L’Acustica Perfetta

Un’altra autrice che mi piace leggere e seguire nei suoi lavori in genere è la cara Daria Bignardi, che da quando l’ho vista ospite dalla Parodi e ho sentito che la bacchettava sui tacchi mi ha conquistato il titolo di squirt pure lei, anche se già mi piaceva molto sia come giornalista che come conduttrice di programmi poco berciati e di un certo tipo di contenuto. A ottobre scorso è uscito L’Acustica Perfetta, ultima sua produzione narrativa che finalmente sotto al sole son potuta riuscire a leggere.

L’Acustica Perfetta

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L’Acustica Perfetta è l’epilogo della storia di Arno e Sara, che hanno avuto e vissuto tutto insieme senza mai aversi ed essersi conosciuti al 100%. Arno e Sara, dal timido amore estivo durato qualche settimana ai primi anni della loro adolescenza, fino agli anni di un matrimonio arrivato a un necessario punto di evoluzione. Stare insieme da una vita senza mai essersi voluti scoprire e mettersi in gioco veramente, fin quando tutto diventa insostenibile. Arno è un concertista, di quelli con la C maiuscola, e ama sua moglie Sara, con la quale condivide una casa e tre meravigliosi bambini. Sara è una mamma premurosa, modello. Mamma e basta per sua scelta. Ma con qualche ombra nel suo passato, e con attimi cupi anche oggi. E poi ci sono i nonni, colonne portanti e spalle solide su cui poter contare, e tre bambini dalla mente adulta: tutti insieme assistono, da parte, all’evolversi di tutto.

“Al desio di chi t’adora ceder deve un fido amor”

Calcolando tutte le volte che ho riniziato la frase per farvi questa recensione, posso dirvi che non è semplice parlare di questa coppia di cui se ne trova traccia ne L’Acustica Perfetta, non è semplice per niente se non si vuol cadere nei luoghi comuni o nelle frasi fatte sulle coppie che poi, a un certo punto, scoppiano. A volte per colpa di lei a volte per colpa di lui. Come se ce ne fosse solo una di parte ad aver colpe. Per quel che posso dirvi, senza rovinarvi la lettura, c’è un po’ di tutto, l’annientamento personale, le bugie vecchie di vent’anni, l’infelicità e la noncuranza. C’è sopravvalutazione di sé e di sé dentro la coppia.

C’è un epilogo. Positivo.

A voi la scelta, se per voi dopo aver letto di questi due personaggi, sia positivo il ritrovarsi o il congedarsi definitivamente.

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Due parole personali sul libro? Sì, ma molto in breve…mi è piaciuto, mi ha distrutto, mi ha fatto fare delle domande e mi ha fatto promettere, a me stessa, di non commettere mai quei passi falsi. Lo leggi e passi insieme ad Arno tutte le fasi della separazione e del suo stato d’animo. Prima la disperazione, poi la rabbia, infine la depressione. E a mano a mano che scopre qualcosa, la scopri anche tu, e inizi ad avere il quadro più completo di questa disarmonia di coppia mascherata da routine. Finché un giorno, non fai quel famoso 2+2 e arrivi all’epilogo. For good.

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Idilli d’Estate

Incuriosita da questa piccola grande donna che ho sempre visto con sigaretta in bocca e gatto siamese fra le braccia, mi ero già affrettata a cercarne qualche perla di saggezza che qualche tempo fa postammo nella nostra sezione de Les Citations. Patricia Highsmith, scrittrice americana di grande fama e dalla lunga produzione letteraria, è l’autrice del libro che volevo segnalarvi oggi, oltre ad essere l’autrice di Sconosciuti in Treno, che ha ispirato l’hitchockiano (si legge iccecocchiano) L’altro Uomo, e ad aver creato il personaggio farabutto e manigoldo di Tom Ripley. Sì, quello del Talento di Mr. Ripley. Luilì.

