Ci sono delle cose che ci fanno saltare il tappo. Ci sono delle cose che a sentirle ti sale su una vampa che manco d’agosto, e che ti fanno venire quel senso di soffocamento misto a claustrofobia tipico delle ingiustizie, quando veramente ti senti stritolato da un’inequità di qualsiasi sorta e senti di non poterci fare granché. Come sentirsi legati, e pure chiusi in uno sgabuzzino. Al buio e senza via d’uscita.
Ecco, ieri ci è salita una di quelle incazzature sui generi…perchè proprio ieri è impazzata una polemica che oltre ad essere del tutto futile, è uscita dalla bocca di una persona che si è dimostrata per lo meno molto poco intelligente per la dichiarazione stessa che ha lasciato, senza manco pensarci un attimo su se fosse stata controproducente per il suo operato (e che oltretutto, con il tema della sua dichiarazione, c’entra ancor di meno).

C’è stato un gran parlare e se ne farà altrettanto nei prossimi giorni sull’operato politico della ministra Kyenge, già ammaccata di continuo dalle battutelle xenofobe dei soliti furboni di turno con la pezzolina verde al collo. La Kyenge, a favore dell’integrazione, si sarebbe dichiarata all’inizio del mese favorevole all’abbandono della classica etichettatura di “madre+padre” a favore di un più generico “genitore 1 + genitore 2″, per andare finalmente così a raggruppare anche le famiglie non convenzionali. Insomma, una bomba a mano scagliata sulla folla. E giù polemiche a non finire, come se i problemi della nostra società italica fossero questi. E giù anche coi soliti becerismi del genere “dove andremo a finire” .. etc etc. Sì, mettiamo direttamente ect ect perchè non vogliamo assolutamente riportare nient’altro se non quel commento generico, non vogliamo cadere in basso e imbrattare irrimediabilmente le pagine di questo nostro paradiso felice, che poi sarebbe il nostro blog. Le nostre posizioni a riguardo, che esulano il politico (che ce ne scampino), le avrete intuite.
Insomma, paladino della crociata contro le famiglie anticonvenzionali pare abbia voluto rivestirlo un paio di giorni fa, il direttorone generale Lup.Mamm.Figl.Di.Putt. Guido Barilla, della mastodontica Barilla, marchio storico italico nel mondo dichiarando tanto candidamente:
“Non faremo pubblicità con omosessuali, perché a noi piace la famiglia tradizionale. Se i gay non sono d’accordo, possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca. Tutti sono liberi di fare ciò che vogliono purché non infastidiscano gli altri”.
(da La Zanzara, Radio 24, intervista di mercoledì 25.09.13)
Ora…
1) tu, caro Mr Barilla, sei il primo a dare fastidio. Alle orecchie, agli occhi, alle teste pensanti
2) queste iniziative, come quelle della Kyenge, sono proprio basate sul “far sentire liberi tutti di essere quello sono“
3) come fai ad esprimerti su un tema di cui non ti spetta esprimerne un pensiero per la posizione che hai nel mondo, ovvero di mero imprenditore, oltretutto controproducente per la tua impresa???
Ma come si fa a fare un autogol così…
Se poi la vogliamo vedere un po’ più larga, non capisco perchè, dato che i tempi cambiano e la Barilla da tempo ha cambiato la conformazione tradizionale della famiglia nelle sue campagne pubblicitarie, voglia esprimersi così rigidamente a riguardo delle famiglie con due babbi, o due mamme, o semplicemente coppie gay. Non capisco: una volta c’era la mamma, ancora nello stato di angelo del focolare, vestita col colletto di trina e i capelli cotonati che fino agli anni 80 ha sfornato spaghi fumanti ai bimbi al rientro da scuola.

…vi potete insomma immaginare come abbia reagito la comunità colpita…
Oggi se ci fate caso, è il papà spesso a cucinare, mentre la mamma se ne sta coi bimbi a disegnare in cucina. Grazie cara Barilla, che almeno alla donna riconosci un’elevazione sociale. In altri spot ci riconosci anche il single, ragazzo o giovane ragazza che, fuori dalle mura di casa natìa, si fanno il proprio percorso di crescita, passando dalla cucina. E allora perché la famiglia allargata?? E perché no quella con due papà? La Barilla non dovrebbe rappresentare la quotidianità di tutti? Lo so, sei un destroide narrow-minded, ma che la nostra società sia formata anche da queste realtà è indubbio. Sarebbe come stare in una stanza con un’elefante rosa e negarne la presenza. Via su, questo concetto va oltre le posizioni politiche, è un dato di fatto, e per tale lo devi considerare.
Ma perché te le dobbiamo dire noi ‘ste cose Guido, ci hai pure rovinato uno dei ricordi più belli della nostra infanzia, il gattino bagnato e la bambina con l’impermeabile giallo…
…che amarezza…
…un’amarezza che da oggi in poi, compenseremo con loro…i paladini della giustizia pastificia!

…e per quanto concerne il Mr Barilla, ne segue un tentativo zoppo di rimangiarsi le parole, fresco fresco di ieri…che rendendosi conto della frittata fatta, si affrettava a ri-dichiarare:
“Con riferimento alle dichiarazioni rese ieri alla Zanzara, mi scuso se le mie parole hanno generato fraintendimenti o polemiche, o se hanno urtato la sensibilità di alcune persone.”
Caro Sig. Barilla, non è che s’è inteso male icche tu hai detto. Come dice Elenuccia del Di’Vino, squirt-cugina della nostra SquirtLetizia, ”l’abbiamo intesa precisamente come l’hai voluta dire. “

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quanto è bello perdersi nell’indignazione. Si ***** alla Barilla. E il Mulino Bianco? Voglio essere un consumente con coscienza eh.. I biscotti li farò in casa alla squirt allora con le vostre ricette. Gay-friendly.
ma quanto ci amiamo Lotje?!?!?!?!’!
quantooooooo!?!!?!?!!