Mina

Guardate un po’ cosa abbiamo trovato scuriosando qua e là…uno stralcio di dichiarazione fatta dalla nostra grande Mina all’indomani della perdita della nostra beniamina Amy Winehouse…

“Basta. Basta considerare chi si droga un figo. Non si può dire di no, è proprio così. L’aria da maledetto, bevitore, drogato incanta i ragazzi. E non arrivo ancora a capire perché. Qualche volta, questa perfida interpretazione si accompagna con una reale capacità.

Ma si muore.

E un’altra vittima di questa imbecillità è caduta. Una che aveva stoffa. Una che aveva un talento potente. E non lo ha potuto esprimere in pieno. Una che non avrà più niente da questa vita che, qualche volta, vale la pena di essere vissuta in lucidità. Si muore. E Amy Winehouse, vittima di un lungo suicidio, se ne è andata. Senza alcuna bellezza. Senza splendori.”

Mina

un pensiero su Amy Winehouse

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…”and I Go Back to Amy”

Uno dei lati positivi del lavorare in una struttura turistica, e ben lontani dalle marachelle del best of da tedesco in ferie che scrissi a fine stagione turistica scorsa (per saperne di più leggi qui), è che gli ospiti stranieri hanno un pregio oltre misura rispetto agli italioti in ferie: il turista viene in Toscana e LEGGE. Gialli, bestseller della peggio specie, tomi inguardabili su inchieste a noi sconosciute, romanzi rosa e chi più ne ha più ne metta. E la cosa bella, è che il libro letto in ferie viene spesso lasciato nell’appartamento in cui si è trascorso la vacanza. Un po’ per lasciare un proprio segno, un po’ per passare parola.

10428692-orologio-da-tasca-vintage-con-coperchio-aperto-su-sfondo-di-libri-antichiE qui entro in gioco io, che razzolo a ogni cambio e confisco col beneplacito dei miei superiori il tesoretto su carta, allenandomi il lessico e la conoscenza letteraria (mmh letteraria, a volte… si fa per dire), venendo a conoscenza di autori mai citati in terra italica e divertendomi a rileggere i gialli dell’intramontabile Christie in lingua crucca. Il libro che più colpì la mia attenzione la stagione scorsa fu lasciato da una coppia giovane, on their honeymoon. La sposina aveva comprato a 2 pounds miserissimi, un’edizione della biografia di Amy Winehouse scritta da Chas Newkey-Burden.

Amy. La nostra musa Amy. A 2 pounds.

Delusione…venduta così, a prezzo stracciato…

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Me la intascai con la velocità di un borseggiatore in tram, e me la son custodita fino alla scorsa settimana, quando ho avuto modo di leggermela, con calma. Non sono un tipo da biografia, in genere non sono così avida da voler sapere vita morte e miracoli di altre persone, ma per la nostra musa Amy mi son sentita ben nella posizione di cambiare idea. Avevo voglia di trovare qualcosa, qualche traccia, qualche aneddoto, per ricordarmela grintosa, e sorridente. Felice, boh.

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Il libro è suddiviso nelle fasi più significative della sua carriera artistica, dai tempi della Sylvia Young Theatre School fino ai tempi cupi del suo epilogo. Si parla dei suoi unici 2 album, rispettivamente del 2003 e del 2006, di quanto il primo fosse il risultato a tavolino di discografici e di come Amy non ci si rispecchiasse, e di quanto invece ci sia di suo nel secondo, nato sul serio nei pub di Camden dove la nostra passava le giornate a giocare a biliardo e a piglialla grossa, come si dice noi, fra un disco delle Shangri-Las e uno della grande Arethona.

E in questa biografia c’è effettivamente qualcosa di lei: lo sfogli e ti tuffi nella sua Londra, appartamenti in moquette antidiluviana e così dannatamente fascinosi. Pub quasi scavati in un unico pezzo di legno, condensa da pinta di birra su bancone. Schiamazzi, pazze londinesi senza calze a gennaio. Un punk nostalgico lì, un gruppetto di sgallinate dai plateau ghepardati di là.

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Due cose vorrei lasciarvi scritte, perchè il resto dovreste leggerlo e viverlo per quello che ha potuto viver lei, ma queste due perle di saggezza non posso non citarle!
La prima è un piccolo saggio che la giovine Amy scrisse come presentazione alla scuola artistica a cui sperava di essere ammessa, e diceva così:

All my life I have been loud, to the point of being told to shut up. The only reason I have had to be this loud is because you have to scream to be heard in my family.
My family? Yes, you read it right. My Mum’s side is perfectly fine, my Dad’s family are the singing, dancing, all-nutty musical extravaganza.
I’ve been told I was gifted with a lovely voice and I guess my Dad’s to blame for that.
Although unlike my dad, and his background and ancestors, I want to do something with the talents I’ve been ‘blessed’ with.
My Dad is content to sing loudly in his office and sell windows. My mother, however, is a chemist. She is quiet, reserved.
I would say that my school life and school reports are filled with ‘could do betters’ and ‘does not work to her full potential’.
I want to go somewhere where I am stretched right to my limits and perhaps even beyond.
To sing in lessons without being told to shut up (provided they are singing lessons).
But mostly I have this dream to be very famous. To work on stage. It’s a lifelong ambition.
I want people to hear my voice and just … forget their troubles for five minutes.
I want to be remembered for being an actress, a singer, for sellout concerts and sellout West End and Broadway shows.
For being just … me.”

