Oggi un post al veleno, come ci piace fare una volta ogni tanto… uno di quei post al veleno misto a indignazione e delusione che non vorremmo mai esternare. Purtroppo quando capita di avere qualche notizia che rimbalza fino al nostro orecchio e che ci rammarica, non riusciamo a stare zitte, né tanto meno a fermare le dita sulla tastiera. Due paroline le vogliamo dire anche noi, senza far la retorica.

Negli ultimi giorni si è saputo che nel mese di ottobre scorso è stato scoperto un caso a dir poco sconcertante, certo non fra i primi del caso, che là fuori è pur sempre un brutto mondo, ma certo ci ha colpite: due ragazzine di 14 e 15 anni sono state colte sul fatto, a prostituirsi. Baby squillo in un appartamento affittato dal proprio pappone a due passi da scuola, ai Parioli. Sì, nella Roma Bene, sotto le grinfie di un certo 38enne che è addirittura stato intercettato dicendo ,riferendosi alle ragazzine, «Se non le sfrutto così non le sfrutto più, capisci? Prendo casa, così neanche vado a pigliarle quando escono da scuola» (clicca qui per la fonte). Ora voi pensate a queste due poco più che bimbe, che con lo zaino da scuola sulle spalle si infilano per le trombe delle scale di un palazzo, e montano servizio.

Quando ci riferiamo alla involuzione della donna ai giorni d’oggi preannunciata dal titolo, certo non ci riferiamo solo a queste due povere ragazzine. Leggevamo infatti anche i commenti alla notizia data e riportata sulle varie testate online, anche quelli in cui si afferma: “Si ok ma qui a 14 anni non si tratta più di bambine“. Certo, risponderemmo noi, non si tratta di sì fatte donne, ma si tratta di due giovani e future donne che stanno attraversando la più bella e crudele delle età, quell’infinità di delicati equilibri che si svilupperanno nell’immediato futuro in un individuo adulto, nel bene e nel male. Ma quello che ci fa più rabbrividire, è l’insieme di retroscena dietro alla notizia in sé: si legge inoltre che sono 5 persone a essere indagate all’interno di questa inchiesta, e oltre al 38enne Ieni ci sta dentro fino al collo la madre di una delle due ragazzine, che spronava la figlia alla prostituzione chiedendole addirittura parte dei compensi.
Ecco, a questo ci riferiamo quando imprechiamo contro l’involuzione del genere femminile: non bastano tette&culi a ogni ora del giorno, non basta il turismo sessuale nei paesi più disagiati, non basta sentire delle tratte di donne e di violenze di ogni sorta. Adesso ci si mette anche il sangue del tuo sangue a tradirti… Pensate a una madre e all’amore che possa provare per la propria creatura, pensate a quali valori voglia trasmetterle. Ora pensate a una madre, di Roma, che ha un bar e che a quanto pare è in ristrettezze economiche; e pensate che ha una figlia poco più in là dell’età della Barbie, che viene irretita tramite social o siti web per incontri, e immaginatevela nel convincerla a prostituirsi, per poter usufruire anche lei dei guadagni della figlia.
Ma tu, madre…che razza di essere sei!?!?! Già è difficile vivere in un paese come il nostro con le mille limitazioni del caso, se poi vengono a mancare anche quelli che dovrebbero, col loro sostegno, aiutare a formare gli adulti di domani…che sarà domani? In più, dobbiamo riconoscere che i ragazzini di oggi sono certo più esposti ai rischi e alla tentazione di cader sulla cattiva strada rispetto alla nostra generazione: fortuna nostra, da una parte, che non sia esistito il web e le webcam durante la nostra adolescenza (cioè, c’era, ma non come pane quotidiano come lo è oggi…non siamo poi così vintage!), perché sarebbe forse aumentato il rischio di esposizione ai pericoli vari di quel gran brutto mondo che c’è qua fuori.
O forse no, forse saremmo riuscite lo stesso ad evitare qualsiasi tentativo di sviarci: forse avremmo diligentemente ubbidito alla mamma nel non accettare sia caramelle, sia inviti da chat private e subdole da parte di sconosciuti. Perché le mamme sono mamme, e se non si comportano da mamme non ti vogliono bene; non sono mamme.
E il massimo che avremmo potuto fare nel trasgredire l’ordine, sarebbe stato, al limite, un video fatto da webcam di noi che cantiamo a squarciagola un pezzo di LadyGaga.
E c’è una bella differenza dal rimpiangere una figuruccia cacina su YouTube, al dover rimpiangere l’involuzione del genere femminile all’alba del 2014.
