Inferno - Facciamoci Pure del Male

Unisco la mia voce a quella della SquirtViola, che qualche settimana fa, con la voracità in lettura che la contraddistingue, fu tra le prime a riportare le sue impressioni dopo la lettura del nuovo libro di quel genio in marketing che è il Dan Brown.
Avendo già letto qualche altra sua opera e avendone già sparlato abbastanza con la mia squirtcompare, mi sono voluta in tutti i modi far prestare il libro per avventurarmi anch’io fra le ciance del caro Brown, che amiamo così tanto bacchettare.
Anche perchè stavolta, giocavamo in casa. Un ci prende’ pe’ grulle, Dan.

250px-Neus1Posso comunque per la mia modestissima opinione confermare tutto quanto scritto dalla mia compare, anzi il mio post serve proprio da rinforzino alle sue critiche, come il rinforzino di 2 olive su mezz’etto di stracchino del Righi, lo strozzino di Amici Miei Atto II. Ma sai una siège nulla te di Amici Miei, caro Dan. Ma te lo spiego io, che Amici Miei stanno a Firenze tanto quanto le cupole da te tanto decantate e tanto quanto il naso aquilino del Sor Dante, che ho proprio il sospetto che stia imprecando da dentro la sua dimora proprio in centro a Ravenna fin dal primo momento in cui è venuto a sapere che t’era venuto in mente di chiamarlo in causa per la stesura del tuo più recente scritto.

Anzi, oltre a confermare quanto detto dalla Viola, che proprio perchè nata in terra fiorente porta questo splendido nome, voglio proprio metterci un bel paio di carichi da undici, come si suol dire noi gentaccia italiana, e sputacchiarci sopra un altro pochino di squirt-veleno…

1. Caro Dan, il fatto che tu descriva un appartamento tipicamente fiorentino e altrettanto tipicamente rivestito di moquette consunta mi fa proprio pensare che tu di Firenze non tu abbia proprio visto granché, se non qualche museo ai tempi dei tuoi studi universitari, che probabilmente appartengono ai primi anni ’80, quando forse forse il 5% delle case di centro fu restaurato nella pavimentazione e qualche matto pensò di stare al passo coi tempi e metterci della moquette: no perchè se ti sfugge sto particolare, la moquette in Italia esiste fortunatamente come merce assai rara, dato che qui fa parecchia afa e a noi gente toscana piace stare a piedi ignudi sulle mattonelle di cotto, le famose mezzanine, invece di sentirci le briciole di pane e i pelucchi di polvere fra dito e dito. C’è il suo perché. La moquette l’hanno a Londra, a Firenze anche no. Ma che te lo dico a fare…

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2. Ma soprattutto Dan, mi spieghi come t’è venuto in mente di mettere un pischello che gira su uno skateboard davanti al Battistero?!?!?!?! Non che lo skateboard un ci sia arrivato da noi, non siamo così trogloditi, e nemmeno perchè possa essere uno scempio girar davanti a cotanta bellezza artistica e storica con un attrezzo infernale del genere, ma semplicemente perchè è impossibile andare con lo skate in piazza del Duomo a Firenze, a meno che non si voglia battere una boccata ogni metro per la disomogeneità della pavimentazione! Mai sentito parlare di sanpietrini?!?! A me fa pensare che tu l’ultimo sopralluogo in piazza tu l’abbia fatto al massimo da dentro una limousine blindata e coi vetro oscurati senza manco metterci piede, sulla piazza.

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Guarda caro Dan, non voglio nemmeno farti pesare più di tanto il finale alla “mi stai diludendo che mi aspettavo: li conosco i miei polli, io. Lo sapevo che finiva in un modo che aveva assolutamente poco senso. Ma d’altronde, finché non s’assaggia non si può dire “non mi piace”, e quindi me lo sono voluto sorbire tutto fino in fondo. Anche se mi son letta ieri la seconda metà del libro tutto d’un fiato perchè lo volevo buttar giù il più veloce possibile e vedere se avevo ragione.

Resta però il fatto che, nel bene o nel male, attiri curiosi di tutto il mondo a vagare per le stradine di Firenze, e istighi alla lettura del tuo testo qualsiasi persona che decide di venire in Toscana per le ferie (lavoro in una casa vacanze, e tutti, dico tutti da 3 settimane a questa parte, se ne stanno sulla sdraio in piscina col tuo libro in mano). E magari inviti alla lettura occhi che hanno perso l’allenamento, soprattutto quelli della nostra gente, che penso sia una delle popolazioni al mondo che legge meno, dopo il Burkina Faso, per ovvia mancanza di fondi.

La prossima volta però, dato che siamo un popolo di ignoranti e non avvezzi alla lettura, scendi dalla limousine e fatti un girino a piedi per il centro, tanto un ti riconosce nessuno.

Vai tranquillo.

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