…niente davvero esprime meglio di questa canzone l’amore e l’amicizia di questi due giorni passati. Vi amiamo tutti, anche chi ha avuto il coraggio di chiederci il latinoamericano in consolle. Chapeau per il fegato, sul serio..poteva andarvi parecchio peggio!
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Scusate la ripetitività degli ultimi post, ma non posso andar in giro a pretendere lo spam come se non ci fosse uno domani se poi non sono la prima a farlo…e siccome a Casa Squirters siamo a casa nostra, tiè… beccatevi l’ennesimo, E VI PROMETTO ULTIMO REMINDER!
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…per iniziare bene il mese più caliente dell’anno, per ricordarvi per l’ennesima volta che le Squirters sono momentaneamente assenti dal blog per ragioni più che giustificabili…
Domani. Questo e nient’altro. Fino alle prime luci dell’alba di domenica.
Come si fa a non leggere un libro con questo sottotitolo, soprattutto se si è donna, e quindi, come tutte le donne ci sentiamo difettose sempre, anche quando non lo siamo. Proprio a questo serve il libro di Serena Dandini, (se vogliamo pensare che un libro debba servire a qualcosa), a snocciolare, con onestà e ironia una catena di debolezze di cui andare fieri.
Non pensate di trovarci dentro elucubrazioni profonde, dissertazioni sui massimi sistemi o soluzioni per una esistenza più saggia, bensì il racconto di una serie di “manie” tipiche del mondo femminile, nelle quali senza dubbio, care donne, potrete riconoscervi.
Alla fine il messaggio sembra estremamente semplice, ma allo stesso tempo efficace, ovvero che è il tempo di fare pace con i nostri difetti imparando a conviverci tra, alti e bassi.
Il libro è strutturato in brevi capitoli, per questo ancora più facilmente leggibile, e racconta, attraverso i ricordi della scrittrice, di un guardaroba fatto tutto di abiti neri, della malinconia alla fine dell’estate, dell’ansia da prestazione che hanno le donne per qualsiasi sciocchezza, del rapporto con gli oggetti e con il tempo che passa, dei miti di gioventù, dei genitori, dei parenti ecc. ecc.
Non ci sarà niente di imprescindibile o di straordinario, ma è comunque un libro che consiglio di leggere, perchè, garantisco, vi aiuterà, almeno per la durata della lettura…
…a sorridere di tutti i vostri difetti, ad essere più indulgenti nei loro confronti e forse addirittura ad auto-assolvervi.
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Cari i nostri squirterosi…
…oggi è la giornata del reminder…lo so che siamo state assenti per quasi una settimana e che comunque cerchiamo con un gran fiatone di star dietro a tutte le nostre cosucce estive, e anche se da un paio di giorni abbiamo ripreso le pubblicazioni, sappiate che il post di oggi è un mero post-it con su scritto soltanto questo…
…perchè mentre voi magari ve ne state a sbavare sul cuscino in un sabato mattina estivo e afoso, perchè magari ieri sera avete fatto bisboccia e c’avete il baviccio acido, perchè domani andate al mare… sappiate che noi a tutto questo ci aggiungiamo i turni estenuanti e le riunioni pre-festival di Cisterna, le azzuffatine come direbbe il nostro amico Andrea Camilleri, gli ordini del necessario, il montaggio dell’intero festival a partire dal microfono alla spina della birra, passando dalla macchina del popcorn fino alla gelatina rossa per il terzo riflettore da sinistra.
Ci sono due personaggi, di quelli “famosi”, che fanno scatenare in me la stessa sfrenata passione, strappa-capelli, che solitamente mostrano le teenagers ai concerti delle boy bands stile One Direction o al loro tempo, Take That e Backstreet Boys. Di solito queste cose capitano appunto intorno ai quindici sedici anni, a me, che invece non è mai importato niente delle boy bands, capita ora…un po’ fuori età, ma che posso farci, è così.
Il primo è Max Gazzè, protagonista più frequente dei miei sogni, potrei persino dire che sia l’uomo più bello del mondo, il secondo è Alessandro Baricco, “maestro” ispiratore di ogni mia fatica narrativa, (ovvero quando scrivo penso sempre a come lo farebbe lui, anche se poi non mi ci avvicino per niente).