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Avendo già avuto qualche assaggio sulla sua prosa più celebre, mi sono voluta addentrare cercando qualcosa di meno conosciuto di sua produzione, quando ho scoperto che la nostra biblioteca comunale aveva da offrire Idilli d’Estate, titolo originale Small g: A Summer Idyll. Non potevo non prenderlo. Uscito nel 1995, a questi non so se postumo alla sua dipartita oppure no, è l’ultima sua produzione, e tratta di un tema a lei sicuramente caro. Perché l’impavida scrittrice statunitense di base in quel del canton Ticino, non ha mai fatto mistero delle sue preferenze sessuali nonostante fosse vissuta in un tempo ben più cupo in materia rispetto ai giorni nostri. Anche se si potrebbe fare molto, ma molto di meglio. Ma anche questa è un’altra storia.

idilliIdilli d’Estate è ambientato nei primi anni 90, a Zurigo, nella tanto avanti Svizzera, così avanti ma così avanti che a leggere quello che probabilmente di norma accadeva a quei giorni ti fa non c’è che dire un bell’effettuccio. I fatti ruotano tutti intorno a questo locale, il Jakob’s o meglio conosciuto, anche nelle guide della città dell’epoca, come Small g, modo in cui si identificavano i locali con frequentazione gay. Al Jakob’s si intrecciano le vite di amici e nemici, si parlotta alle spalle della colorita combriccola che festeggia al tavolo accanto, si sogna, ci si difende dagli sguardi biechi e si cerca, fin dove ci è concesso, di vivere la propria vita in libertà. Ricky, grafico pubblicitario quarantenne che ha subito un lutto recente, il compagno accoltellato in un vicolo fuori dal locale, stringe amicizia con Luisa, una giovane apprendista sarta presso l’atelier della torva Renate. Renate è una manipolatrice, becera e pure bigotta, che tiene sotto le sue grinfie la sventurata Cenerella Luisa e si approfitta delle menti malleabili altrui. Un mostro.

Mi è piaciuto il libro? Difficile da dire, o meglio, sì, il libro mi è piaciuto, ma i sentimenti che mi hanno pervaso sono molteplici e questo va detto. Intanto, mi è sembrato molto difficile immaginarmi una situazione di avversità nei confronti della realtà omosessuale nella moderna Svizzera, perché stiamo comunque parlando degli anni 90 e non del tardo Medioevo. Ve la dico proprio tutta, quando la SquirtViola si è offerta di riportarmelo in biblioteca lei stessa in cambio di poterlo leggere anche lei, e mi ha chiesto:”Allora? Com’è?“, le ho risposto di getto così…

“Vio, è difficile a dirsi. Non ti voglio dire nient’altro perché rischio di rovinartelo appena apro bocca. Ma ti dico solo, che la chiave di lettura che dovresti avere col libro davanti è quella di cercare di vederlo in chiave almodòvariana. Tu mentre lo leggi, prova a dargli le tinte forti e i colori sgargianti del buon Pedro. Piume di struzzo e storie di abusi, fisici e psicologici. Avversità e ironia. Allora lo amerai!”

…e in fondo è quello che vi consiglio io, con la speranza che nessun scrittore oggi scriva più della sua epoca contemporanea nel modo in cui lo fece la Highsmith, perché vorrebbe dire che non ci siamo evoluti intellettivamente proprio un’emerita cippa.

Cara Patricia, i tempi sono un bel po’ cambiati da quando te ne sei andata, ed è anche grazie a te che sono migliori. Perdona se c’è ancora qualcuno al mondo (pochi e contan pure poco, sono un niente) che non capisce quanto sia bello sapere che ognuno in terra è libero di potersi esprimere e vivere per ciò che è e ama, ma ci stiamo ancora lavorando.

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Sweet Cravings: Change Is In The Air

…dedicato a me, che prima o poi dovrò accettare l’alternarsi ovvio delle stagioni…

Cos’è che ti fa sentire a fine agosto, quel lieve sentore di giramento di zibedei, cos’è che ti fa desiderare la Nutella quando ancora manca un mesetto alla fine dell’estate?

