Mia Wallace aka Uma Thurman

“Quando voi maschiacci vi riunite siete peggio di un circolo di cucito…”

Mia Wallace - PULP FICTION

al secolo, la divina Uma Thurman

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Il Fòn-Fòn

Buongiorno e buon venerdì a tutti i nostri cari Squirtòzzi,

per riprendere appieno (sì, ho controllato, non è un errore di battitura o di ortografia, si scrive anche così. Tiè.) le nostre ciance quotidiane sul nostro amato blog, certo non potevamo farci mancare l’appuntamento settimanale con la rubrica scassapalle del secolo nostro, ovvero le celeberrime Torture del XXI Secolo.

Certa che l’argomento non sarà condiviso da qualcuna di mia conoscenza (tanto per dirne una, quella con la vocetta più stridula di tutta CasaSquirters), mi accingo dunque a svelarvi l’arcano, per chi non avesse ancora capito dal titolo, dato che così è come è stato soprannominato dall’altra mia squirt-compare, la SquirtViola capo-gossippara de noattri, quell’aggeggiaccio infernale meglio conosciuto come

SmartPhone (o fòn-fòn che dir si voglia)

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Non ho certo la pretesa di esser la prima a denunciare l’uso smodato di tale marchingegno, ormai da anni al passo del dilagare del fenomeno smartphone si sviluppa una vera e propria polemica verso coloro che ne sviluppano una vera e propria dipendenza. Nonostante questo, ho deciso di dirvi anche la mia, di modesta opinione, dato che proprio negli ultimi giorni ho scoperto della diffusione e condivisione mondiale del video che potrete vedere cliccando qui, un corto realizzato a Los Angeles dall’arguta Charlene de Guzman che mostra niente e nient’altro che la verità che ci unisce tutti al mondo, dai quartieri alti ai sobborghi fra i più malfamanti.

Sì, perchè anche se non c’hai soldi per mangiare oggi il Fòn-Fòn ce l’hai di sicuro, almeno puoi inoltrare seduta stante sui social quanti pochi spicci in tasca hai oppure farti una fotografia freak in Instagram style farcito di slogan anti-consumistici. Direttamente da uno smart phone pagato settecèènto eurI. Che ti serve per accomunarti, per ottenere quel bramosissimo status symbol, per dimostrare che “figa a mazzi”, poi magari con le fighe non ci si sa come parlare e nemmeno con gli amici, che basta andar fuori per una birra che vedi gruppi di gente più o meno grandi, birra davanti, non a chiacchiera, ma a spippolare col fòn-fòn. E’ ormai fuori controllo la cosa.

Con il Fòn-Fòn ci fai di tutto, dall’illuminare trombe delle scale popolate da mostri baffuti all’orientarti per le campagne o per le città; dal scovare il titolo della canzone che passa proprio ora in radio al condividere l’evoluzione dei tuoi peli incarniti all’inguine; dall’intrattenerti prima dell’otturazione di un molare allo sbirciare on line qualche nozione in qualsiasi momento.

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Occhio però, che ogni arma potente in proprio possesso diventa autodistruttiva se non usata con coscienza. Capita infatti di…

1) abusare della rete disponibile h24 e in qualsiasi posizione del globo per pubblicare tutto ciò che state facendo.

Logico che, con il mese delle ferie altrui alle spalle, i social a cui siete iscritti pullulino di foto di luoghi più o meno esotici, bevande e cibi condivisi proprio sul punto di esser consumati e stati d’animo che variano dall’euforia alla depressione più nera. Forse a voi veri addicted non è mai balenata in testa la sacrosanta verità: che sostanzialmente, vivere un momento con l’ansia di doverlo condividere o di doversi sentire invidiati in qualche modo, non vi farà godere di quel momento appieno (aritiè), e rischierete di ricordarvi di quella bella terrazzina sul mare solo e soltanto attraverso quei 700 scatti minimi che vi siete fatte mentre addentavate la cannuccia, che vi riguarderete poi a casa in ricordo del non ricordo.

