manco se la filava quella penisola paradisiaca, tanto era arida e di difficile raggiungimento. Insomma, il signor Gustavo Inverno, così il suo nome, decise di perlustrarla tutta e di costruire questa magione, a quanto pare a scopo “vacanziero”, nel posto più lontano dalla già di per sé scarsissima civiltà isolana dell’epoca. Sfrattò tutti i mezzadri nei dintorni di quella che sarebbe diventata Casa Winter, e cominciò a costruire proprio davanti all’oceano aperto. Che se ci penso adesso, mi vengono i brividi. Stare lì, d’inverno, nella tempesta, davanti all’immensità atlantica, con nessuna luce a darti conforto, niente se non due piante grasse per ettaro, per chilometri e chilometri. La paura. Una paura così che nemmeno..

gustavComunque, il nostro Gustavo pensa proprio a tutto, al generatore per la corrente, alla cisterna per l’acqua, vitale in questa zona così secca; ci costruisce anche una pista di atterraggio e soprattutto, si leva dalle scatole tutti gli occhi indiscreti nel raggio di chilometri. A visitarla oggi, perchè dice che ci sono delle escursioni private fatte per lo più per i tedeschi contemporanei in visita sull’isola, qualcosa che non ti torna ci deve pur essere: due domandine te le fai, via. Si è sempre parlato a lungo di questa insolita e raccapricciante dimora dispersa nel nulla, si dice infatti che i sotterranei siano murati ma molto ampi, che fosse stata eretta su delle cavità naturali e che dai sotterranei si arrivi a delle grotte, dove avrebbero attraccato i sottomarini nazisti in rifornimento.

foto scoglio di crucco in gita a Casa Winter, dove ci hanno detto ci era scappato il nonno Hans.

foto scoglio di crucco in gita a Casa Winter, dove ci hanno detto ci era scappato il nonno Hans.

Si dice anche che sia servita come sosta ai criminali nazisti in fuga dal giudizio e dalle condanne del processone di Norimberga, in attesa di documenti falsi per poter poi salpare ed espatriare nei paesi sudamericani. La struttura interna poi pare sia molto sospetta, che ci siano delle stanze troppo piccole per essere delle camere per qualsiasi uso se non per la reclusione…o chissà, forse un laboratorio. Insomma, su questi sospetti probabilmente non sarà mai trovato fondamento, come infatti si afferma ne Il Contenuto del Silenzio.

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Il libro esce dalla penna di Lucìa Etxebarrìa nel 2011, una scrittrice di Madrid già resa celebre dal suo Amore, prozac e altre curiosità, ed è in parte ambientato a Fuerteventura, ma comunque sempre nell’arcipelago canario. Gabriel, quarantenne londinese a un passo dal matrimonio, viene contattato da Helena, amica e convivente della sorella Cordelia, di cui Gabriel non ha più notizie da dieci anni in seguito a una rottura. Helena lo allarma comunicandogli che la sorella è scomparsa, e che non ha più avuto contatti con nessuno da un paio di anni, immediatamente dopo esser entrata a far parte di una comunità, che poi tanto comunità non è, anzi una setta vera e propria. Gabriel sapeva ce la sorella risiedeva a Tenerife, ma certo non sospettava che se ne fossero perse le tracce. Decide di partire per l’isola e comincia quindi un percorso di ricerca insieme ad Helena, che toccherà storie personali, storie di luoghi, segreti, confessioni e amori impossibili. Il tutto incorniciato dalla bellezza delle Canarie e dal gusto thriller.

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Da non perdere…

ps: io non so fino a che livello credo ai fitti ricami disegnati intorno a questa struttura spettrale, vi posso solo dire questo. Che sull’origine della casa mi sono documentata dopo esserci stata, ma che la prima plausibile cosa che mi è lampeggiata nel cervello è stata proprio che fosse servita come nascondiglio per qualche criminale di guerra, e considerato che ci sono da quasi 50 anni comunità di crucchi che coattamente invadono le coste di Jandìa, mi era davvero venuto da pensare che fossero i pensionati di oggi i cui nonni avevan loro raccontato, da bambini, di quel paradiso terrestre sperduto nell’Atlantico. E glielo raccontavano perchè era lì che nonno era andato ad vivere. Nonnino Eichmann. Comunque una cosa è certa…qui crucco c’è passato…

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