Questo articolo è dedicato alla nostra fantastica campagna, habitat naturale per la squirter campestre, campagna che ci avvolge e ci nutre della sua genuinità…
Cosa fare di meglio nei primi fine settimana di primavera, quando ancora sagre in giro ce ne son poche e ancora fa piuttosto freddino per mostrar le chiappe chiare al mare? Niente di meglio di una bella e catartica passeggiatina campestre, meglio se accompagnata da picnic ‘na chitara e ‘no spxxxxlo. La passeggiatina rinvigorisce il muscoletto sopito e riattiva la linfa primaria del nostro sentirci fiorellini col sole in faccia. Riattiva la melanina e la riporta a livelli per lo più accettabili, riapre il polmone e asciuga le nostre membra anchilosate da cattive posture e umidità assorbite durante il malsano periodo delle piogge (quasi interminabili)…insomma, la passeggiatina è un toccasana per corpo e mente!
Ed è proprio nei sentieri o sui bordi della strada che il nostro occhio si stupisce del cambiamento cromatico che sta avvenendo, dai primi ciuffetti di verde al viola di anemoni e viole a mammola.
Le nostre nonne ci facevano mangiare la prima viola a mammola trovata in campagna come segno di buon auspicio per la buona stagione e ringraziamento alla natura che ci nutre … rito pagano da nonna squirt! Ma le nonne ci hanno anche insegnato a riconoscere altre piante che crescono spontanee e che possono essere raccolte e proposte come piatto genuino, cheap e soprattutto buonissimamente autentico…primi fra tutti, gli asparagi selvatici!
Di sapore molto più intenso di quelli dell’orto, e certo di più di quelli di serra, nasce a solatio e si crogiola sotto la sua pianticella aghiforme, ovvero la casa madre - asparagina.
Cresce così velocemente che in un paio di giorni di sole sotto la stessa asparagina potreste trovare molteplici sorprese gambute! Mediterranea tanto quanto il cappero, l’asparagina non è altro che un asparago mai colto che crescendo, si trasforma in pianta per dar vita ad altri asparagi. E’ una pianta precisina, le piace stare nei cigli delle strade privi di sterpaglie o rovi (o roghi, come diciamo noi erroneamente in terra tuscia).
Solo un paio di ammonizioni: attenzione al solicino primaverile, oltre a svegliare l’asparagina, il sole sveglia pure le vipere…e siccome all’asparagina piace molto il terreno roccioso, anche la vipera fa altrettanto… quindi occhio a dove mettete le mani e soprattutto, attenzione a cosa portate a casa: insomma, cercate di riconoscere gli asparagi veri, e non sterpaglia simile, che magari è pure velenosa… ogni tanto scappa fuori qualche matto che divora d’ogni cosa e manda a gambe ritte tutta la famiglia, soprattutto coi funghi. Purtroppo, incredibile ma vero, c’è che confonde anche gli asparagi con arbusti spontanei tossici … insomma, fate ammodino!
…adesso andiamo in cucina…domani vi facciamo vedere come li abbiamo cucinati! A domani!
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