La Stagione dell’Infiammazione - Vol.I

Buongiorno Squirtoluzzi adorati e bentornati alla pubblicazione più o meno quotidiana del nostro blog…perchè visto che siete tutti rientrati al lavoro farabutti, sarà bene che ritorniamo anche noi con le nostre manacce al posto giusto e sempre unticce, a rendervi più gradevola la ripresa lavorativa e come dicevamo ieri, l’arrivo della stagione bislacca che è l’autunno…che a volte sembra ti prenda in giro raggiungendo dei picchi di calura quasi da agosto, altre invece ti fa piombar dentro l’inverno nemmeno il tempo di una soffiata di naso.

E siccome non possiamo adesso prevedere come sarà il nostro autunno (mica siamo Bernacca, pòro Bernacca), sarà bene prepararsi a scrosci improvvisi di acqua e quant’altro, iniziando veramente a fare come le formichine laboriose, andando a imbarattolare tutto ciò che è possibile per potercelo gustare anche più in qua…

…quindi, diamo davvero inizio alla serie di post dedicati ai prodotti pre-autunnali, quelli che non solo son perfettamente maturi proprio in questo periodo…l’unica cosa che veramente accomuna tutte queste raccolte tardo-estivo o pre-autunnale che di si voglia (un po’ come la storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto), è proprio per la loro naturale inclinazione a farvi infiammare un po’ dappertutto (via su non mi fate far esempi).

…ma che, nonostante il piccolo inconveniente, sono irresistibili!!!!

Proprio davanti al mio ufficio c’è un vero e proprio angolo dell’infiammazione, angolo del giardino dirimpettaio che ho il permesso di depredare e che in soli 10 m quadrati è capace di far venire l’infiammazione in bocca e anche più in giù a mezzo paese…e proprio dall’angoletto dell’infiammazione infatti ho tratto ispirazione per questa mini rubrica…

…infatti oggi apre le danze….taaaadaaaaaaan…

il Nocciòlo

(e non il nòcciolo, che dalle nostre parti dicesi “nòcciolo” un ragazzotto grande e lungo e abbastanza robusto ma anche piuttosto tontarello - piccole lezioni di toscano spicciolo)

nocciola

Il Nocciòlo è l’alberello infatti dal quale otteniamo uno dei frutti secchi più buoni al mondo, ottimo da mischiare coi cereali la mattina a colazione, divino nei dolci di manifattura casalinga, dai brutti-ma-buoni in su fino alle altre ricette sperimentali della terra del nocciolo dop in quel delle Langhe piemontesi. Regine delle creme di nocciola, proprio come quella di quella marca famosa in tutto il mondo, le nocciole hanno infatti un’infinità di applicazioni, dal croccante fatto semplicemente con caramello e nocciole sgusciate, ai biscotti stile bisco-crunch di qualche mese fa, alle torte fino alle granelle di guarnizione per un semifreddo fatto in casa… e perchè no sopra a un divin cheesecake!!!

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…e siccome in questi giorni pare che vada a piovere ancora, magari mi ritorna la voglia di cucinarelo so, è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo qui in CasaSquirters! E ora, se volete scusarmi, vado a farne un bel sacchettone e me lo tengo tutto tutto per me, negandole pure a Cip&Ciop in persona&scoiattolo!!!

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I Funghètti (No, non quelli Allucinogeni)

Quando l’estate finisce, se non entro in depressione piangendo la bella stagione che se ne va, è solo perché con l’arrivo dell’autunno posso sperare di andare nel bosco in cerca di funghi.

Ora non tutti voi saprete che io nasco come cane da riporto, il mio babbo mi portava spesso a caccia con lui, e non essendo dotato di cane ero io che andavo a raccogliere i frutti della cacciata attraverso il bosco.

Poi babbo ha comprato un cane, Birra,e non mi ha più portato a caccia , visto che il cane era meno impegnativo da portarsi appresso: mangiava una sola volta al giorno, non faceva domande a raffica distogliendo il cacciatore, e se gli scappava la pipì la faceva senza chiedere se c’era qualcuno che la vedeva ma anche da lontano lontano.

…all’arrembaggio!!!

Questa premessa per farvi capire che io nel bosco mi ci sento come a casa, sono cresciuta andando con i miei nonni a spasso vicino alla casa dove stavano quando erano contadini, ed ho imparato a riconoscere i funghi prima di iniziare a scrivere. Quindi quando a settembre inizia a piovere io sono felicissima, e non perché mi bagno i piedi che rifiuto di chiudere nelle scarpe prima dell’avvento della neve, ma perché se poi viene un po’ di sole posso sperare di trovare dei funghetti. Spesso trovo poco o niente, ma mi rilasso e sono contenta lo stesso ( vabbè … è tipo la volpe e l’uva); oggi per esempio ho trovato un ceppatello (porcino) e un ovulo, e sono tornata alla macchina con un sorriso a 28 denti ( non dite si dice a trentadue, io i denti del giudizio non ce li ho più e neanche i 1000 euro che mi sono serviti per toglierli).