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2) fidarsi un po’ troppo delle indicazioni delle fòn-fòn mappe

Una volta, tornando dal mare alla disperata ricerca di un distributore, io e la SquirtViola manca poco restavamo a piedi senza trovare un self service aperto. Peccato che l’avevamo davanti, ma i nostri occhi stavano sul fòn-fòn. Come potevamo vederlo?!?!?! (ah nb: c’eravamo passate davanti un paio di minuti prima senza nemmeno vederlo. Che pena…)

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3) sclerare se nella mèta vacanziera c’è qualche disguido di connessione wi-fi

Questo è dedicato in particolar modo ai miei adorati ospiti della casa vacanze dove lavoro, ma anche a tanta altra gente che conosco e che probabilmente ha altrettanto dato di matto. Dimostrare abuso di navigazione web a bordo piscina mentre vi fate fotografare in pose ormai conosciute a tutti sotto la dicitura di FOTO>SCOGLIO certo non vi renderà i soliti benefici di una nuotata, una chiacchierata col vicino di sdraio, o di un’ottima lettura rilassante e rigenerante per la mente. Oltretutto, al 90% per lo meno della gente in genere non gliene può fregare di meno della vostra personale imitazione della posa da sirena. Salvo quel 10% di bavosi viscidi che iddio che ne scampi&Tòtani.

la più rappresentativa delle foto scoglio. In The Whole World

la più rappresentativa delle foto scoglio. In The Whole World

4) farsi fregare rivelando la vostra posizione in tempo reale

Eh beh, allora spifferatelo ai quattro venti sul serio che ve ne starete le prossime 3 settimane a palle all’aria dall’altra parte del globo: il ladruncolo non aspettava proprio altro che vi levaste dalle palle per potervi comodamente depredare la dispensa, consumarvi i cotton fioc e ciularvi tutto il ciulabile in casa. Brave faine.

5) spendere un capitale in App. & connessioni

Che dire, è logico anche ammettere che le applicazioni talvolta ci rendono la vita un po’ più facile, o solo più veloce…se tutto funziona e se non avete avuto una crisi di nervi come da punto 3. Ma capita altrettante volte di lasciare qualche applicazione o la pagina del browser aperta mentre magari siete fuori dall’utilizzo di wi-fi gratuiti, anche per giornate intere. E a quel punto, non c’è storia, la bolletta si fa salata, e ve la dovrete sorbire proprio tutta tutta.

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Se non è una tassa questa…

Detto questo, scusatemi tanto, ma ho un set fotografico con effetto Instagram che mi attende, e l’Azzurrina si è già fatta la coda di cavallo da una parte e ha già su il rossetto fucsia. Devo assolutamente affrettarmi a indossare la mia mise eighty. Sorry. Girls just wanna have fun.

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Il Tappo Che Visse Due Volte

Hola Squirtinos!

Oggi un piccolo consiglio pratico, un consiglio da casalinga creativa e mai sprecona, insomma un consiglio cheap che ho scovato qualche giorno fa sul web (cliccate qui, Pianeta Blu!) e di cui mi sono subitissimerrimo innamorata!!! Cos’è? Semplice, ma così semplice come una di quelle cose che ti vien da esternare: “accident’a me e quando non c’ho pensato prima!”. Si tratta infatti di un rimedio molto facile da fare e reperibilissimo, e che vi eviterà da qui in avanti, di fare incetta di sigilli di plastica da Ikea&co. per i sacchetti da congelatore…niente paura donnicciole, ecco a voi…

…il Tappo che Visse 2 Volte!

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Si fa in 2 passi: prendete una bottiglia di plastica con tappo, tagliatela al bordo del tappo e intanto avete già il vostro bel sigillo. Prendere ora uno dei vostri sacchetti da conservazione in congelatore. Cosa volete congelare? Fagiolini? Pomodori ciliegini? Pachino? Prezzemolo tritato? Va bene per tutto!

Si procede così:

- tagliato il collo della bottiglia, separare tappo da collo della bottiglia che fu;

- infilate il sacchetto dalla parte della sua apertura nel collo ( sempre quello della bottiglia che fu);

- ripiegate il sacchetto all’esterno del collo

- ritappate il collo della bottiglia sigillando il sacchetto!

- richiuderete il tappo

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La Stagione dell’Infiammazione - Vol.I

Buongiorno Squirtoluzzi adorati e bentornati alla pubblicazione più o meno quotidiana del nostro blog…perchè visto che siete tutti rientrati al lavoro farabutti, sarà bene che ritorniamo anche noi con le nostre manacce al posto giusto e sempre unticce, a rendervi più gradevola la ripresa lavorativa e come dicevamo ieri, l’arrivo della stagione bislacca che è l’autunno…che a volte sembra ti prenda in giro raggiungendo dei picchi di calura quasi da agosto, altre invece ti fa piombar dentro l’inverno nemmeno il tempo di una soffiata di naso.

