L’altro giorno son tornata in biblioteca dopo qualche tempo, avevo da riconsegnare un libro e soprattutto le mie scuse…perché se non lo sapete, io sono sempre in terribile ritardo nel riconsegnare i prestiti in biblioteca, sempre stata. E’ matematico, lo leggo, e subito dopo viene inglobato dalle scartoffie e mille altri gingilli di casa, mi si va a infilare nel dimenticatoio e addio Ròsa! E non pensate con le videocassette di un tempo fossi stata più puntuale nelle riconsegne! Ho smesso di prendere a noleggio i film in vhs e poi dvd con la schedina, al distributore automatico di sogni da celluloide, perché tutto il credito veniva scalato sui ritardi…finché un giorno, i cyber dio creò lo streaming!
Mentre son lì a far la contrita, intanto vado a vedere sullo scaffale delle novità…e comincio a sfogliare le quarte per vedere quale libro potesse attirarmi di più. Ne afferro uno con inserto speciale: c’è anche un cd allegato, l’autore .. beh l’autore non poteva certo non attirare, dato che è quel gran mostro poliedrico di Giorgio Faletti. Lo apro, e vedo la dedica:
” a tutti quelli che, almeno una volta nella loro vita, hanno provato un brivido ascoltando una canzone”. E’ il mio. E’ di tutto. Perché non esiste al mondo una persona insensibile alla musica.
Da Quando a Ora
Da Quando a Ora è l’ultimo libro, uscito a fine novembre scorso, dall’artista che si è cimentato davvero in tutto, il Giorgio Faletti che la mia generazione ha visto nei panni dell’irresistibile Catozzo Vito fino a farsi stupire sentendolo cantare, ascoltandolo come cantautore e infine, meravigliandosi leggendolo. Suddiviso in due parti, il Quando e l’Ora, questo libro è un’autobiografia in chiave musicale: la musica, ispiratrice o come prodotto finale del suo genio creativo. C’è di tutto, e c’è tanto in cui molti di mia conoscenza me incluso potrebbero riconoscersi…del tipo:
“…sapevo strimpellare la chitarra con la quale ero in grado di eseguire, prendendomi i miei tempi, La Canzone del sole di Battisti, l’unico brano che faceva parte del mio repertorio. Ho deciso di impegnarmi ad abbreviare quei tempi e ampliare quel repertorio. … Sono entrato a poco a poco nel mondo malinconico degli accordi in minore, nella sonorità tonificante del Sol e del Re e, quando ci sono riuscito, nella gratificazione degli accordi che prevedono l’infausto barré, una posizione delle dita talmente innaturale da far pensare che sia stata inventata dal Marchese de Sade.”
C’è la musica che fa venire i brividi a tutta Casa Squirters…
“è di colpo che così la mia generazione si è trasformata, sotto gli occhi esterrefatti di quella precedente. Una genia di alieni con i capelli lunghi e le camicie a fiori, ragazzi che chiamavano musica un devastante insieme di batteria e chitarre elettriche. Che, alle orecchie di persone che avevano interpretato il valzer o il tango come una professione di fede e seguito Natalino Otto come il suo profeta, risultata un fracasso insostenibile.”
Ci sono momenti in cui la vita di Faletti si è incrociata con quella di altri artisti, e ci sono le dovute citazioni-tributi…
“…come diceva Faber, sono libero di dare buoni consigli perché non ho più il fisico per dare i cattivi esempi“
E poi, c’è la frattura fra il quando e l’ora: il momento in cui, dopo il successo al suo esordio come scrittore, la sua vita si mette in pausa. E la narrazione pure, tanto da riprendere e non essere più la stessa…
Potrei andare oltre a raccontarvi le sua cose, ma forse è meglio che ve le facciate raccontare da lui, che è meglio. E io vi consiglio a ogni modo di leggervi tutto il libro, compresi i testi delle sue canzoni interpretate da vari artisti e diverse voci. Leggetele nel silenzio così che le sue parole diventino musica. Come poemi. Poi, date il via al cd. Grazie geniaccio…
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