…dedicato a me, che prima o poi dovrò accettare l’alternarsi ovvio delle stagioni…
Cos’è che ti fa sentire a fine agosto, quel lieve sentore di giramento di zibedei, cos’è che ti fa desiderare la Nutella quando ancora manca un mesetto alla fine dell’estate?
E’ qualcosa che è nell’aria, e di cui, se stai un pochino attenta, tutto intorno a noi lo anela…son le prime fottutissime piogge estive che si abbattono con violenza sui nostri colli, che rendono l’acqua di piscina gelata, temprante. Un po’ come a dire, “bada bene mimmi icche t’aspetta“. E’ quella brezza molesta sul bagnasciuga che quasi quasi ti farebbe metter su la maglietta anche in spiaggia. E’ quel golfino maledetto che devi iniziare a portarti dietro la sera quando esci.
E’ la menta votata all’inesorabile fioritura, noncurante dei tuoi continui tagli moda per mojito: “bada ciccio, che fra poco la stagione del mojito finisce“. E’ il basilico, privato della sua verve dalle troppe giornate di calura vera.
E noi giù a sfoltire, tritare, imbarattolare: le prime scorte per l’inverno. Sì, perchè all’inverno dobbiamo pur iniziare a pensarci, e se non vogliamo andar giù pesanti di depressione culinaria e gustativa, qualche scorta dovremmo pure organizzarci a stoccarla.
Forse è proprio da qui che scatta il vero e proprio passo primo del cambiamento, dell’invertimento inesorabile della tendenza meteorologica. Forse risiede veramente nel primo sentore di bisogno di cioccolata, o almeno così succede a me. Tre, quattro giorni in anticipo dalla prima, vera dispettosa perturbazione estiva, ecco martellarmi nel cervello l’idea costante del lurido cioccolatoso. Sarà quel non so che di sensitiva che c’ho addosso che me lo fa prevedere. Vai a sapere.
E mentre iniziamo a pensare al modo migliore per conservare pomodori, fare incetta di erbe aromatiche assolutamente irreperibili in inverno, e stipiamo tutto nel congelatore e sulle mensole, il tutto chiuso in barattoli e barattolini, etichette colorate e tappi a quadretti…ecco che ti accorgi di qualcosa di anomalo: alzi gli occhi al cielo, e ti accorgi proprio in questi giorni,
quanto è strano vederci quelle macchie bianche e burrose, dal bianco al grigio più plumbeo.
Non c’è niente, niente che mi consoli da questo cambio stagionale. Forse solo l’esserci dentro fino al collo, con cappotti e sciarpe, potrà consolarmi, quando ormai me ne sarò fatta una ragione e avrò la mente già proiettata alla bella stagione a venire.
Direte, le giornate si fanno più piacevoli. A me e agli animali dal sangue freddo come me e la SquirtLetizia piace l’afa.
Direte, sì ma a fine estate crescono i porcini e a seguire, un’intera serie di delizie del sottobosco. Non li riesco a vedere. Ormai nemmeno il paniere di vimini mi porto più dietro in bosco, tanto non li trovo.
Direte, sì ma dai che finalmente possiamo tornare a passeggiare senza la calura. A me le lunghe passeggiate piacciono solo sul bagnasciuga. Possibilmente al Morro. Figuriamoci.
Tutto ciò mi rattrista assai, e mi rattrista pure il fatto che sian proprio tutti tornati dalle ferie d’agosto e che da due giorni a questa parte in giro ci sia la solita infernale bolgia in ogniddòve. Aaaaah quanto si stava bene in controtendenza, niente fila alla cassa, parcheggi in prima fila sempre liberi…
Can’t help it, a change is gonna come


