…e per chiudere in bellezza e tutto stile la seconda settimana del libro in quel di CasaSquirters, ecco a voi un libro di cui avevamo già parlato in una delle ultime puntata in radio prima della chiusura estiva ( e se siete rimasti indietro, correte ai ripari cliccando qui, perchè manca poco all’inizio della nostra terza stagione radiofonica!), e che abbiamo amato tanto per una marea di motivi…il primo su tutti, l’incommensurabile passione che abbiamo anche noi per il vintage!
Passione Vintage
“Ho sempre provato un senso di rinnovamento più forte all’inizio di settembre che a gennaio. Forse, pensai mentre attraversavo Tranquil Vale, è perché settembre è spesso fresco e limpido dopo l’umidità di agosto”
Mi aggiravo fra gli espositori nella libreria dell’aeroporto, avrebbero chiamato il mio volo a momenti e stavo cercando un libro in spagnolo che potesse, nei mesi successivi, rinfrescarmi quelle poche nozioni linguistiche che avevo appreso in ferie, quando vengo colpita dalla copertina: un delizioso abito rosa di taglio anni ’50 con una spilla sul petto, e uno sfondo di carta da parati color carta zucchero. Un titolo che voleva dire “prendimi, prendimi“. Non è stato shopping compulsivo, si è trattato di trovare quasi letteralmente, la scarpa adatta al mio piede: la passione tipicamente da squirter per il vintage. Vintage, tutto vintage… a tutto vintage! Un mondo di tessuti e tagli diversi, gli stili dei vari decenni e gli accessori, l’oggettistica, gli apparecchi radiofonici! Tutto il nostro bislacco mondo da squirt ruota intorno al vintage…e non potevo non farmi conquistare da questo libro.
La versione che ho io ha su il titolo, ovvio, in spagnolo, tradotto come in italiano Una Pasiòn Vintage, mentre il titolo originale, più fedelmente tradotto anche in francese, è A Vintage Affair - Un Amour Vintage. E ovviamente, ne sono uscite varie versioni della copertina. Quella italiana devo dire che mi deludeva un tantinello di più…forse anche per la frase della Kinsella in copertina. Forse forse, avessi visto questa copertina per prima, non l’avrei nemmeno comprato…e me ne sarei un po’ pentita, dato che qui comunque non si parla di shopping addiction. Di moda e di vestiti sì, ma in chiave un po’ diversa.
Passione Vintage è la storia di Phoebe e della sua passione per il vintage, una passione che l’ha portata a trovare una strada nella vita e in tutti i suoi settori. Phoebe, per il vintage e grazie al vintage, riesce a fare della sua passione un lavoro, lasciando il posto che aveva alla famosa casa di aste Sotheby’s e aprendo il suo spazio nel mondo del vintage: un negozietto di quelli che non gli puoi dire di no, che si chiama Village Vintage. Ed è in questo negozietto che la protagonista riesce finalmente a fare un percorso tutto suo, cercando di redimere il suo senso di colpa verso la cara amica Emma, che è venuta a mancarle poco prima. Emma si è suicidata, e come tutti i suicidi questo gesto lascia un’infinità di interrogativi che nessuno saprà colmare, se non una lunga introspezione. Ed è proprio fra i tagli classici, i tessuti, le storie delle clienti del suo piccolo paradiso vintage, che Phoebe finalmente riesce a ritrovarsi. Soprattutto grazie al prezioso incontro con Therese, un’anziana signora che decide per cause di forza maggiore di vendere quello che, a leggerlo, pare proprio sia un vero e proprio arsenale vintage: un guardaroba da sogno, ricco di tutto quello che ogni sbarbina vintage addicted come solo noi possa mai sognare.
Diciamoci la verità, qui non si tratta di leggere un classicone di narrativa o di viaggi nei più reconditi spazi della mente; non si tratta nemmeno di chissà quale scrittura sperimentale. Però, è un testo che si lascia leggere ben volentieri e che non ha pretese, ma vi farà sognare anche soltanto per il modo in cui vengono descritti i capi vintage, ad uno ad uno. Leggi e senti il fruscìo leggero delle dita che scorrono su un cappottino , nel naso senti la soffitta e i profumi della nonna. E in più, c’è quel rispetto per un capo di seconda mano e c’è la voglia di fargli vivere una seconda vita. Ma soprattutto, c’è quel sentimento amore verso quel capo vintage piuttosto che un altro, c’è la curiosità e il fantasticare su chi l’avesse posseduto, su chi l’avesse mai cucito o anche solo pensato.
Che poi alla fine, è quello che mi chiedo anch’io mentre mi aggiro per mercatini o negozietti vintage.
Chiudo con un aneddoto carino che mi è capitato di vivere tempo fa: Amsterdam 2009, entriamo in un negozio vintage io e le SquirtViola e SquirtMammaPunk. Decido di comprare una borse di pelle chiara a tracolla, semplice. Un chicchino davvero, un po’ alla The Bridge ma ovviamente senza marca (e ciò non la rende certo di più baso valore, soprattutto per quel che ne viene fuori dopo). La porto a casa, la apro e ci trovo dentro un bigliettino di auguri fatto a mano con su scritto “Mama - 11 august 1984” insieme a un fiorellino colorato, nella tasca interna, piccolino e fatto coi pennarelli. Carino…e coincidenza sulle coincidenze, è pure la data di nascita della nostra Squirt&Soda SquirtLetizia…



