L’Acustica Perfetta

Un’altra autrice che mi piace leggere e seguire nei suoi lavori in genere è la cara Daria Bignardi, che da quando l’ho vista ospite dalla Parodi e ho sentito che la bacchettava sui tacchi mi ha conquistato il titolo di squirt pure lei, anche se già mi piaceva molto sia come giornalista che come conduttrice di programmi poco berciati e di un certo tipo di contenuto. A ottobre scorso è uscito L’Acustica Perfetta, ultima sua produzione narrativa che finalmente sotto al sole son potuta riuscire a leggere.

L’Acustica Perfetta

l'acustica perfetta

L’Acustica Perfetta è l’epilogo della storia di Arno e Sara, che hanno avuto e vissuto tutto insieme senza mai aversi ed essersi conosciuti al 100%. Arno e Sara, dal timido amore estivo durato qualche settimana ai primi anni della loro adolescenza, fino agli anni di un matrimonio arrivato a un necessario punto di evoluzione. Stare insieme da una vita senza mai essersi voluti scoprire e mettersi in gioco veramente, fin quando tutto diventa insostenibile. Arno è un concertista, di quelli con la C maiuscola, e ama sua moglie Sara, con la quale condivide una casa e tre meravigliosi bambini. Sara è una mamma premurosa, modello. Mamma e basta per sua scelta. Ma con qualche ombra nel suo passato, e con attimi cupi anche oggi. E poi ci sono i nonni, colonne portanti e spalle solide su cui poter contare, e tre bambini dalla mente adulta: tutti insieme assistono, da parte, all’evolversi di tutto.

“Al desio di chi t’adora ceder deve un fido amor”

Calcolando tutte le volte che ho riniziato la frase per farvi questa recensione, posso dirvi che non è semplice parlare di questa coppia di cui se ne trova traccia ne L’Acustica Perfetta, non è semplice per niente se non si vuol cadere nei luoghi comuni o nelle frasi fatte sulle coppie che poi, a un certo punto, scoppiano. A volte per colpa di lei a volte per colpa di lui. Come se ce ne fosse solo una di parte ad aver colpe. Per quel che posso dirvi, senza rovinarvi la lettura, c’è un po’ di tutto, l’annientamento personale, le bugie vecchie di vent’anni, l’infelicità e la noncuranza. C’è sopravvalutazione di sé e di sé dentro la coppia.

C’è un epilogo. Positivo.

A voi la scelta, se per voi dopo aver letto di questi due personaggi, sia positivo il ritrovarsi o il congedarsi definitivamente.

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Due parole personali sul libro? Sì, ma molto in breve…mi è piaciuto, mi ha distrutto, mi ha fatto fare delle domande e mi ha fatto promettere, a me stessa, di non commettere mai quei passi falsi. Lo leggi e passi insieme ad Arno tutte le fasi della separazione e del suo stato d’animo. Prima la disperazione, poi la rabbia, infine la depressione. E a mano a mano che scopre qualcosa, la scopri anche tu, e inizi ad avere il quadro più completo di questa disarmonia di coppia mascherata da routine. Finché un giorno, non fai quel famoso 2+2 e arrivi all’epilogo. For good.

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