E siccome non possiamo adesso prevedere come sarà il nostro autunno (mica siamo Bernacca, pòro Bernacca), sarà bene prepararsi a scrosci improvvisi di acqua e quant’altro, iniziando veramente a fare come le formichine laboriose, andando a imbarattolare tutto ciò che è possibile per potercelo gustare anche più in qua…

…quindi, diamo davvero inizio alla serie di post dedicati ai prodotti pre-autunnali, quelli che non solo son perfettamente maturi proprio in questo periodo…l’unica cosa che veramente accomuna tutte queste raccolte tardo-estivo o pre-autunnale che di si voglia (un po’ come la storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto), è proprio per la loro naturale inclinazione a farvi infiammare un po’ dappertutto (via su non mi fate far esempi).

…ma che, nonostante il piccolo inconveniente, sono irresistibili!!!!

Proprio davanti al mio ufficio c’è un vero e proprio angolo dell’infiammazione, angolo del giardino dirimpettaio che ho il permesso di depredare e che in soli 10 m quadrati è capace di far venire l’infiammazione in bocca e anche più in giù a mezzo paese…e proprio dall’angoletto dell’infiammazione infatti ho tratto ispirazione per questa mini rubrica…

…infatti oggi apre le danze….taaaadaaaaaaan…

il Nocciòlo

(e non il nòcciolo, che dalle nostre parti dicesi “nòcciolo” un ragazzotto grande e lungo e abbastanza robusto ma anche piuttosto tontarello - piccole lezioni di toscano spicciolo)

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Il Nocciòlo è l’alberello infatti dal quale otteniamo uno dei frutti secchi più buoni al mondo, ottimo da mischiare coi cereali la mattina a colazione, divino nei dolci di manifattura casalinga, dai brutti-ma-buoni in su fino alle altre ricette sperimentali della terra del nocciolo dop in quel delle Langhe piemontesi. Regine delle creme di nocciola, proprio come quella di quella marca famosa in tutto il mondo, le nocciole hanno infatti un’infinità di applicazioni, dal croccante fatto semplicemente con caramello e nocciole sgusciate, ai biscotti stile bisco-crunch di qualche mese fa, alle torte fino alle granelle di guarnizione per un semifreddo fatto in casa… e perchè no sopra a un divin cheesecake!!!

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…e siccome in questi giorni pare che vada a piovere ancora, magari mi ritorna la voglia di cucinarelo so, è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo qui in CasaSquirters! E ora, se volete scusarmi, vado a farne un bel sacchettone e me lo tengo tutto tutto per me, negandole pure a Cip&Ciop in persona&scoiattolo!!!

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Sweet Cravings: Change Is In The Air

…dedicato a me, che prima o poi dovrò accettare l’alternarsi ovvio delle stagioni…

Cos’è che ti fa sentire a fine agosto, quel lieve sentore di giramento di zibedei, cos’è che ti fa desiderare la Nutella quando ancora manca un mesetto alla fine dell’estate?

E’ qualcosa che è nell’aria, e di cui, se stai un pochino attenta, tutto intorno a noi lo anela…son le prime fottutissime piogge estive che si abbattono con violenza sui nostri colli, che rendono l’acqua di piscina gelata, temprante. Un po’ come a dire, “bada bene mimmi icche t’aspetta“. E’ quella brezza molesta sul bagnasciuga che quasi quasi ti farebbe metter su la maglietta anche in spiaggia. E’ quel golfino maledetto che devi iniziare a portarti dietro la sera quando esci.

E’ la menta votata all’inesorabile fioritura, noncurante dei tuoi continui tagli moda per mojito: “bada ciccio, che fra poco la stagione del mojito finisce“. E’ il basilico, privato della sua verve dalle troppe giornate di calura vera.

E noi giù a sfoltire, tritare, imbarattolare: le prime scorte per l’inverno. Sì, perchè all’inverno dobbiamo pur iniziare a pensarci, e se non vogliamo andar giù pesanti di depressione culinaria e gustativa, qualche scorta dovremmo pure organizzarci a stoccarla.