Quella che vedete dietro, è la testa della SquirtViola poco prima che il fantafungo la ingoiasse: c’è voluto una nottata intera e tanto spirito persuasivo per farcela rendere sana, salva e tutta intera.

Certo è vero che i veri cercatori di funghi ne trovano mooolti di più, ma io sono un’autodidatta, sono l’unica in famiglia a cui piace andare e i posti me li sto cercando piano piano da sola. Se per caso provate a chiedere ai “fungai” dove vanno, loro più volentieri ti regalano, la moglie, il pin del bancomat, e forse anche qualche mese di pensione. Io ho provato a seguirli varie volte, ma mi seminano con tanti di quei trucchi che neanche Diabolik con Ginko! Comunque anche io nel mio piccolo quel poco che so non ve lo rivelerò mai, perché a modo mio mi ritengo una cercatrice, e quando sono nel bosco e mi imbatto in una persona più esperta io faccio la gnorri: fingo di cercare tracce del Fojonco o ciclamini selvatici; perché il segreto per trovare funghi è non dare nell’occhio.

Non trovando alcunché, abbiamo deciso di buttarci sul salutistico usufruendo del sentiero trekking n°4…è stato bellissimo lo stesso

Fingete di essere nel bosco per caso , se vi chiedono “Trovato nulla?” rispondete “ AI DONT ANDERSTEND IU” o guardate con interesse accademico i licheni sulle corteccie, quando poi il fungaiolo si allontana, voi con occhio malandrino guardate dove va o seguitelo con il guizzo del grillo, se non se ne accorge e non vi abbatte come un cinghiale, siete sulla buona strada per trovare qualcosa!!

PS: Mentre scrivo questo articolo, ho già fatto un sugo con l’ovulo ed il porcino, e poi visto che le Squirters non friggono con l’acqua in frigo riposano le tagliatelle: rigorosamente fatte a mano!

Fungo Pokemon appartenente dalla specie del CHIAPPACHU.
Caratteristiche: ha due zampe retrattili molto scattanti
Arma Letale: scarica di diarrea fulminante

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Il Guastafeste

Mi appresto a scrivere questo post con la malinconia che bussa alla mia porta, che va a braccetto con l’autunno……Già, è proprio LUI, l’autunno, quel cattivone guastafeste che mi rattrista!
Ero qui nel mio letto troppo prematuramente vestitosi di più, e mi è venuto in mente con un colpo al cuore oggi è sabato e fra poco andro’ a chiudere la mia Squirt-roulotte al mare e la dovro’ salutare almeno fino ad aprile (il campeggio chiude domenica e riapre a meta’ dicembre, ma per conservare la mobilita’ di braccia e gambe non e’ consigliato soggiornarvi in dicembre!)……..Che sensazione di perdita che ho avuto!!!! Mi sono sentita come Madonna senza toy boy, come Ciccio senza Franco o come Ferrara senza pastasciutta….insomma mi sono sentita sola!!!
Sabato mattina saro’ li’ a salutare la mia bicicletta finta Graziella, che probabilmente non capira’ il motivo del mio abbandono, e mettendomi il broncio si fara’ trovare bucata all’arrivo della bella stagione, oppure progettera’ di farmi cadere in pineta tra le radici dei pini durante la prima pedalata del 2013……Senti bici bella che ne dici di fare un ultimo giro insieme? Pedaliamo, e arriviamo all’edicola dove compravamo i ciccioli estivi su Belen, poi andiamo a salutare il tuo dottore che anche quest’anno tra camere d’aria nuove e bucature abbiamo rifatto d’oro, ed infine ci riposiamo.Spero di averti convinto a non uccidermi col ritorno della bella stagione perche’ dopo aver messo il lucchetto a te e alle tue sorelle, mi devo concentrare anche sulle altre cose!!!
Dovro’ mettere a riposo le poltrone, dove il mio babbo e la mia mamma hanno russato tutta l’estate dopo pranzo, e dove anche SquirtMarina dice che ci si sta da 10.
Salutero’ la caffettiera, che aveva iniziato a far buono il caffe’ solo ora ( vi assicuro che ad aprile fa un caffe’ che neanche nei peggiori bar di Caracas),e faro’ finta di non vedere i ragnolini che stappano lo spumante per la riconquista della veranda facendomi il dito medio.
Infine chiudero’ la porta salutando il divano letto che mi ha sempre aspettato il venerdi’ sera, la borsa di paglia che fa chic, e il vaso appeso ad un altezza di 150cm che e’ stato inondato di imprecazioni tutta l’estate da chiunque ci battesse la testa. (SquirtMarina conferma)
Cara la mia Squirtdépendance…..una cosa te la posso promettere…..non ti preoccupare….