E’ qualcosa che è nell’aria, e di cui, se stai un pochino attenta, tutto intorno a noi lo anela…son le prime fottutissime piogge estive che si abbattono con violenza sui nostri colli, che rendono l’acqua di piscina gelata, temprante. Un po’ come a dire, “bada bene mimmi icche t’aspetta“. E’ quella brezza molesta sul bagnasciuga che quasi quasi ti farebbe metter su la maglietta anche in spiaggia. E’ quel golfino maledetto che devi iniziare a portarti dietro la sera quando esci.

E’ la menta votata all’inesorabile fioritura, noncurante dei tuoi continui tagli moda per mojito: “bada ciccio, che fra poco la stagione del mojito finisce“. E’ il basilico, privato della sua verve dalle troppe giornate di calura vera.

E noi giù a sfoltire, tritare, imbarattolare: le prime scorte per l’inverno. Sì, perchè all’inverno dobbiamo pur iniziare a pensarci, e se non vogliamo andar giù pesanti di depressione culinaria e gustativa, qualche scorta dovremmo pure organizzarci a stoccarla.

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Forse è proprio da qui che scatta il vero e proprio passo primo del cambiamento, dell’invertimento inesorabile della tendenza meteorologica. Forse risiede veramente nel primo sentore di bisogno di cioccolata, o almeno così succede a me. Tre, quattro giorni in anticipo dalla prima, vera dispettosa perturbazione estiva, ecco martellarmi nel cervello l’idea costante del lurido cioccolatoso. Sarà quel non so che di sensitiva che c’ho addosso che me lo fa prevedere. Vai a sapere.

E mentre iniziamo a pensare al modo migliore per conservare pomodori, fare incetta di erbe aromatiche assolutamente irreperibili in inverno, e stipiamo tutto nel congelatore e sulle mensole, il tutto chiuso in barattoli e barattolini, etichette colorate e tappi a quadretti…ecco che ti accorgi di qualcosa di anomalo: alzi gli occhi al cielo, e ti accorgi proprio in questi giorni,

quanto è strano vederci quelle macchie bianche e burrose, dal bianco al grigio più plumbeo.

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Non c’è niente, niente che mi consoli da questo cambio stagionale. Forse solo l’esserci dentro fino al collo, con cappotti e sciarpe, potrà consolarmi, quando ormai me ne sarò fatta una ragione e avrò la mente già proiettata alla bella stagione a venire.

Direte, le giornate si fanno più piacevoli. A me e agli animali dal sangue freddo come me e la SquirtLetizia piace l’afa.

Direte, sì ma a fine estate crescono i porcini e a seguire, un’intera serie di delizie del sottobosco. Non li riesco a vedere. Ormai nemmeno il paniere di vimini mi porto più dietro in bosco, tanto non li trovo.

Direte, sì ma dai che finalmente possiamo tornare a passeggiare senza la calura. A me le lunghe passeggiate piacciono solo sul bagnasciuga. Possibilmente al Morro. Figuriamoci.

Tutto ciò mi rattrista assai, e mi rattrista pure il fatto che sian proprio tutti tornati dalle ferie d’agosto e che da due giorni a questa parte in giro ci sia la solita infernale bolgia in ogniddòve. Aaaaah quanto si stava bene in controtendenza, niente fila alla cassa, parcheggi in prima fila sempre liberi…

 

Can’t help it, a change is gonna come

 

 

 

 

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La Squirt-Balneante - Vol. II

…e per ritornare sull’argomento, continuiamo col nostro occhio vispo a scandagliare le spiagge italiche, che tanto tutto il mondo è paese e sono sicura che in queste righe ci troverete qualcosa o qualcuno che avrete visto o vissuto recentemente, proprio a due passi dal vostro asciugamano… Purtroppo la vicinanza da balneante a balneante nonostante i prezzi proibitivi si è decisamente ristretta, vuoi per l’aumento della popolazione (o un s’era il paese dei vecchi?), vuoi perchè i resorts toccano a pochi…vuoi perché c’è più stabilimenti balneari che balneanti! Come ti giri ce n’è uno, col suo bagnino dal palestrato al vecchio lupo di mare, con i suoi orridi ombrellonacci tutti in tinta e le sdraio di corredo. Vuote.