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Forse è proprio da qui che scatta il vero e proprio passo primo del cambiamento, dell’invertimento inesorabile della tendenza meteorologica. Forse risiede veramente nel primo sentore di bisogno di cioccolata, o almeno così succede a me. Tre, quattro giorni in anticipo dalla prima, vera dispettosa perturbazione estiva, ecco martellarmi nel cervello l’idea costante del lurido cioccolatoso. Sarà quel non so che di sensitiva che c’ho addosso che me lo fa prevedere. Vai a sapere.

E mentre iniziamo a pensare al modo migliore per conservare pomodori, fare incetta di erbe aromatiche assolutamente irreperibili in inverno, e stipiamo tutto nel congelatore e sulle mensole, il tutto chiuso in barattoli e barattolini, etichette colorate e tappi a quadretti…ecco che ti accorgi di qualcosa di anomalo: alzi gli occhi al cielo, e ti accorgi proprio in questi giorni,

quanto è strano vederci quelle macchie bianche e burrose, dal bianco al grigio più plumbeo.

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Non c’è niente, niente che mi consoli da questo cambio stagionale. Forse solo l’esserci dentro fino al collo, con cappotti e sciarpe, potrà consolarmi, quando ormai me ne sarò fatta una ragione e avrò la mente già proiettata alla bella stagione a venire.

Direte, le giornate si fanno più piacevoli. A me e agli animali dal sangue freddo come me e la SquirtLetizia piace l’afa.

Direte, sì ma a fine estate crescono i porcini e a seguire, un’intera serie di delizie del sottobosco. Non li riesco a vedere. Ormai nemmeno il paniere di vimini mi porto più dietro in bosco, tanto non li trovo.

Direte, sì ma dai che finalmente possiamo tornare a passeggiare senza la calura. A me le lunghe passeggiate piacciono solo sul bagnasciuga. Possibilmente al Morro. Figuriamoci.

Tutto ciò mi rattrista assai, e mi rattrista pure il fatto che sian proprio tutti tornati dalle ferie d’agosto e che da due giorni a questa parte in giro ci sia la solita infernale bolgia in ogniddòve. Aaaaah quanto si stava bene in controtendenza, niente fila alla cassa, parcheggi in prima fila sempre liberi…

 

Can’t help it, a change is gonna come

 

 

 

 

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La Squirt-Balneante - Vol. II

…e per ritornare sull’argomento, continuiamo col nostro occhio vispo a scandagliare le spiagge italiche, che tanto tutto il mondo è paese e sono sicura che in queste righe ci troverete qualcosa o qualcuno che avrete visto o vissuto recentemente, proprio a due passi dal vostro asciugamano… Purtroppo la vicinanza da balneante a balneante nonostante i prezzi proibitivi si è decisamente ristretta, vuoi per l’aumento della popolazione (o un s’era il paese dei vecchi?), vuoi perchè i resorts toccano a pochi…vuoi perché c’è più stabilimenti balneari che balneanti! Come ti giri ce n’è uno, col suo bagnino dal palestrato al vecchio lupo di mare, con i suoi orridi ombrellonacci tutti in tinta e le sdraio di corredo. Vuote.

Una stesa di ombrelloni senza occupanti mentre fuori dalla cordicella di confine il mondo impazza.

Propongo a questi punti una scelta intelligente per ovviare all’abuso delle concessioni per gli stabilimenti balneari, tenendo comunque a cuore l’occupazione dello sdraista o bagnino: ma perchè invece di piazzare ombrelloni &co. a mò di schieramento militare davanti al bagnasciuga, non li noleggiate da chiusi? Uno arriva, ti chiama e ti dice “voglio un ombrellone, me lo piazzi qui? Ah, mettici anche due lettini sotto. Quant’è??“. Sarebbe senza dubbio un mondo migliore…

Ma siccome non è così, capita di vivere in pieno una giornata intera coi propri vicini, completi estranei di cui però, in una giornata, fra una lettura e un bagno, ne conosci un pezzettino…e ne puoi veder delle belle…

Capita infatti di trovare sulle nostre spiagge vere e proprie tipologie di balneanti, suddivisi in sottocategorie e intersecati fra loro. Del Tipo…