…la nostra non e’ una storia che si scioglie come il ghiaccio dell’ultimo mojito al Venere….

Noi ci amiamo di un amore infinito…..Infinito……come il giro vita di Ferrara o come il tempo di attesa per una visita Usl…..Insomma cara…il nostro non e’ un addio e’ un arrivederci!!!

Squirt Vio

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Crostata con More delle Querce Gemelle

Buonasera a tutti i nostri blogghisti,

la ricettona di stasera, sebbene sia un evergreen di per sé data la presenza di pasta frolla, crema pasticcera e more di pruni, le Squirters sono ben felici di raccomandarvi questo dolce che è come i jeans, la Nutella, i Goonies e le amiche civettuole…è un classico, e come tutti i classici non solo non passa mai di moda, ne è ben oltre.

Ora, cogliamo ancora una volta l’occasione per dire quanto siamo fortunate di vivere in una realtà così bucolica e agevole al vintage…beh che volete? l’avete voluta la città…e le more delle Querce Gemelle ce le pappiamo noi! Per chi non è pratico di Montaione, esiste un luogo magico a due passi e 2/3 dal sacro suolo della Cisterna Romana…le Querce Gemelle, ovvero un mastodonte vegetale (no perchè non è gemella, è come Hailey Mills ne Il cowboy con il velo da Sposa, c’è un barbatrucco…la quercia è una ma non trina, tutt’al più duina) che per secoli creò ombra e refrigerio al pellegrino dal callo dolorante proprio all’inizio della strada di Pozzolo. Siamo state abbastanza fortunate da vederla sempre verde mentre accompagnavamo nonni e zii a fare scorta dell’acqua che sgorgava dalla sua fontana fino a una ventina d’anni fa…e anche se oggi è una colonna secca avvolta da rampicanti, ancora riesce a regalarci delle chicche che solo loro…

Quindi andiamo per gradi, perchè questa torta a farla un pochino ci vuole…

Ingredienti per la pasta frolla: 300 g farina, 150 g burro, 1 tuorlo + 1 uovo intero, 150 g zucchero, buccia di limone grattugiata, 1 cucchiaino di lievito per dolci, 2 cucchiai di liquore a piacere (a noi piace col rum)

Ingredienti per la crema pasticcera: 1/2 l di latte, 4 tuorli d’uovo di gallina di Nonna Lilia, 50 g farina, 150 g burro, scorza di limone intera oppure un baccello di vaniglia

Preparazione: per prima cosa, imburrare e infarinare lo stampo per torte (noi a casa ne abbiamo uno a cerniera comodissimo, peccato che sia piuttosto piccolo quindi al momento abbiamo deciso di fare due torte, una con frolla, crema e more e un’altra variante con marmellata di prugne in sostituzione alla crema…ed è stata una dura lotta per aggiudicarsi il primo premio). In una ciotola, sbattete uovo intero e tuorlo e aggiungete lo zucchero facendolo sciogliere bene. Come si vede’ quando il composto si schiarisce e inizia a sembrar più spumoso. A questo punto iniziare a mischiare anche farina e burro fuso a poco a poco. Aggiungete anche liquore, lievito e scorza grattugiata continuando a mescolare. Finite di lavorare la frolla a mano. Incartatela in carta trasparente e fatela riposare in frigo per una mezz’oretta, il burro si deve ricompattare un po’. Nel frattempo preriscaldiamo il forno a 180° C non ventilato sennò asciuga troppo la frolla.

E ora, crema pasticcera a noi…e attenzione, questa appartiene alla categoria delle ricette fetenti, che basta il minimo sbaglio per mandare tutto a ramengo. Fate raggiungere il bollore al latte con la scorza di limone a bagno, mentre sbattere tuorli, farina e zucchero in una ciotola a parte. Appena raggiunto il giusto grado, versate il latte caldo nella ciotola e mischiate bene. Rimettete tutto nella pentola sul fuoco e con fuoco gentile fategli raggiungere l’ebollizione mischiando sempre…mi raccomando…non è concessa nemmeno una soffiata di naso…una volta che sarà sul punto di bollire, sarà già ben assodata e pronta per l’uso!

E ora, foderate con la frolla il vostro stampo per forno (o anche due) e versateci prima uno strato di crema o marmellata e decorate con more più o meno in fila (a me era venuto un attacco alla Monica Geller, quindi le ho sistemate tutte in fila belline precise…alla fine non volevo nemmeno tagliarne una fetta tanto era bellina…). Infornate per una mezz’oretta et voilà…se servita tiepida è ancora più buonaaaaa!!!

Querce Gemelle we heart you

 

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