Una stesa di ombrelloni senza occupanti mentre fuori dalla cordicella di confine il mondo impazza.

Propongo a questi punti una scelta intelligente per ovviare all’abuso delle concessioni per gli stabilimenti balneari, tenendo comunque a cuore l’occupazione dello sdraista o bagnino: ma perchè invece di piazzare ombrelloni &co. a mò di schieramento militare davanti al bagnasciuga, non li noleggiate da chiusi? Uno arriva, ti chiama e ti dice “voglio un ombrellone, me lo piazzi qui? Ah, mettici anche due lettini sotto. Quant’è??“. Sarebbe senza dubbio un mondo migliore…

Ma siccome non è così, capita di vivere in pieno una giornata intera coi propri vicini, completi estranei di cui però, in una giornata, fra una lettura e un bagno, ne conosci un pezzettino…e ne puoi veder delle belle…

Capita infatti di trovare sulle nostre spiagge vere e proprie tipologie di balneanti, suddivisi in sottocategorie e intersecati fra loro. Del Tipo…

La Famiglia Brambilla

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Intramontabile classico dell’Italietta che va in vacanza, è una categoria storica che affonda le sue radici nel secondo dopoguerra e che, nonostante cambìno i tempi, si adatta e si plasma con l’epoca corrente, ma resta sempre e comunque l’allegra famiglia Brambilla che va in vacanza. Monta tutto sull’utilitaria, frigo vintage GiòStile peso 46,300 Kg, 2 figli sotto i 10 anni, racchettoni, gonfiabili e balocchi vari. Lettino, sdraio, 2 asciugamani per uno e costume di ricambio. Perché il costume intero alla bimba non glielo lasciare addosso da bagnato, fosse mai che prende una congestione a 40°C e a stomaco vuoto. E’ la famiglia per cui:

- si fa il bagno dopo 3 ore dai pasti, anche fosse una mentina

- ci si increma di SPF 60 anche al 15esimo giorno di vacanza

- non si monta in macchina coi capelli bagnati, anche i bimbi soffrono già di cervicale

La Coppia Anni 80

Un must delle spiagge, dalla più in alla più out, raggiunge la sua gloria intorno ai primi dei Novanta senza più cedere il passo: lei, con capello vaporoso e costume scosciato che anche se non è scosciato come la tutina di Barbara Bouchet lo si fa diventare scosciato tirandolo su sui fianchi finchè non incontra l’altezza della terzultima costola.

Praticamente un tutt’uno con pezzo sopra, provocando l’ahinoi tristissimo effetto a zoccolo di cammello. La balneante Anni 80 ha un burrocacao SPF dal color fluo e occhiali che manco Tomba nello slalom gigante dell’89. E’ abbronzatissima e untissima, e si aggira trattenendo il fiato alla Mitch Buchanon. Cosa che la accomuna con il suo cavaliere, manzo datato 1969, raggiunse il suo massimo splendore come modello delle mutande Cagi nell’91. Slippino d’ordinanza, si cimenta in riti di riscaldamento manco dovesse competere con Marin ma alla fine fa due bracciate scoordinate e rientra, arenandosi. Mentre lei sta facendo la finta figa sul bagnasciuga, insomma, come da spot Bilboa alle Spiagge Bianche nel ’92. Oh, se non si fosse capito, lo stereotipo fatto coppia. In the Eighties. Non mangiano, bevono solo Gatorade, leggono solo Men’s Health. Anche lei.