…E mentre ve ne state lì pensierosi a leggere e rileggere cosa scriveva la piccola Amy agli esaminatori per convincerli a prenderla alla Sylvia Young (e immaginatevela un po’ come la nostrana Mara Maionchi), vi lascio con la seconda e ultima perla di saggezza ed esperienza della nostra amata…il suo cocktail.

Ultra-Iper-Super-Extra-Giga Alcolico
Rickstasy

3 parti vodka
1 parte Southern Comfort
1 parte liquore alla banana
1 parte di Bailey’s

…di cui lei stessa diceva:
“By the time you’ve had two of them you’re like, ‘Don’t even try and go anywhere. Sit Down and stay down, until the birds start singing’ “.

Ciao Amy, sei sempre la nostra prima SquirtMusa

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Video Valerie

Il 9 di Dicembre dell’ormai passato 2012 Casa Squirters ha sfidato il freddo invernale preparando a -10° C. (o quasi…) un super-video...

La sigla del nostro programma - la conosciutissima “Valerie” di Amy WineHouse - che ogni giovedì alle 21.30 sulla web-radio Radioradicchio.it annuncia “l’inizio delle danze” è in realtà cantata dalla NOSTRA Romina Capitani.
E quindi da vere star quali siamo abbiamo deciso di girare un video della canzone! Che potete vedere sul nostro canale youtube cliccando qua!

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Casa Squirters è:
SquirtAllegra
SquirtCassandra
Squirt Mamma Punk
Squirt Mamma Freak
SquirtMarina
SquirtRomina
SquirtValerie
SquirtViola


Si sono prestati alla causa civettuola:

Romina Capitani: canta il brano Valerie, mixing ed editing di Giacomo Rossi.
Accessori: Chic Music di Flaminia Quattrocchi
Abiti: Dorotea Vintage di Prato, Deuda Vintage

Il video è stato girato a:
“Giovani Idee” di Enrico Geri di Montaione

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Un rigraziamento speciale a:
Romina Capitani, la Amy Winehouse denoattre,
Enrico Geri, il visagista delle Squirters,
Genny Carusi, la nostra Squirt-coreografa di Oltredanza
(che ha avuto pietà di noi )
Samanta Masotti, la Squirt-regista che è stata bravissima e molto paziente,
Il “Fiurius Fojonchis” per le foto che potete vedere sulla nostra pagina fb
Dorotea Vintage di Prato
che ha reso tutto molto più vintage prestandoci dei Supervestiti!!

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…ma te lo sai icchell’è il Cauntdaun???

…come vi avevamo promesso la settimana scorsa nell’articolo Una Manciatella di Giorni to Go, eccovi il nostro countdown correttamente settato all’11 Ottobre…

…ve lo ripetiamo…11 Ottobre…

…11 Ottobre!!!

…insomma, nel caso non si fosse capito, l’11 Ottobre sarà la data d’inizio per la seconda stagione radiofonica di Casa Squirters presso gli studi della radio più avanti di tutta la Valdelsa e anche di qualche poggetto più in su, che sarebbe poi la beneamata Radio Radicchio. Le Squirters hanno ovviamente già preso possesso di strumenti di ricerca, microfoni e cuffie per esercitarci nella disciplina che più ci scatizza le menti…cianciare un po’ di tutto e mettere lo squirtzampino laddove più ci piace (e vi s’avverte, siamo anche piuttosto dispettose).

E dobbiamo dire infatti che una delle poche cose positive della stagione che ci apprestiamo ad attraversare è proprio la radio, con i suoi centomille scalini e il sottotetto infuocato, la sua terrazzetta abusiva tra parabole e cavi, quella regia fumosa e tutta quella bella gente che va e che viene…la radio è entrata a far parte del nostro mondo e costituisce ormai in noi un bisogno viscerale…già mi immagino quel “fine, it’s rolling” e la voce di Amy che spettegola poco prima dell’attacco della nostra sigla e quel tumtumtumtudutum che guida i nostri cuoricini proprio mentre impugnamo le cuffie e ci sistemiamo sui trespoli…

…e allora autunno arriva, che noi siamo pronte e già coi motori riscaldati (sì, ieri sera gli s’è dato una bella scaldatina, vai…)