Mille Splendidi Soli

L’estate è fortunatamente anche tempo per dedicarsi un po’ a sé, per riprendere in mano quelle questioni restate aperte durante l’anno, per dedicare spazio più lungo alle proprie passioni, per riprendere in mano libri che non avevi avuto modo di sfogliare ancora. Come è capitato anche a me, che mi son finalmente dedicata alla lettura di un libro che mi era stato regalato per Natale da un parente che, fervido lettore, mi regala sempre dei grandi autori. Fu lui che mi regalò a 15 anni il primo successo di Tabucchi, lui che mai fallisce. E che quest’anno, mi ha regalato, sempre senza smentirsi, un’opera meravigliosa. Nato dalla penna del celebre Khaled Hosseini, portato alla fama mondiale dal suo primo sforzo letterario “Il cacciatore di aquiloni”, è un libro uscito ormai nel lontano 2007 ma che è sempre presente negli scaffali di librerie o supermercati anche oggi.

Un libro fatto di donne. Diverse. Uguali. Legate a doppio filo.

Mille Splendidi Soli

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“Non si possono contare le lune che brillano su suoi tetti, né i mille splendidi soli che si nascondono dietro ai suoi muri.”

Saib-e-Tabrizi, poeta afghano del XVII secolo, su Kabul

hosseini_1cf71fadb69cbf3862f17b6b68fff263Hosseini è un afghano figlio di diplomatici, nato a Kabul nel’65 ed esiliato negli USA fin dal lontano 1980, proprio all’ingresso dei russi nel suo paese. Nel 2003 scrive il suo primo successo mondiale, che come dicevamo con la SquirtLetizia qualche giorno fa, dato che io non l’ho ancora letto, è un libro assolutamente da avere nella propria mente e nella propria libreria personale. E quattro anni dopo, continua a dimostrarsi uno degli autori contemporanei più apprezzati in tutto il mondo.

Mille splendidi soli racconta parallelamente la vita di due donne, Mariam e Laila, nate in due periodi diversi della storia del proprio paese, dalla grande Kabul alla piccola kolba di campagna, dai primi anni 50 fino alla ribellione talebana dei nostri tempi. Due bambine nate da due famiglie di posizione e situazione diversa, due donne dalle speranze di amore e di vita, due donne unite dalla stessa sventura: l’essere donna in Afghanistan.

Leggere di loro mi ha riportato alla mente le difficoltà dell’essere una donna, per giunta studente, per giunta di letteratura occidentale, in quel di Teheran nel bel mezzo degli anni Ottanta. Sì, sto parlando del successo mondiale di Azar Nafisi, Leggere Lolita a Teheran, anche questo del 2003, tradotto dal bravo Roberto Serrai, ricercatore presso l’Università di Siena alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, ai tempi dei miei studi. Un cervello così, schiaffato nella peggior condizione di precariato. Piove sempre, sempre sul bagnato. Ma come direbbe Lucarelli, questa è un’altra storia.

Hosseini, raccontando di due dei mille splendidi soli di Kabul, ci racconta di cinquant’anni di condizione femminile nel disastrato Afghanistan, fra le percosse e i divieti religiosi e di costume, fra i calcinacci e le mutilazioni di guerra. Due splendidi soli grati comunque di vivere la vita che gli è stata concessa, nonostante la violenza fisica e psicologica, due splendidi soli che irradiano amore e speranza.

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Nonostante tutto.

Leggetelo, e sarete orgogliose di essere fimmine.

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