Just Another Erotic Sagra

…questa non è una vera e propria recensione, perchè il libro non l’abbiamo ancora letto ( non lo abbiamo voluto leggere), ma essendo venute a conoscenza dell’esistenza di questa nuova autrice, abbiamo voluto intanto segnalarvi i titoli perché…eh beh, il perché tosto vi delucideremo!

Io ti guardo
Io ti sento
Io ti voglio

la nuova nuoverrima trilogia soft porn della letteratura italiana scritta niente popò di meno che da

Irene CAO

Dopo avervi buttato giù tre bei petardi così più un mortaretto spaccatimpani, dobbiamo fare una piccola premessa: è vero, detto proprio da noi stesse medesime, che non si dice mai “non mi piace senza aver prima assaggiato”, solo che questo mette veramente a dura prova la volontà del lettore, confessiamolo! Confesso di esser andata dal nostro spaccino di libri per vedere come tirava aria, quando mi trovo in pole position questo primo volume, Io ti guardo, che aveva in tutto e per tutto l’impaginazione tipica da trilogia di 50 Shades (e per chi non sapesse come la pensiamo a riguardo, leggetevi qui le recensioni della nostra SquirtViola, assai impavida lettrice). E ovviamente, dalle informazioni che ho potuto reperire dal web, il libro non tradirebbe le aspettative!

$(KGrHqIOKiwE308Cw)MEBN-NCJiw0g~~_35Leggo infatti che proprio in questi mesi estivi è uscita l’intera trilogia e che, come prevedibile, si tratta della solita boiata di romanzo femminile, della solita tipa sulla trentina, frustrata sessualmente se non affetta da zitellaggio precoce, che c’ha le sue beghe perché non si sa godere la vita, è stitica, gli si incarniscono le unghie e al lavoro non se la caga nessuno. Ah leggo che questa c’ha anche problemi col cibo, toh. Poi incontra uno, in questo caso chef, che la ribalda come un calzino in tutti i sensi possibili e immaginabili.

Ci metti una cornice trita e ri-trita, toh… leggo infatti che i tre volumi hanno altrettante ambientazioni diverse, uno a Venezia, uno a Roma e uno a Stromboli. Chiaro, perchè per lo meno son posti che anche all’estero son conosciuti, fusse che fusse che diventi famosa all’estero…

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Ora, volevo riportarvi uno stralcio di intervista all’autrice ed insegnarvi la dura ma soddisfacentissima pratica della parafrasi a modo mio, ovvero estrapola il vero significato di una frase; di seguito, la traduzione a parole povere in corsivo:

“Lo definirei un erotismo romantico, non mi piace definirmi post porno, nel primo volume Elena è una ragazza molto incerta, indecisa…”

(insomma c’ho messo dentro un po’ di sospiri ma anche parecchi pruriti intimi, queste etichette contano poco tanto è sempre la stessa zuppa, e nel primo volume Elena è una fiha diaccia, e anche stitica..)

“Inizia così per Elena una vita del tutto diversa rispetto al suo tenore usuale, ogni sera ha un amante diverso, va sempre in discoteca, fa una vita mondana (…) Dopo avere attraversato un numero abbastanza cospicuo di amanti che non le danno più piacere, Elena sarà vittima di un grave incidente, in seguito al quale Leonardo avrà un ruolo molto importante, fondamentale nel risveglio fisico e psicologico della protagonista.”

(per un certo periodo Elena comincia a darla a destra e a manca senza distinzione alcuna, tutte le sere la dona a uno diverso, va sempre fòri e se la tira di bruttissimo .. Dopo aver fatto il giro di tutti gli uomini dai 16 ai 70 anni di tutta la zona, tanto che alla fine non ne poteva più, Elena avrà un incidente e qui c’entra nel mezzo il figo di turno, che sarà importantissimo per la riabilitazione psicologica e soprattutto del basso ventre della solita zoccoletta repressa di turno)

Se poi volete saperla tutta, dall’intervista che ho letto (per la versione integrale cliccate qui) si trapela anche una certa presunzione della signorina CAO nel paragonarsi alle grandi firme femminili della letteratura mondiale di sempre, dalla Virginia Wolf alla Brontë passando per la signora delle Camelie di Dumas.

Irene_Cao

LA TU FIA Cao s’atteggia

Lei, che di cognome fa Cao.

Io lo so che sei nata a Pordenone e che a casa tua Cao magari è un cognome comunissimo e privo di qualsivoglia doppio senso, ma qui oltre ad averne uno bello chiaro per lo meno in terra tuscia, si tratta oltretutto di un lemma dal suo cacofonico abbestia, anzi toh, CAOfonico…

…se poi ci metti per giunta tutto il resto oltre al nome dell’autore…

no, non credo proprio di leggerlo. Anche se non si dice “non mi piace senza aver prima assaggiato“, io personalmente se mi danno una polpetta di mòta (vale a dire fango) impanata di forfora, mi sento libera di dire

“che schifo. Ma anche No!

...e per giunta, si fa anche le foto scoglio rompendosi le caviglie

…e per giunta, si fa anche le foto scoglio rompendosi le caviglie

 

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