Dico tutto questo perché, nel parlare dell’ultimo suo libro, so già che non potrò fare a meno che essere di parte, comunque, lucidamente consapevole, di stare dalla parte giusta!!!
“Una certa idea di mondo” non è un romanzo, nemmeno un racconto, ma la raccolta di una serie di articoli che Baricco ha scritto per La Repubblica e nei quali parla di libri, precisamente dei cinquanta libri più belli e più toccanti da lui letti negli ultimi dieci anni.
Il perché Baricco abbia deciso di realizzare questo progetto è spiegato perfettamente, e in maniera un po’ ruffiana, nel prologo, che già di per se vale il prezzo del libro (io l’ho comprato in ebook quindi ho pure risparmiato, godendo in più delle bellissime illustrazioni di Manuele Fior), visto che la motivazione è allo stesso tempo una delle più belle e poetiche massime su cui si dovrebbe fondare l’esistenza umana (l’ho detto che ero di parte): parlare solo di quello che si conosce (e giustamente lui parla di libri), per raccontare cosa si pensa del mondo.
“Mi son ricordato di una cosa che ho imparato dai vecchi: falli parlare di quello che veramente conoscono e amano, e capirai cosa pensano del mondo. […] Io di cose che conosco davvero, e amo senza smettere mai, ne ho due o tre. Una è i libri. Mi è venuta un giorno questa idea: che se solo mi fossi messo lì a parlare di loro, prendendone uno per volta, solo quelli belli, senza smettere per un po’ – be’, ne sarebbe venuta fuori innanzitutto una certa idea di mondo. C’erano buone possibilità che fosse la mia.”
Da qui parte la descrizione dei più impensabili titoli. Si perché se uno crede di trovarci dentro i classici della letteratura si sbaglia, niente Calvino, Flaubert, Hemingway o Celin, quelli lui li ha letti molto tempo fa, ci sono invece testi più recenti, magari che gli sono stati consigliati da amici, vedi “Open”, sulla vita di Agassi, o “American Dust” di Richard Brautigan, testi che non ti immagineresti che ma che in un certo senso raccontano un periodo della storia italiana contemporanea come “Fantozzi totale” di Paolo Villaggio, saggi che svariano dal romanticismo, alla rivoluzione francese, alla filosofia di Leibniz e Spinoza, biografie di personaggi storici come Magellano, Padre Pio, o Glenn Gould.
Certo non mancano anche alcuni autori importanti come Charles Dickens, Jonh M. Coetzee (con Vergogna di cui ne ho già parlato qui), Giuseppe Tommasi di Lampedusa o Truman Capote.
Insomma tanti ed ottimi consigli di lettura accompagnati da sensazioni, ricordi, nostalgie, ed intimi racconti di vita personale dell’autore. Un itinerario letterario che, attraverso i libri, tenta di spiegare una certa idea di mondo: esiste forse cosa più bella?
per voi che magari avete avuto modo e possibilità economiche per andarvene al mare, che sia per un giorno o per una settimana o anche due (maledetti), o anche e soprattutto per chi, come noi, che suda e trasuda cercando di carpire il massimo dei raggi solari atti a donarci quel miraggio di pelle dorata…noi che il sole cerchiamo di prenderlo tutto tuttissimo in malo modo, noi frenetiche dell’abbronzatura ma con pochissimo tempo a disposizione, e anche a chi il sole se lo prende nella piaggia (che sarebbe più comunemente chiamato in italica lingua, il campo) e non sulla spiaggia…
…oltre a 700 nocchini a sbuccianoccole perchè col sole non si scherza e sarebbe bene mettersi la SPF 50 anche alla decima esposizione…
…ecco una mini raccolta di rimedi della nonna, della zia e della mamma per frignare meno sull’ennesima scottatura da balneante distratto e noncurante!
Impacco allo yogurt
Prendete lo yogurt naturale, ancor meglio se biologico e sublime se fatto nel proprio frigo coi propri fermenti lattici vivi acquistati in farmacia (che a volte non si sa più dove metterlo lo yogurt se in casa si è in pochi e non si riesce mai a consumarlo tutto) e abbiate la buona creanza di infilarvi nel box doccia (anche perchè se fate casino poi sempre a voi tocca pulire) … spalmatevelo sulle scottature e lasciate in posa per una decina di minuti. Nel frattempo, trovate un modo per fissare un libro sul box doccia per poter così più facilmente ingannare il tempo. Anche perchè, se leggete un po’ di più e lasciate in posa un po’ più a lungo lo yogurt, male non vi fa. Sciacquate con acqua fredda e sapone non aggressivo, meglio un doccia-olio. Lo yogurt è emolliente, idratante e soprattutto…bello ghiaccio di frigo!