La Famiglia Scoglionata

Sottospecie della categoria Brambilla, può sì presentarsi equipaggiata di tutto punto o anche no, perché la cosa che contraddistingue la famiglia scoglionata è la mancanza totale di qualsivoglia serenità relazionale. Laddove lei è premurosa, lui è sciagattone. Se lei è sbadata, lui è un mostro calcolatore. “Hai portato tutte ‘ste stronzate e non mi hai preso gli occhialini?” lui a lei. - “Che cazzo ci farai sempre con quel cellulare in mano?” lei a lui … e via e via, una continua pentola in ebollizione. Lei se ne sta ancora con la maglietta, incattivitissima. Lui la tratta male davanti ai figli, che nel frattempo hanno scatenato un inferno in spiaggia. Ah, già uno, senti senti, sta già piangendo manco fosse riposseduto. Poverini, tutti…

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Il Manzo a Traino

Trattasi di soggetto molto facilmente descrivibile, tant’è che è un superlativo assoluto continuo: abbronzatissimo, palestratissimo, depilatissimo. Non si bagna i capelli perchè è

282797_488698351224781_340280509_nHai perso la strada per i faraglioni nello spot di D&G…da’ retta mimmi, alla donna non piace avere intorno uno più vanesio di lei, nemmeno a quelle parecchio ma parecchio vanesie…scendi dal piedistallo che un ti toccherebbe nessuna da quanto sei unto, forse solo quelle come te, quello bòne solo a guardarle…quelle né bòne a parlare, nè a divertirsi, quelle che se le baci con trasporto…

…è taffetààà!!!!!

La Combriccola

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Gruppo indefinito di ragazzi più o meno giovani dalle 4 persone in su, che non siano già 2 coppie. Il gruppo può produrre l’accoppiamento e scoppiamento di più di una coppia nella sola arcata di una giornata al mare. Il gruppo produce ahinoi parecchio ma parecchio sudicio, che smontando l’accampamento verrà lasciato sulla sabbia. Maialozzi i vostri babbi. Correte al riparo quando si mettono a giocare a pallone o freesbee o racchettoni che dir si voglia, di solito la spiaggia agevola la gozzovigliolezza molesta e la combriccola in frigo ha solo birre (e quello di spalle sta sospettosamente rullando qualcosa), quindi i tiri non saranno certo dei più precisi. Quindi, se non volete gli occhiali stampati in faccia, andate a farvi un giro o in bagno a fare una nuotata.

Lo Stronzetto

hotel-riccione-bambiniLo stronzetto è il bambino più rompicoglioni che esista sulla faccia della terra, e sappiate che andrà al mare proprio il giorno che ci vorrete andar voi, e correrà incessantemente al vostro fianco per tutto il giorno buttandovi la sabbia anche nel naso. Lo stronzetto si butta a mare proprio accanto a voi, con la grazia di una balenottera. Ad acqua fredda, mentre voi siete lì a temperarvi. Lo stronzetto è stronzetto perchè c’ha una mamma e un babbo che glielo permettono di fare, che di solito appartengono alla categoria della Famiglia Scoglionata.

Le Comari da Ombrellone

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Gruppo tutto al femminile composto da tardo zitellaggio o precoce vedovanza, insomma fatto sta, che qui si parla solo e soltanto di cose da comari. La comare è capace di descriverti passo passo la ricetta delle chiocciole in umido la mattina alle 8 e prendersi per i capelli con la sua compagna qualora si rilevassero delle incongruenze fra la sua e la versione dell’altra. La comare ha il costume intero e il pareo, un set completo di seggioline pieghevoli e parla solo e soltanto di:

- ricette tradizionali di quelle più elaborate

- ballo liscio e paillettes della Piera, vistose come poche

- pettegolezzi vari

- gossip travisato letto da fonti tipo DiPiù

E’ una gioia averle accanto, il rischio è cercare di resistere dalle risate. Seguitele anche mentre vanno a fare il bagno, o meglio, si mettono nell’acqua fino a sotto l’inguine, e si bagnano le spalle senza immergersi. Che sia mai che perdiate il discorso e non capiate con chi se la fa di nascosto il figliolo di Nedo, ora che ha chiuso anche il bar.

