Buongiorno cari Squirtini,
oggi un articolo protesta, un articolo denuncia, un articolo polemico…insomma, una bella boccata di veleno à-la-squirt!
Una delle meraviglie del nostro bel paese, riconosciute in tutto il mondo e ovviamente condivise da noi, bislacco popolo italiota, sono le nostre invidiabilissime coste. Spiagge dorate e argentee, golfetti conosciuti solo ai naviganti, calette esclusive e lungomari blasonati…tutti praticamente diventati inaccessibili per la persona normale. Prendiamo ad esempio la ridente e pregnantissima di storia località toscana del golfo di Baratti, spiaggia fra le più divine, una cornice disegnata di scoglio e sabbia sbrilluccicosa, pini secolari e pietre etrusche.
Essendo fra le mète più ambite ma non grandissima, la spiaggia di Baratti è letteralmente assalita da bagnanti di tutte le età alla ricerca di refrigerio, che sia per un giorno in stile famiglia Brambilla va in vacanza, con spiaggine-ombrelloni-secchiello-paletta-frigo-polarini-frittatonadiaccia… o per più di un giorno.
Ora, prima di andare a delineare i tratti caratteristici del marittimo italico, la prima, vera boccata di veleno contro l’amministrazione comunale di Piombino, comune ingordo quanto pochi che sminestra il business in quel di Baratti. Trattandosi di golfo certo non immenso, si è pensato che le salatissime tariffe orarie fossero dovute a un bisogno di restringere il numero di bagnanti giornalieri. Che poi oh, le restrizioni chissà come mai vanno sempre a intaccare le classi più sfigate…insomma oh, a noi non ci vuol proprio nessuno… Ci sono parcheggi, tutti escluso uno, con tariffe inimmaginabili al bagnante con portafoglio normale.
Fino all’anno scorso.
Un paio di domeniche fa, dopo aver programmato la sveglia a un orario inammissibile per raggiungere il golfo a un’ora decente per poter beccare l’ultimo posto macchina aggratis (che sarebbe anche normale. Io ancora non capisco come si possa rendere privata una spiaggia. Demanio tsè, si si…), arrivo mentre ancora albeggia …e mentre faccio l’ultima curva che mi apre la visuale sul parcheggio ambito, a colpo d’occhio m’insospettisco.
Che abbia fatto troppo presto? Chi?? IO???
Ma non diciamo baggianate. Il parcheggio è semivuoto. C’è del marcio in Baratti.
E come mi avvicino, il sospetto si fa realtà: è a pago, pure questo. La maialacciadellasumammaccianfame…urlo disumano a finestrino aperto, in bauliera il polarino nel frigo portatile trema, il gabbiano a stormo si alza in volo. E giù a elencare tutti gli sproloqui possibili e immaginabili, mentre l’immagine della sveglia accompagnata a quel suono stinfio come pochi mi riscorreva davanti…erano le 6 budellodisumà…insomma, mi c’è voluto più di € 20 di solo parcheggio per stare una giornata a difendere con le unghie e con i denti quei miseri 2 metri quadrati che c’eravamo conquistati così presto che ancora la sabbia era umida dalla nottata…per non parlare poi del vicinato da ombrellone, che a questi punti s’è fatto tardi e ve li devo rimandare al prossimo post…
Morale della favola, ho speso uno stonfo senza potermi godere granché per la calura, per il vicinato troppo vicino, per aver mangiato in fretta e furia quel panino sfigatissimo che mi ero portata appresso occupando un angolo di tavolo in pineta, dato che quella vecchiaccia con la pelle vizza e nera se l’è fatto suo piazzandoci il suo frigo manco fosse a far catering in pineta. E dopo la sgranata epica ci fa pure la bava in pineta, la rospa impermanentata… Meno male ho la ganascia svelta, sennò sai che polemica per avergli buttato due briciole sul tavolo. NON SUO.
Capito?!?!?! No, non è tuo: vuoi il pranzo a sacco? Ok perfetto, portati pure le lasagne e il cinghiale in umido, son cavolacci tua. Ma il tavolo lo usi quando hai voglia di sgranare, non prima e nemmeno dopo a mò di deposito bagagli stazione.
Perché la prossima volta sulla tovaglina a coprire tutto il tuo armamentario ti ci vòto un popone con tutta la sua acquiccia e semi, così poi o ti fai mangià dalle vespe o mangi per la terra come tutti noi sfigati!
E mentre uscivo dal carissimo posteggi avviandomi verso casa, e escogitavo la mossa del popone, passo davanti all’ultimo costruito dei parcheggi davanti al golfo di Baratti, e cosa vedono i miei occhi??? Una piaggia interminabile di posti macchina, alternati a macchinette puppasoldi ogni 10 metri…poi dice oh,
“….eeeh lo fanno per limitare le presenze….”
Sì, le presenze di chi gli pare a loro! Maledetti schifosi, vedrete che prima o poi anche ai pensionati mancheranno i quaini, perchè li dovranno dare tutti ai nipoti per campare, quindi poi c’avrete sì il golfo immacolato, ma anche voi, quaini punti…
…questo non è un pianeta per giovini…
…come si dice in questi casi, i nostri soldi…
SPERIAMO VI FACCIANO BòZZO!
(la famiglia Brambilla sì che se la godeva)
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