La Storia del Pimiento

Colta la richiesta di chiarimenti sull’origine del piatto presentato venerdì scorso, i Pimientos de Padron, ho pensato bene di andare a cercarmi l’origine di questa delizia culinaria iberica, dato che la pochezza della mia conoscenza linguistica non mi ha permesso di indagare in loco.

Pensate che la mia prima supposizione era qualcosa che nel mio cervello, davanti a un bel rosato Famara di terra lanzatoregna, aveva preso corpo più o meno così:

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“Pimiento. Pimiento de Padron. Pimiento = ok sì, è il peperoncino. De Padron= del padrone. Aaaaahhh sì…. si vede che era un peperoncino che veniva fatto così perchè così piaceva al padrone. Un po’ come il nostro: <al padron un fa sapere, quant’è bbòno i’ ccacio con le pere>. Sì sì, dev’esser proprio così … mmmh bbòna Famara, bah mmmh bòna davvero … “

 

3E con questa spiegazione, mi ero piuttosto appagata, potendomi finalmente gustare il pimiento come deliziosissima tapa insieme al fresco rosato. All’ombra di un portico, enoteca vista vigna vulcanica. Ohiohia bene!

Ma me ne torno a casa a riproporla ed effettivamente mi si pone l’occasione di approfondire…e che ti scopro?!?!?! Ah FintoTonto … un c’entra mica nulla il padrone!!!

I Pimientos de Padron prendono infatti il nome dalla cittadina di Padron, nella Galizia, a circa una ventina di chilometri da Santiago de Compostela!!! Insomma, galiziani per lo meno quanto il mitico Pedro Almodòvar! Poi che ne so, ci sta anche che a Padròn ci sia stato un padròn a cui sì piacevano fatti in quel modo … in quel caso si sarebbero chiamati “Los Pimientos de Padròn como los quiere el padròn”

(o qualcosa del genere, io ci provo, non lo parlo mica lo spagnolo io! Liberissimi di infierire su me medesima!)

 

2Insomma, questo peperoncino verde qui è proprio il tipico peperoncino dolce della zona di Padron, tipico tanto quanto è tipica la cipolla di Certaldo (di cui ne ritroviamo le tracce fino ai tempi del Boccaccio, illustre firma della nostra italica cultura che proprio a Certaldo nacque… presente Frate Cipolla?!? Ecco, luilì). Questo peperoncino è uno dei must che compongono i piatti di tapas di tutta Spagna, ottime come appetizer o boccone veloce da mangiucchiare così, en buvant. Io dal canto mio vi posso garantire che sono davvero l’asso, con quel sale di spuma scrocchierello in contrasto con l’amaro dolciastro del pimiento … insomma, provate a farli e poi mi dite!

 

C’è però una caratteristica che ha reso famosi i pimientos de padron conosciutissimi al mondo tanto da chiamarli “la roulette russa a tavola“: i pimientos verdes sono sì dolci, ma solo alcuni, in bassa percentuale (circa il 10%), crescono invece pesantemente piccanti!!!! Può infatti capitare di sedere accanto a qualche allegro ispanico che, piluccando il pimiento mentre sbevazza una cerveza helada, dopo l’ennesimo morso alla tapa, se ne vada via imprecando roba tipo “ahauhagdsuyasgxxxxdeputamadrexxxxxxxxxmierxxdaxxx“. Infatti pare ci sia un modo di dire tutto gallego che dice più o meno così: Coma os pementos de Padrón: uns pican e outros non (“come i peperoni di Padrón, alcuni bruciano e altri no”).

Io la parafraserei alla Forrest Gump…

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