…aspettiamo nuove ed entusiasmanti categorie…

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La Squirt-Balneante - Vol. I

Buongiorno cari Squirtini,

oggi un articolo protesta, un articolo denuncia, un articolo polemico…insomma, una bella boccata di veleno à-la-squirt!

Una delle meraviglie del nostro bel paese, riconosciute in tutto il mondo e ovviamente condivise da noi, bislacco popolo italiota, sono le nostre invidiabilissime coste. Spiagge dorate e argentee, golfetti conosciuti solo ai naviganti, calette esclusive e lungomari blasonati…tutti praticamente diventati inaccessibili per la persona normale. Prendiamo ad esempio la ridente e pregnantissima di storia località toscana del golfo di Baratti, spiaggia fra le più divine, una cornice disegnata di scoglio e sabbia sbrilluccicosa, pini secolari e pietre etrusche.

Essendo fra le mète più ambite ma non grandissima, la spiaggia di Baratti è letteralmente assalita da bagnanti di tutte le età alla ricerca di refrigerio, che sia per un giorno in stile famiglia Brambilla va in vacanza, con spiaggine-ombrelloni-secchiello-paletta-frigo-polarini-frittatonadiaccia… o per più di un giorno.

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Ora, prima di andare a delineare i tratti caratteristici del marittimo italico, la prima, vera boccata di veleno contro l’amministrazione comunale di Piombino, comune ingordo quanto pochi che sminestra il business in quel di Baratti. Trattandosi di golfo certo non immenso, si è pensato che le salatissime tariffe orarie fossero dovute a un bisogno di restringere il numero di bagnanti giornalieri. Che poi oh, le restrizioni chissà come mai vanno sempre a intaccare le classi più sfigate…insomma oh, a noi non ci vuol proprio nessuno… Ci sono parcheggi, tutti escluso uno, con tariffe inimmaginabili al bagnante con portafoglio normale.

Fino all’anno scorso.

Un paio di domeniche fa, dopo aver programmato la sveglia a un orario inammissibile per raggiungere il golfo a un’ora decente per poter beccare l’ultimo posto macchina aggratis (che sarebbe anche normale. Io ancora non capisco come si possa rendere privata una spiaggia. Demanio tsè, si si…), arrivo mentre ancora albeggia …e mentre faccio l’ultima curva che mi apre la visuale sul parcheggio ambito, a colpo d’occhio m’insospettisco.

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Che abbia fatto troppo presto? Chi?? IO???

Ma non diciamo baggianate. Il parcheggio è semivuoto. C’è del marcio in Baratti.

E come mi avvicino, il sospetto si fa realtà: è a pago, pure questo. La maialacciadellasumammaccianfame…urlo disumano a finestrino aperto, in bauliera il polarino nel frigo portatile trema, il gabbiano a stormo si alza in volo. E giù a elencare tutti gli sproloqui possibili e immaginabili, mentre l’immagine della sveglia accompagnata a quel suono stinfio come pochi mi riscorreva davanti…erano le 6 budellodisumà…insomma, mi c’è voluto più di € 20 di solo parcheggio per stare una giornata a difendere con le unghie e con i denti quei miseri 2 metri quadrati che c’eravamo conquistati così presto che ancora la sabbia era umida dalla nottata…per non parlare poi del vicinato da ombrellone, che a questi punti s’è fatto tardi e ve li devo rimandare al prossimo post…

Morale della favola, ho speso uno stonfo senza potermi godere granché per la calura, per il vicinato troppo vicino, per aver mangiato in fretta e furia quel panino sfigatissimo che mi ero portata appresso occupando un angolo di tavolo in pineta, dato che quella vecchiaccia con la pelle vizza e nera se l’è fatto suo piazzandoci il suo frigo manco fosse a far catering in pineta. E dopo la sgranata epica ci fa pure la bava in pineta, la rospa impermanentata… Meno male ho la ganascia svelta, sennò sai che polemica per avergli buttato due briciole sul tavolo. NON SUO.

