Si sono appena conclusi a Firenze i Mondiali di Ciclismo che hanno visto vincitore il portoghese Rui Costa ( non l’ex giocatore della Fiorentina, anche se in tutte le nostre teste in questi giorni al solo nominare del suo nome si sentiva in sottofondo “Rui…baila la portuguesa…..“), e proprio durante la scorsa settimana è arrivata una bellissima notizia su uno dei piu’ grandi campioni di tutti i tempi, il nostrano Gino Bartali, che è stato dichiarato
“Giusto tra le nazioni”
Cosa vuol dire questo, vi starete chiedendo?
Dopo la Seconda guerra mondiale il termine che ho usato sopra, è stato utilizzato per indicare le persone non ebree che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita per salvare la vita anche di un solo ebreo dal genocidio voluto da Hitler conosciuto come Shoah. Chi viene riconosciuto Giusto tra le nazioni, viene insignito di una speciale medaglia con inciso il suo nome, riceve un certificato d’onore ed il privilegio di vedere il proprio nome aggiunto agli altri presenti nel
Giardino dei Giusti
presso il museo Yad Vashem di Gerusalemme
(fino a poco tempo fa veniva piantato anche un albero, ma il posto e’ cosi’ pieno che ora si ricorre solo all’incisione), viene inoltre conferita alla persona la cittadinanza onoraria di Israele. Tra le persone conosciute dalla massa si ricordano anche Giorgio Perlasca e Oscar Schindler che hanno ricevuto negli anni l’alto riconoscimento.
Ma come sono arrivati ad insignire il grande Gino con questa bellissima onorificenza? ( arrivata pero’ a 13 anni dalla morte del campione).
Lo Yad Vashem ha riconosciuto l’impegno di Bartali a favore degli ebrei perseguitati in italia durante il secondo conflitto mondiale, perché il grande Gino percorreva le campagne toscane e non nascondendo nel telaio della bici documenti falsi che servivano a mettere in salvo le persone in pericolo ( quando per pericolo si parlava di deportazione nei campi di sterminio nazista).
Gino Bartali faceva parte di un’organizzazione segreta di cui tiravano le fila il rabbino di Firenze Cassuto e il Cardinale Dalla Costa (anche lui Giusto tra le nazioni e in “lotta” con Giovanni XXIII nel Conclave che vide salire al soglio pontificio il cosiddetto Papa Buono).

Riusciva nel suo intento perché era famoso anche tra i tedeschi che lo vedevano passare spesso in bici per allenarsi e credo lo ritenessero al di sopra di ogni sospetto.
A questo punto credo che ovunque sia ora il grande Gino, sarà felice di questa onorificenza, ma magari da toscanaccio quale era, avrebbe scrollato le spalle e sminuito il tutto dicendo
“ l’e’ stata una bischerata, i’ difficile era ave’ a che fare con quell’acquaiolo di Coppi!”








Grande Gino