Ferragosto in Giallo

Buongiorno Squirtuzzini adorati,

come annunciato ieri, diamo voce al secondo giorno della settimana della lettura, recensendovi un altro libro che mi è assai piaciuto leggere in questi mesi estivi. Questa volta si tratta di una piccola selezione a cura della casa editrice che ultimamente mi svela le migliori chicche letterarie, infatti sotto l’ala protettiva della Sellerio escono fior fior di autori di cui vi abbiamo già molte volte parlato, dal caro Camilleri fino al nostrano Malvaldi (ora, nostrano sì ma con moderazione, sempre pisano tu ssei Malvaldi, gaò!). Come già era successo per Un Natale in Giallo e per Capodanno in Giallo del 2011, la Sellerio per questa estate aveva riproposto la geniale formula: chiedere ad alcuni dei suoi scrittori di scrivere un breve racconto da aggiungere ad una raccolta. Temi in comune richiesti, un morto - o qualsiasi altro misfatto - e l’estate. E se poi c’hai le penne giuste, il successo è garantito.

Ferragosto in Giallo

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Uscito all’inizio della calura estiva, il libro raccoglie varie storie scritte da Camilleri, Malvaldi, Manzini, Recami, Costa e Giménez-Bartlett, che con il solo ausilio di qualche pagina, narrano ognuno un piccolo episodio relativo alla propria creatura letteraria prima. Come Montalbano sta a Camilleri, i nonnetti del BarLume stanno a Malvaldi, fino alla piacevole scoperta del nonno rock di Recami. Vi riassumo in pochissime frasi per uno, ognuno dei brevi racconti, sperando che vi piaccia anche la versione “corto” di questi bravi creatori narrativi.

imagesNotte di Ferragosto - Camilleri
Nottata in spiaggia sotto la casa con la terrazzina più bella di tutta Marinella, cuddrironi e bisboccia al chiar di luna e all’umido del bagnasciuga di notte. Coperte … e catafero!

Azione e Reazione - Malvaldi
Carte, sambuca e beghe di lavoro al bancone del bar. Clienti pallosi, sigarette elettroniche … e sigarette scroccate!

Le Ferie d’Agosto - Manzini
Rapina in banca la settimana di Ferragosto, puzza di montatura contro il tanto, tanto sospirato profumo di fritto misto di pesce

Ferragosto nella casa di ringhiera - Recami
La sorpresa più grande di tutta la raccolta: il De Angelis, nonno rock single nella casa di ringhiera, nella bassa milanese in un condominio deserto. E poi, l’apparizione e la fuga.

Lupa di Mare - Costa
Enzo, detective privato palermitano in ferie dall’altra parte dell’isola, a Menfi. In ferie col fisico ma non con la mente: vacanza enogastronomica e fame lupa, come la lupa di mare.

Vero Amore - Giménez-Bartlett
Come poter risolvere un caso di omicidio quando l’indagato principale è uno che di solito si trova nel ruolo di indagatore? Difficile scisma fra l’essere un agente e allo stesso tempo marito della vittima…

…e se vi saranno piaciuti come me, guardatene due insieme cliccando su questa immagine!

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Una Voce di Notte

Buongiorno Squirtuzzini adorati!
Iniziamo la settimana con una bella recensione che possa esservi di ispirazione per legger qualche riga in più…sì perchè l’estate sarà pure agli sgoccioli e troppe sono le letture che ancora dobbiamo fare, ma è anche bello potervi invitare a leggere qualcosa che ci è piaciuto assai e condividere con voi le nostre letture estive preferite!Ed ecco quindi che lascio che sia il summo maestro siculo, sì, ancora una volta lui, ad introdurvi alla questione del libro che mi appresto a recensirvi…

” Che paìsi era quello indove un ministro era stato ‘n carrica ‘na vota aviva ditto che con la mafia bisognava conviverci? Che paìsi era quello indove un senatore, connannato in primo grado per collusione con la mafia, si era riprisintato ed era stato rieletto? Che paìsi era quello indove un deputato regionali, connannato in primo grado per aviri aiutato mafiosi, viniva promosso senatori? Che paìsi era quello indove uno che era stato ministro e presidenti del consiglio ‘na gran quantità di vote, aviva avuto riconosciuto in via definitiva, ma prescritto, il reato di collusione con la mafia e continuava a fari il senatore a vita?”

…Eh…ci piacerebbe saperlo anche a noi, caro Camilleri…purtroppo anche tu ci lasci la questione aperta nel tuo…

Una Voce di Notte

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Una Voce di Notte è una delle tante avventure che vedono protagonista il nostro caro eroe commissario, il Salvo Montalbano che tutti e parecchio in special modo (e senza mistero alcuno) anch’io amo, episodio uscito lo scorso novembre 2012, che come tanti altri intreccia le vicissitudini romanziere con elementi reali sulla nostra Italia. In questo episodio della saga di Montalbano, c’è infatti sì un misfatto che vede occupato tutto il team di collaboratori di Montalbano, ma ci sono delle sacrosante verità e riflessioni che a quanto pare, purtroppo, facciamo solo noi. Mentre chi dovrebbe farle, manco gli scrupoli ha. Figuriamoci le riflessioni.

Non voglio in realtà dirvi di più sulla trama dell’episodio in sé perchè non voglio rovinarvi proprio niente, ma vi raccomando forse ancora più forte del solito, di procurarvi qualcuno degli scritti di Camilleri, perché veramente non si può starne senza. Non ve lo so spiegare, voi iniziate le letture e poi capirete. Vi lascio solo con l’ultima citazione, una conversazione che intercorre fra Montalbano e il suo retto amico e giornalista senza macchio Nicolò Zito:

 

Montalbano: “Nicolò, la stampa in quanto giornali non servi a nenti. L’Italia è un paìsi con dù milioni di analfabeti totali e il trenta per cento della popolazioni che sapi appena fari la propia firma. I tri quanrti di quelli che accattano i giornali, si leggino suli i titoli che spisso, e questa è ‘na bella usanza tutta taliàna, dicino ‘na cosa opposta a quello che dici l’articolo. I pochi che restano, ‘n’opinioni già se la sono fatta e s’accattano il giornali che esprimi le loro opinioni”

“Per quanto arriguarda la stampa” fici doppo un attimo Nicolò “potrei essiri in parti d’accordo, però ammettererai che la tilivisioni se la taliano macari l’analfabeti!”

“E infatti i risultati si vidino. Le tri maggiori tilivisioni private sunno di propietà pirsonali del capo del partito di maggioranza e dù riti della tilivisioni di Stato hanno a capo òmini scigliuti dal capo del partito di maggioranza. Eccoti come si forma la tò bella opinione pubblica!

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Dammi retta, palle, leggi che ti fa bbòno.

 

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