La Famiglia Brambilla

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Intramontabile classico dell’Italietta che va in vacanza, è una categoria storica che affonda le sue radici nel secondo dopoguerra e che, nonostante cambìno i tempi, si adatta e si plasma con l’epoca corrente, ma resta sempre e comunque l’allegra famiglia Brambilla che va in vacanza. Monta tutto sull’utilitaria, frigo vintage GiòStile peso 46,300 Kg, 2 figli sotto i 10 anni, racchettoni, gonfiabili e balocchi vari. Lettino, sdraio, 2 asciugamani per uno e costume di ricambio. Perché il costume intero alla bimba non glielo lasciare addosso da bagnato, fosse mai che prende una congestione a 40°C e a stomaco vuoto. E’ la famiglia per cui:

- si fa il bagno dopo 3 ore dai pasti, anche fosse una mentina

- ci si increma di SPF 60 anche al 15esimo giorno di vacanza

- non si monta in macchina coi capelli bagnati, anche i bimbi soffrono già di cervicale

La Coppia Anni 80

Un must delle spiagge, dalla più in alla più out, raggiunge la sua gloria intorno ai primi dei Novanta senza più cedere il passo: lei, con capello vaporoso e costume scosciato che anche se non è scosciato come la tutina di Barbara Bouchet lo si fa diventare scosciato tirandolo su sui fianchi finchè non incontra l’altezza della terzultima costola.

Praticamente un tutt’uno con pezzo sopra, provocando l’ahinoi tristissimo effetto a zoccolo di cammello. La balneante Anni 80 ha un burrocacao SPF dal color fluo e occhiali che manco Tomba nello slalom gigante dell’89. E’ abbronzatissima e untissima, e si aggira trattenendo il fiato alla Mitch Buchanon. Cosa che la accomuna con il suo cavaliere, manzo datato 1969, raggiunse il suo massimo splendore come modello delle mutande Cagi nell’91. Slippino d’ordinanza, si cimenta in riti di riscaldamento manco dovesse competere con Marin ma alla fine fa due bracciate scoordinate e rientra, arenandosi. Mentre lei sta facendo la finta figa sul bagnasciuga, insomma, come da spot Bilboa alle Spiagge Bianche nel ’92. Oh, se non si fosse capito, lo stereotipo fatto coppia. In the Eighties. Non mangiano, bevono solo Gatorade, leggono solo Men’s Health. Anche lei.

La Famiglia Scoglionata

Sottospecie della categoria Brambilla, può sì presentarsi equipaggiata di tutto punto o anche no, perché la cosa che contraddistingue la famiglia scoglionata è la mancanza totale di qualsivoglia serenità relazionale. Laddove lei è premurosa, lui è sciagattone. Se lei è sbadata, lui è un mostro calcolatore. “Hai portato tutte ‘ste stronzate e non mi hai preso gli occhialini?” lui a lei. - “Che cazzo ci farai sempre con quel cellulare in mano?” lei a lui … e via e via, una continua pentola in ebollizione. Lei se ne sta ancora con la maglietta, incattivitissima. Lui la tratta male davanti ai figli, che nel frattempo hanno scatenato un inferno in spiaggia. Ah, già uno, senti senti, sta già piangendo manco fosse riposseduto. Poverini, tutti…

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Il Manzo a Traino

Trattasi di soggetto molto facilmente descrivibile, tant’è che è un superlativo assoluto continuo: abbronzatissimo, palestratissimo, depilatissimo. Non si bagna i capelli perchè è

282797_488698351224781_340280509_nHai perso la strada per i faraglioni nello spot di D&G…da’ retta mimmi, alla donna non piace avere intorno uno più vanesio di lei, nemmeno a quelle parecchio ma parecchio vanesie…scendi dal piedistallo che un ti toccherebbe nessuna da quanto sei unto, forse solo quelle come te, quello bòne solo a guardarle…quelle né bòne a parlare, nè a divertirsi, quelle che se le baci con trasporto…

…è taffetààà!!!!!

La Combriccola

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Gruppo indefinito di ragazzi più o meno giovani dalle 4 persone in su, che non siano già 2 coppie. Il gruppo può produrre l’accoppiamento e scoppiamento di più di una coppia nella sola arcata di una giornata al mare. Il gruppo produce ahinoi parecchio ma parecchio sudicio, che smontando l’accampamento verrà lasciato sulla sabbia. Maialozzi i vostri babbi. Correte al riparo quando si mettono a giocare a pallone o freesbee o racchettoni che dir si voglia, di solito la spiaggia agevola la gozzovigliolezza molesta e la combriccola in frigo ha solo birre (e quello di spalle sta sospettosamente rullando qualcosa), quindi i tiri non saranno certo dei più precisi. Quindi, se non volete gli occhiali stampati in faccia, andate a farvi un giro o in bagno a fare una nuotata.

