Mini Quiches Ricotta e Tartufo Black&White

Si avvicina inesorabilmente il weekend ed ecco che le vostre squitterine adorate vi propongono un’idea da usare nel weekend, per un’aperitivo con le amiche o un antipasto di sabato sera…e perché no, per un tocco glam al vostro brunch domenicale! Novembre è senza dubbio il mese del tartufo, e noi che abitiamo nella zona tartufigena che regala del divino e quotatissimo tartufo bianco di San Miniato (PI) alle nostre bocche affamate, ecco che ci siamo recate dal nostro rivenditore di oro bianco di paese e ci siamo acquistate un profumatissimo e delicato tartufo bianco e un paio di tartufi neri! Ora, cos’è che fa finger food a palla? Le mini quiches sono infatti un classico del finger food, un paio di morsi e via subito ad arraffare il secondo! E cos’è che va a braccetto con il tartufo? Gusti delicati che lo esaltino e che per l’amour de dieu non lo sovrastino…come l’uovo e la ricotta! Ecco quindi la nostra idea…

MiniQuiches Ricotta e Tartufo black&white

4Ingredienti
per 4 miniquiches:
1/2 sfoglia di pasta brisé
200 g ricotta di pecora fresca
1 uovo
parmigiano grattugiato
2 tartufi neri (10 g)
1 tartufo bianco (5 g)
pirottini di carta

Mettiamo a scaldare il forno a 180°C mentre iniziamo la preparazione. Prendiamo la nostra pasta brisé e srotoliamola. Prendiamo un bicchiere, o un coppapasta, o qualsiasi forma rotonda da poter prendere come misura per le mini quiches. Scegliamo la grandezza giusta da poter rivestire il fondo dei pirottini di carta e il loro bordo.

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Ora prendiamo ricotta, parmigiano, un pizzico di sale e un uovo intero e mischiamo tutto in una ciotola. Una volta mischiato bene, riempiamo i pirottini già foderati di pasta brisé sul fondo e inforniamo per 25 minuti. Durante la cottura il ripieno gonfierà un pochino e sarà perfetto se estratto dal forno a giusta doratura!

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Una volta sfornato, decoriamo con delle sottilissime fettine di tartufo accuratamente pulito…

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…e gustiamo con dell’ottimo Le Grance di Caparzo in quel di Montalcino -SI- (cliccate qua per info), un bianco così prestigioso da esser chiamato il Brunello bianco, un insieme di Chardonnay,Sauvignon e Traminer maturato in botti di rovere per un anno…insolito, impareggiabile bianco!

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Nel Boschetto della mia Fantasia

Buondì Squirtuzzini adorati,
oggi e come spesso accade di venerdì in CasaSquirters, vogliamo segnalarvi una ricetta che potrete proporre a friends&family nel finesettimana, un’occasione ghiotta per poter condividere i frutti del sottobosco! In realtà questa ricetta è stata elaborata in funzione della seconda sfida lanciata dalla CrodinoCrazyFactory e dal nostro Quoco del Quore, che abbiamo raccolto con estremo piacere andando a sfrugazzare nel boschetto della nostra fantasia!

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…e se Borghese ci dice “sottobosco a più non posso“… che sottobosco sia! Quindi abbiamo mandato la SquirtViola munita di cestino a far funghi, dato che solo lei conosce le fungaie, mentre la SquirtAzzurra con il suo fiuto è andata a scovare profumati tartufini bianchi da dissotterrare con le zampette…poi abbiamo fatto uno dei nostri intrugli…et voilà, ecco cosa ne è venuto fuori…noi non abbiamo saputo resistere e c’abbiamo pure fatto merenda! Provare per credere, dato che…

In ottobre il boschetto della nostra fantasia è popolato di sapori divini! Abbiamo provato a coglierne alcuni, che combinati con l’antica sapienza della nonna ci hanno portato a elaborare una zuppa tanto bella quanto buona!

Ingredienti per 2:
-200 g funghi porcini freschi di bosco vero
-200 g fagioli zolfini dell’orto di babbo, lessati
-5 uova di quaglia
-1 tartufo bianco “a chilometro zero”
-sale
-1 spicchio di aglio
-olio
-nepitella fresca di campo (o che dir si voglia, mentuccia)
…e adesso mettiamoci all’opera!

Avevamo già lessato i fagioli zolfini per 3 ore in acqua, mazzolino di rosmarino e salvia, un paio di ciliegini e un goccio di olio e sale…e adesso li useremo per fare la nostra zuppa, mettendo in un tegame di coccio con un filo d’olio e lo spicchio d’aglio i nostri porcini puliti e tagliati a tocchetti.

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Saliamo e aggiungiamo i fagioli con parte della loro acqua di cottura. Continuiamo la cottura per altri 10 minuti . Nel frattempo, mettiamo a bollire le piccole uova di quaglia che ci serviranno per guarnire. Passiamo a parte, col frullatore a immersione, un terzo della zuppa e rimettiamo tutto nel tegame. Un altro colpo di fiamma mentre sbucciamo le uova e le tagliamo a fettine, e siamo pronti per impiattare!

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Versiamo la zuppa e decoriamo con fettine di uova a braccetto con del sublime tartufo bianco di San Miniato, guarniamo con un filo d’olio e un ciuffino di nepitella fresca secondo il pensiero di nonna Maggiorana ai fornelli…da provare con un bel rosso davanti al primo fuoco nel camino!

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…a questi punti, avremmo proprio voglia di poter rifare una bella chiacchierata col nostro qcuoco del qcuore, raccontargli com’è venuto fuori questo piatto e sperare di potergliela fare assaggiare! Voi tenete le dita incrociate, che come dice lui…fa ciccia!!!!

Stay Rock!

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