Impacco al cetriolo
Il cetriolo ha delle proprietà lenitive fuori dal normale, ma pochi sanno usarlo al di fuori della tavola. Fatene un tonico con il suo succo: frullate la polpa e filtratela col colino a trama stretta. Applicate il liquido con batuffoli di cotone sulle scottature. Perfetto per la schiena arsa dal sole dopo quelle 4-5 orate passate a fare arselle sul bagnasciuga. Ottimo per viso e corpo.
Impacco alla lattuga
Incredibilmente idratante, la lattuga se messa a bollire per qualche minuto rilascerà nel suo decotto le sue qualità lenitive contro le scottature. Lasciate freddare e poi mettete in frigo. Provate pure a farne dei cubetti congelati, da utilizzare nei casi di scottatura quasi da CentroUstioni. Applicabile direttamente a cubetto o liquido, avendone bagnato dei dischetti struccanti e applicati direttamente sulle vostre gambe rosso-peperone. Ottimo anche questo per viso e corpo.
…e già che ci siete, la prossima volta, se non avete ascoltato il nostro primo consiglio, per lo meno ascoltate il secondo: preparatele prima della gita domenicale al mare, almeno quando tornate a casa in frigo c’è già tutto!
Recandomi nel giorno sbagliato nella biblioteca del nostro amato paesello, e imprecando davanti alla porta stangata per la mia sete di lettura pulsante, ho dovuto deviare e recarmi dall’altra fonte di libri&libracci, la nostra amata cartolibreria di Paolo&Maria. Entro, e il libro era lì, che mi aspettava. Con un cicchino in bocca e l’indice a batter sull’orologio per lamentarsi del mio ritardo.
Proprio come farebbe il suo inesauribile autore, il siculo e inimitabile Andrea di’CCamilleri. Il mio mito. Il mio grandissimo mito siculo.
Come potevo non fare mia una copia di
Un Covo di Vipere?
Giuro di essermelo letto tutto d’un fiato, appoggiata a ogni stipite di casa, con gli occhi incollati sopra. L’abat-jour acceso fino alle 2. Come sempre, Montalbano dice amonì, e io lo sto a sentire tutt’occhi. Anzi, scatto sull’attenti come Catarella.
Non voglio rovinarvi niente del libro, perché ovvio che ne raccomando la lettura! Mi limiterò a spiegarvi, che è una storia nata dalla penna del geniale tabagista convinto nel 2004, ma che avendo delle affinità con un altro dei suoi capolavori, La Luna di Carta, l’editore pensò al tempo di congelarlo per potercelo far consumare dopo qualche anno. Un po’ come si fa con un trionfo di pasta con le sarde, di cui abbiamo un tantinello abbondato le dosi…e ce la vogliamo gustare un’altra volta, per riviverne il primo, succulento morso.
Per tutto il resto, consiglio la lettura a tutti i giallisti convinti tanto quanto il Camilleri al tabagismo.
Prendetevi tutta la calma per leggervelo. Fate entrare in voi il ricchissimo vocabolario siculo che si scorge fra riga e riga, e pazientate se alla prima lettura non avete capito cosa significa la parola taliare, se anche voi come me, purtroppamente non avete provenienza sicula e nemmeno un quarto di sangue isolano. Lasciate che sia Camilleri a insegnarvi anche le perle linguistiche della sua Sicilia, perchè se glielo lasciate fare, imparerete qualcosa di uno dei dialetti più affascinanti della nostra penisola italica.
Parole al profumo di finocchietto selvatico e criccrì di cicale sotto la calura mediterranea.
Perdetevi fra le stradine di Montelusa, invidiate la terrazzina di casa Montalbano, fatevi venir fame alla lettura dei menù di Enzo.
Solo così, avrete quel pezzo di Sicilia necessario per il vostro fabbisogno quotidiano.