Lo Stronzetto

hotel-riccione-bambiniLo stronzetto è il bambino più rompicoglioni che esista sulla faccia della terra, e sappiate che andrà al mare proprio il giorno che ci vorrete andar voi, e correrà incessantemente al vostro fianco per tutto il giorno buttandovi la sabbia anche nel naso. Lo stronzetto si butta a mare proprio accanto a voi, con la grazia di una balenottera. Ad acqua fredda, mentre voi siete lì a temperarvi. Lo stronzetto è stronzetto perchè c’ha una mamma e un babbo che glielo permettono di fare, che di solito appartengono alla categoria della Famiglia Scoglionata.

Le Comari da Ombrellone

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Gruppo tutto al femminile composto da tardo zitellaggio o precoce vedovanza, insomma fatto sta, che qui si parla solo e soltanto di cose da comari. La comare è capace di descriverti passo passo la ricetta delle chiocciole in umido la mattina alle 8 e prendersi per i capelli con la sua compagna qualora si rilevassero delle incongruenze fra la sua e la versione dell’altra. La comare ha il costume intero e il pareo, un set completo di seggioline pieghevoli e parla solo e soltanto di:

- ricette tradizionali di quelle più elaborate

- ballo liscio e paillettes della Piera, vistose come poche

- pettegolezzi vari

- gossip travisato letto da fonti tipo DiPiù

E’ una gioia averle accanto, il rischio è cercare di resistere dalle risate. Seguitele anche mentre vanno a fare il bagno, o meglio, si mettono nell’acqua fino a sotto l’inguine, e si bagnano le spalle senza immergersi. Che sia mai che perdiate il discorso e non capiate con chi se la fa di nascosto il figliolo di Nedo, ora che ha chiuso anche il bar.

…aspettiamo nuove ed entusiasmanti categorie…

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La Squirt-Balneante - Vol. I

Buongiorno cari Squirtini,

oggi un articolo protesta, un articolo denuncia, un articolo polemico…insomma, una bella boccata di veleno à-la-squirt!

Una delle meraviglie del nostro bel paese, riconosciute in tutto il mondo e ovviamente condivise da noi, bislacco popolo italiota, sono le nostre invidiabilissime coste. Spiagge dorate e argentee, golfetti conosciuti solo ai naviganti, calette esclusive e lungomari blasonati…tutti praticamente diventati inaccessibili per la persona normale. Prendiamo ad esempio la ridente e pregnantissima di storia località toscana del golfo di Baratti, spiaggia fra le più divine, una cornice disegnata di scoglio e sabbia sbrilluccicosa, pini secolari e pietre etrusche.

Essendo fra le mète più ambite ma non grandissima, la spiaggia di Baratti è letteralmente assalita da bagnanti di tutte le età alla ricerca di refrigerio, che sia per un giorno in stile famiglia Brambilla va in vacanza, con spiaggine-ombrelloni-secchiello-paletta-frigo-polarini-frittatonadiaccia… o per più di un giorno.

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Ora, prima di andare a delineare i tratti caratteristici del marittimo italico, la prima, vera boccata di veleno contro l’amministrazione comunale di Piombino, comune ingordo quanto pochi che sminestra il business in quel di Baratti. Trattandosi di golfo certo non immenso, si è pensato che le salatissime tariffe orarie fossero dovute a un bisogno di restringere il numero di bagnanti giornalieri. Che poi oh, le restrizioni chissà come mai vanno sempre a intaccare le classi più sfigate…insomma oh, a noi non ci vuol proprio nessuno… Ci sono parcheggi, tutti escluso uno, con tariffe inimmaginabili al bagnante con portafoglio normale.

Fino all’anno scorso.

Un paio di domeniche fa, dopo aver programmato la sveglia a un orario inammissibile per raggiungere il golfo a un’ora decente per poter beccare l’ultimo posto macchina aggratis (che sarebbe anche normale. Io ancora non capisco come si possa rendere privata una spiaggia. Demanio tsè, si si…), arrivo mentre ancora albeggia …e mentre faccio l’ultima curva che mi apre la visuale sul parcheggio ambito, a colpo d’occhio m’insospettisco.

