…quest’articolo era in programmazione un mesetto fa, ma per ribadire il concetto che di 27 gennaio ce ne dovrebbe esser uno al mese per lo meno…ecco una recensione della SquirtViola, perché il giorno della memoria sia ogni santo giorno…
Buongiorno a tutti carissimi,
Forse per puro caso circa un mesetto fa , ho preso in prestito dalla biblioteca del mio paese un libro testimonianza sull’Olocausto…ma avendolo finito la notte tra il 26 e 27 Gennaio ( e soprattutto dopo aver letto la straordinaria storia dell’Anello che al caso lasciava ben poco), ho capito che forse non è stato proprio un libro come un altro.
Ho sempre letto tantissimo e mi sono tanto documentata sulla seconda guerra mondiale e soprattutto sulla Shoah, dai classici Se questo e’ un uomo e Il diario di Anna Frank a libri un po’ meno conosciuti , tipo SonderKommando di Salmen Gradowsky , piu’ speciali in tv o dvd. ( vabbe’ …che ve lo dico a fare…ho visto anche la Vita e’ bella del nostro Robertaccio Nazionale, e il Bambino con il pigiama a righe, tratto da un libro……DA VEDERE SE NON VISTI!)
Tutto ha avuto inizio come per molti a scuola durante l’ora di storia; non so a voi, ma a me sembrava impossibile credere a quello che leggevo sul mio libro…era impossibile che fosse veramente accaduto!. Poi nel 1994 all’età di 15 anni ho visto come tutti Schindler’s List ed ho capito che anche se stavo vedendo un film, mi si stava spalancando una finestra sulla storia, che non ho più avuto il coraggio di richiudere.
Quindi per farvela breve,
(perché ero partita intenzionata a recensirvi un libro)
dalla visione del film di Spielberg
e dalla lettura dei due classici che vi ho menzionato prima,
è iniziata la mia personalissima
sete di capire.
Il libro che ho appena finito di leggere si intitola il Racconto dell’Anello, ed e’ stato scritto da un sopravvissuto a Treblinka e Auschwitz , un medico ebreo polacco di nome Franek (diventerà Frank Stiffel dopo la guerra quando si trasferirà a New York). La storia inizia nel 1939 e ci fa dare uno sguardo su tutto il conflitto in Polonia e soprattutto sulla vita nei lager, dove Frank perderà subito il primo giorno i genitori, trovando però nella sabbia di Treblinka un anello con cameo raffigurante una ragazza, che terrà con se convincendosi che la vicinanza con quell’oggetto (secondo lui un segno inviato dai suoi genitori) lo terrà in salvo fino alla fine della guerra. Non vi racconterò altro sul libro, vale la pena leggerlo, anche solo per farci entrare bene in testa, che quello che è successo non deve succedere mai più, e solo ricordando e tramandando ai nostri posteri queste testimonianze, abbiamo possibilità che ciò non si ripeta…..Franek aveva 27 anni quando è stato internato, aveva una famiglia, stava facendo il tirocinio da medico, aveva storie, amici, ERA COME OGNUNO DI NOI……entrando a Treblinka poteva essere ucciso per ogni motivo, dal più futile ed inutile, non c’era più dignità o speranza.
Franek ha trovato la speranza con l’Anello e in qualche modo è riuscito a “sopravvivere a quello a cui non si può sopravvivere” (nda), sposando una bella ragazza toscana di nome Ione ( conosciuta subito dopo la guerra, quando girovagava per l’Europa in cerca di un posto che lo accogliesse, e di posti che vedessero di buon occhio gli ebrei non ce ne erano), identica al profilo dell’Anello. Si e’ poi trasferito a New York dove e’ morto serenamente all’età di 96 anni nel 2011, circondato dall’affetto della figlia e dei suoi cari , che non sarebbero mai esistiti se lui non avesse creduto alla “magia” dell’Anello…..Probabilmente e’ stato solo molto fortunato, ma in un mondo già così gretto e meschino di suo, che male c’è a credere a un Anello con un potere così grande da salvare una vita?








