Cappuccetto Aquila Rossa

.. buongiorno Squirtlettori e buon lunedì pomeriggio!
Vi presentiamo la nuovissima rubrica “Fabulas” di ” Ludus in & Fabulas”.
Dopo il grande successo riscosso dalla nostra SquirtViola che “c’impara” la storia con la sua dissacrante simpatia abbiamo deciso di provare a reinterpretare la fiabe conosciute e sconosciute rendendole accessibili anche ai grandi.. Per ridere raccontando.. Un grazie infinito a Squirt-Paola che non solo ci ha dato l’idea ma ci ha scritto questa favolosa versione di Cappuccetto Rosso.

C’era una volta una bambina che tutti chiamavano Cappuccetto Rosso, non per via di una passione verso i condom color rubino, bensì per questioni di abbigliamento: la piccina, infatti, indossava SEMPRE una mantellina con un cappuccio di colore rosso, che la lungimirante madre aveva scelto per le utili proprietà mimetiche….

…dov’è Wally?

Un “bel” giorno, la madre, di nome Annamaria, le disse: “prendi questo cestino pieno di leccornie, e portalo alla nonnina malata; dovrai attraversare il bosco che è pieno di pericoli, quindi segui il sentiero principale, non fermarti, non parlare con nessuno, fai attenzione”.
Lo so, un’assistente sociale ci sarebbe andata a nozze, Tata Lucia pure, comunque la bambina, tutta felice e contenta, si incamminò nel fitto bosco.

Mentre rifletteva sulla saggia scelta della nonnina di trascorrere gli ultimi anni della sua vita in una casupola sguarnita in mezzo ad un bosco senza anima viva nel raggio di chilometri, Cappuccetto Rosso reputò sicuro (..) immettersi in un sentierino buio, stretto, in salita, pieno di rovi e di teschi che ciondolavano dagli alberi, al fine di… Salvare il mondo? NOOOOOOOOOOOOOO!
Al fine di Raccogliere i Fiorellini (il suo secondo soprannome era “l’aquila di Cogne”).

A quel punto, simpatico come le mutande fatte di pungitopo, sbuca fuori un tossicone pluricondannato detto “il Lupo”, che attacca con un interrogatorio rivolto a Cappuccetto Rosso: Chi sei? Dove vai? Perché ? Dove abita la nonnina? In che via? A che numero civico? Cosa c’è dopo la morte? Qual è la prova scientifica della non materia? E così via…

La nostra eroina (mai apposizione fu più azzeccata e densa di significato), dando l’ennesima dimostrazione di un Q.I. leonardesco, cosa fa?
Scappa? NOOOOOOOOOOOOOO! Almeno, anche se resta e risponde, mente? NOOOOOOOOOOOOOO!
Gli racconta tutto per filo e per segno, al che il Lupone, complice la massiccia dose di anfetamine, elabora in un nanosecondo un piano diabolico: andare veloceveloceveloce dalla nonnina, mangiarsela ed infilarsi nel letto aspettando sotto le coperte l’arrivo della svantaggiata infante per mangiarsi anche lei.. (tanto c’è il Malox apposta).

E così giunge in un battibaleno dalla vecchietta, bussa, e quella chiede “chi è?”
Sono Cappuccetto Rosso” risponde il feroce peluche.

La nonna apre, lo guarda e fa: “Nipotiiina miiia… Come ti sei fatta…. (notate l’inconsapevole e chirurgica precisione dell’espressione?) bella! Come sei cresciuta!”Occorre dire che la povera vegliarda aveva avuto un ictus, un aneurisma, una trombosi e un distacco di retina nel giro di una sola notte,
quindi possiamo capire e perdonare qualsiasi approssimazione cognitiva…

Vabbè, dicevamo, il lupo la mangia e si mette ad aspettare la seconda preda, che nel frattempo aveva intrecciato tre corone di fiori, assemblato due mediocri bouquet e, già che c’era, aveva fatto anche du’ bietoline che fanno sempre bene, quindi giungeva in leggero ritardo rispetto alla tabella di marcia.


Cappuccetto Rosso arriva infine alla casa della nonna, entra in camera da letto… e qui si svolge una scena più famosa della doccia di Psycho, sulla quale non vorrei dilungarmi, perché mi sembrerebbe un sadico accanimento sulla pochezza mentale della nostra fiammeggiante beniamina.
..riportiamo solo qualche frammento dello squallido dialogo che si svolse a quel punto:

CR: Nonnaaa… Che orecchie grandi che haiiii!
L: Per ascoltarti meglio, piccina mia
CR: Nonnaaa… Che occhi grandi che haiii!
L: Per vederti meglio, piccina mia
CR: Nonnaaa… Che bocca grande che haiiii!

Allora, e solo allora, il lupo la mangia in un boccone! Perché se la stolta avesse continuato a dare prove tangibili del suo status di lobotomizzata, lui avrebbe continuato a sua volta a dare spiegazioni! D’altra parte s’era già visto che anche il lupo non era una volpe…
Comunque. A questo punto, coerentemente con l’assenza di nessi logici che accomuna gli eventi della favola, passa da lì un cacciatore con un giramento di coglioni che innamorava (la moglie gli aveva augurato buona caccia e lui aveva preso solo una lucertola), vede il lupo e LO SVENTRA, così, alla facciaccia del WWF.
Così, insieme a metrate di budella, escono VIVEEE(ormai non ho più parole) la nonna con il lifting e Cappuccetto Rosso, la cui deficienza cerebrale è stata aggravata dalla perdurante carenza di ossigeno all’interno del ventre della bestia…

cappuccetto rosso e la nonna “dopo l’estrazione”

Tutto ciò è molto educativo..
perché nella vita reale spesso e volentieri
NON C’E’ IL LIETO FINE!!!!

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