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Che abbia fatto troppo presto? Chi?? IO???

Ma non diciamo baggianate. Il parcheggio è semivuoto. C’è del marcio in Baratti.

E come mi avvicino, il sospetto si fa realtà: è a pago, pure questo. La maialacciadellasumammaccianfame…urlo disumano a finestrino aperto, in bauliera il polarino nel frigo portatile trema, il gabbiano a stormo si alza in volo. E giù a elencare tutti gli sproloqui possibili e immaginabili, mentre l’immagine della sveglia accompagnata a quel suono stinfio come pochi mi riscorreva davanti…erano le 6 budellodisumà…insomma, mi c’è voluto più di € 20 di solo parcheggio per stare una giornata a difendere con le unghie e con i denti quei miseri 2 metri quadrati che c’eravamo conquistati così presto che ancora la sabbia era umida dalla nottata…per non parlare poi del vicinato da ombrellone, che a questi punti s’è fatto tardi e ve li devo rimandare al prossimo post…

Morale della favola, ho speso uno stonfo senza potermi godere granché per la calura, per il vicinato troppo vicino, per aver mangiato in fretta e furia quel panino sfigatissimo che mi ero portata appresso occupando un angolo di tavolo in pineta, dato che quella vecchiaccia con la pelle vizza e nera se l’è fatto suo piazzandoci il suo frigo manco fosse a far catering in pineta. E dopo la sgranata epica ci fa pure la bava in pineta, la rospa impermanentata… Meno male ho la ganascia svelta, sennò sai che polemica per avergli buttato due briciole sul tavolo. NON SUO.

Capito?!?!?! No, non è tuo: vuoi il pranzo a sacco? Ok perfetto, portati pure le lasagne e il cinghiale in umido, son cavolacci tua. Ma il tavolo lo usi quando hai voglia di sgranare, non prima e nemmeno dopo a mò di deposito bagagli stazione.

Perché la prossima volta sulla tovaglina a coprire tutto il tuo armamentario ti ci vòto un popone con tutta la sua acquiccia e semi, così poi o ti fai mangià dalle vespe o mangi per la terra come tutti noi sfigati!

E mentre uscivo dal carissimo posteggi avviandomi verso casa, e escogitavo la mossa del popone, passo davanti all’ultimo costruito dei parcheggi davanti al golfo di Baratti, e cosa vedono i miei occhi??? Una piaggia interminabile di posti macchina, alternati a macchinette puppasoldi ogni 10 metri…poi dice oh,

“….eeeh lo fanno per limitare le presenze….”

Sì, le presenze di chi gli pare a loro! Maledetti schifosi, vedrete che prima o poi anche ai pensionati mancheranno i quaini, perchè li dovranno dare tutti ai nipoti per campare, quindi poi c’avrete sì il golfo immacolato, ma anche voi, quaini punti…

…questo non è un pianeta per giovini…

…come si dice in questi casi, i nostri soldi…

SPERIAMO VI FACCIANO BòZZO!

(la famiglia Brambilla sì che se la godeva)

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Brindo a Voi e a Questa Vita…

…buongiorno accartocciati!

Niente di meglio di un grazie. Infinito.

A tutti tutti ma anche di più…

…niente davvero esprime meglio di questa canzone l’amore e l’amicizia di questi due giorni passati. Vi amiamo tutti, anche chi ha avuto il coraggio di chiederci il latinoamericano in consolle. Chapeau per il fegato, sul serio..poteva andarvi parecchio peggio!

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Che La Cisternata 2013 Abbia Inizio!


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Scusate la ripetitività degli ultimi post, ma non posso andar in giro a pretendere lo spam come se non ci fosse uno domani se poi non sono la prima a farlo…e siccome a Casa Squirters siamo a casa nostra, tiè… beccatevi l’ennesimo, E VI PROMETTO ULTIMO REMINDER!

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Meno Uno


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…per iniziare bene il mese più caliente dell’anno, per ricordarvi per l’ennesima volta che le Squirters sono momentaneamente assenti dal blog per ragioni più che giustificabili…

Domani. Questo e nient’altro.
Fino alle prime luci dell’alba di domenica.

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…e giusto per farvi capire cos’è che l’è…

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…che potta c’assista, siempre…

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