Capito?!?!?! No, non è tuo: vuoi il pranzo a sacco? Ok perfetto, portati pure le lasagne e il cinghiale in umido, son cavolacci tua. Ma il tavolo lo usi quando hai voglia di sgranare, non prima e nemmeno dopo a mò di deposito bagagli stazione.

Perché la prossima volta sulla tovaglina a coprire tutto il tuo armamentario ti ci vòto un popone con tutta la sua acquiccia e semi, così poi o ti fai mangià dalle vespe o mangi per la terra come tutti noi sfigati!

E mentre uscivo dal carissimo posteggi avviandomi verso casa, e escogitavo la mossa del popone, passo davanti all’ultimo costruito dei parcheggi davanti al golfo di Baratti, e cosa vedono i miei occhi??? Una piaggia interminabile di posti macchina, alternati a macchinette puppasoldi ogni 10 metri…poi dice oh,

“….eeeh lo fanno per limitare le presenze….”

Sì, le presenze di chi gli pare a loro! Maledetti schifosi, vedrete che prima o poi anche ai pensionati mancheranno i quaini, perchè li dovranno dare tutti ai nipoti per campare, quindi poi c’avrete sì il golfo immacolato, ma anche voi, quaini punti…

…questo non è un pianeta per giovini…

…come si dice in questi casi, i nostri soldi…

SPERIAMO VI FACCIANO BòZZO!

(la famiglia Brambilla sì che se la godeva)

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Le Affinità con lo Scopino del Cesso

Come ogni estate arriva, eccoti arrivare anche il tormentone letterario da cerebrolesi che tutti ma dico proprio tutti apprezzeranno, dato il così poco esser avvezzi alla buona lettura… e noi, per non smentirci mai, eccoci pronte a recensire per farvi evitare passi falsi e crollare aspettative…

Le Affinità Alchemiche

Schermata-2013-01-09-alle-09.37.30Buona vita a tutti, amici del web……vi andrebbe una recensione di un libro? Si???????? Eccovi serviti…

Come sapete la mia seconda casa e’ la biblioteca del mio paesiello….( c’ho anche una branda per quando mi buttano fuori di casa), e poco tempo fa, guardando tra le novità , mi capitò alle mani un libro dal titolo “ Le affinità alchemiche” , e su consiglio della bibliotecaria , a cui avevano riferito fosse molto bello , me lo portai a casa tutta soddisfatta.

Chiaramente non mi sfuggì il rimando al capolavoro di Goethe dei primi dell’800 e il mio cervello bacato, era lì che lavorava per capire cosa ci potesse essere nel libro che legasse i quattro personaggi dell’originale al 2013 , e cosa mai potesse aggiungere l’autrice, a una storia d’amore meravigliosa e controversa ( si lo so che ho detto che non leggo storie d’amore…ma “Le affinità elettive” sono storia della letteratura…cioè vanno sapute a memoria come la formazione della finale dei mondiali dell’82!…..non c’e’ ma che tenga!).

Arrivo a casa e dopo la prima pagina già mi si sono imbiancati i capelli dalla storia…..immaginatevi….

Verona….interno….due giovani ragazzi sfiniti da un pomeriggio d’amore, che giacciono uno nelle braccia dell’altro….Giovanni e Selvaggia…..peccato che l’autrice con estremo candore ci dice subito che siano GEMELLI!!

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COOOOOOOOOOOOOOOME???????????????????? O CODESTA??????????

Scusate……fatemi fare una domanda all’autrice, tale Gaia Coltorti….

Signorina cara, che hai appena scritto il tuo primo romanzo, e che hai appena 20 anni….ma cosa ti è capitato nella tua breve vita da avere l’ardire di mettere su carta un tale orrore??? Hai visto gatti stuprati da cani, cavalli dal pene microscopico o solo Platinette in costume? Spero vivamente che tu non abbia un fratello…in caso contrario sono certa si è già reso irreperibile!

geek-love-largeCioe’, scusate…non si fa!!! L’incesto anche no! Credo non abbia una categoria neanche nel peggiore sito porno del mondo….figuriamoci se frotte di ragazzine debbano sognare l’amore romantico con questo libro! ( vi giuro che la maggior parte delle recensioni sono entusiastiche, mimme che dicono che hanno pianto e si sono commosse davanti a cotanto amore). Comunque continuerò in questa mia recensione…. visto che, come diciamo sempre non mi piace si dice solo dopo aver assaggiato…..ed io ho assaggiato….peccato pero’ che metaforicamente lo abbia anche digerito e scaricato!

Allora i due protagonisti Giovanni ( Johnny ) e Selvaggia, sono due gemelli separati poco dopo la nascita e vissuti uno con il padre a Verona ( il masculo) e uno con la madre a Genova ( la fimmina).
Si incontrano per la prima volta quando i genitori decidono di tornare insieme e si ritrovano tutti a vivere sotto lo stesso tetto.
Tralasciando l’assurdità che due gemelli non si conoscono….mica erano stati buttati in due cassonetti! tralasciando il fatto che Giovanni è un ebete senza speranza e Selvaggia una puttanella alla Jersey Shore, passando anche sopra al fatto che non ci sono descrizioni dettagliate dei personaggi, delle scene e dei caratteri, tralasciando che in un anno non sono MAI stati fuori con gli amici, e che i genitori sono degli emeriti imbecilli ( che non ci sono mai a casa)……CIOE’ TRALASCIANDO TUTTO IL LIBRO E’ COME LA CORAZZATA POTEMKIN …..UNA BOIATA PAZZESCA!

L’epilogo e scontato come la merce in saldo….e si capisce gia’ dalla seconda pagina….non ve lo dico fate voi….

…un amore impossibile….Verona…..mica gli cadrà una caldaia in testa???

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Alla prossima , e non me ne volete….ma con questo libro non ce la posso fare!!

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35esima Puntata - Get Ready, it’s SummerTime!!!

Siamo ormai arrivate anche noi all’epilogo del nostro palinsesto radiofonico, e nonostante le temperature elevate del nostro salottino buono, sappiamo già che il sottotetto della casa più civettuola delle webradio ci mancherà assai anche quando preferiremo tenere a bagno i nostri piedini fetidi in mare anziché piazzarli sotto il tavolo di regia…

quindi, inizia stasera e si concluderà giovedì prossimo la nostra

Chiusura per Calura

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stasera daremo spazio all’unica e incontrastata protagonista della serata, l’estate che finalmente è arrivata, seppur con prepotenza, a rallegrare le nostre giornate! Vi racconteremo quali saranno i nostri progetti per l’estate, vi segnaleremo gli eventi a cui non potrete mancare per niente al mondo e tutti i festival, sagre e concerti che abbiamo segnato sul nostro squirt-calendario. Parleremo di ricette fresche, letture estive, musica da ombrellone e soft sounds per l’aperitivo di grande classe; parleremo di cerette, protezioni solari, drinks dell’estate e rimedi casalinghi contro la calura.

Giovedì prossimo invece, una puntata interamente dedicata al cibo e a due degli eventi che più ci stanno a cuore…ma di cui non vogliamo anticiparvi un bel niente!

Siamo dispettosine, che non l’avete ancora capito?!?!

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Quindi non mancate alla 35esima puntata di CasaSquirters davanti ai microfoni di RadioRadicchio!

Come fare? semplicissimo: alle 21.30, sintonizzatevi su www.radioradicchio.it e il gioco è fatto!

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