I heart u Andrea
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Ho scelto di leggere questo libro perché un giorno ho scoperto che, nel 2012, in occasione della presentazione al Salone del Libro di Torino, c’era Luciana Littizzetto a tesserne le lodi, così mi sono detta che, fosse stato anche solo questo il motivo, valeva la pena leggerlo. A dire il vero i motivi sono presto diventati due: il primo l’ho già detto, il secondo è stato il titolo che immediatamente evoca la bellissima canzone di Sergio Endrigo, cantante che già con l’Arca di Noè aveva preso un posto importante nel mio cuore di bambina.
Non conoscevo invece l’autore, Luca Bianchini, per cui mi sono documentata un po’ ed ho scoperto che ha iniziato la carriera come copywriter, che ha scritto qualche altro libro, ma che soprattutto ha fatto fortuna diventando il biografo ufficiale di Eros Ramazzotti, cosa che gli ha permesso di abbandonare il lavoro per concentrarsi sulla scrittura. Beato lui!!!
Per andare dritti al punto, la questione è: consiglierei la lettura di Io che amo solo te? Si, ma con dei se, che prima di parlare della trama voglio elencare:
- se siete amanti delle letture abbastanza easy, scritte benissimo ma per niente impegnative, sia nei contenuti, che nei personaggi che nella profondità dei sentimenti ;
- se vi piace l‘happy ending, anche quando non ci starebbe (perchè la vita è leggermente diversa);
- se vi piacciono i preparativi matrimoniali;
- se soprattutto state preparandovi per andare al mare!
Il romanzo è ambientato in Puglia, a Polignano a Mare. Manca una settimana al matrimonio di Chiara e Damiano ed i preparativi, descritti con minuzia incredibile, fervono. Ninella e Don Mimì, rispettivamente madre di Chiara e padre di Damiano, nascondono un amore giovanile impedito e mai finito, che il matrimonio dei figli farà sbocciare di nuovo. Nancy e Orlando, sorella di Chiara e fratello di Damiano, combattono con i loro rispettivi drammi: la dieta e la perdita della verginità, la prima, l’ammissione della propria omosessualità, il secondo. C’è poi Matilde, detta la “First Lady”, moglie di Don Mimì, che controlla e gestisce l’organizzazione del matrimonio, spadroneggiando sui posti a sedere e sull’ampiezza della scollatura della sposa. Ci sono Vito il fotografo che attenta alla virtù della sposa, il make-up artist, che si finge gay per trovare ingaggi, Alessia la ex di Damiano che torna alla carica, i parenti e soprattutto…il MAESTRALE a sconquassare tutto, in un susseguirsi di colpi di scena, forse un po’ troppo al limite del reale.
Nel complesso un romanzo divertente, che sembra fatto apposta per essere letto d’estate, magari sul bagnasciuga!!!
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Buongiorno a tutti i nostri Squirtici seguaci,
oggi un piccolo brevissimo post per scusarci della nostra assenza dei giorni passati, e per darvi un’imbeccatella sulle nostre prossime squirt-mosse estive.
Come infatti avrete ben capito ascoltandoci in radio e leggendoci ogni santo giorno da un anno e mezzo a questa parte, c’è una data che ci sta a cuore sopra ogni altra in qualsiasi calendario lunare, ed è quella della due giorni del festival che consideriamo al pari di una nostra creatura, da noi plasmata ed accudita, che è La Cisternata.
Perciò, nei prossimi giorni, se vedrete che rallenteremo le uscite dei post o combineremo qualche frittata, voi vogliateci bene lo stesso e segnatevi sull’agendina la data del 2 e 3 agosto, quando le Squirters saranno a mò di polpo (o se volete, di dea Kalì) con le nostre 700 manacce unte in pasta, a spillar birra, gestire il mercatino, dipingere t-shirts e far ballare quella masnada di gente meravigliosa che è il popolo di Cisterna!!! Per darvi il contentino, pubblichiamo in anteprimissima il manifesto che proprio stanotte è andato in stampa
(stanotte sì, perchè a noi piace il brivido del rischio… sempre sul filo del rasoio!)
Vi accorgerete poi che i post che pubblicheremo in futuro saranno per lo più concentrati al di fuori della cucina…e questo non perché saremo impegnate nelle scartoffie pro-Cisterna, o almeno, non solo…ma soprattutto perchè…
…in cucina a luglio io Squirter non ci intruglio!
Sicché (alla toscana, solo o soltanto) aspettatevi letture su letture, consigli pratici su trattamenti di bellezza faidate, save the dates à go-go e tante taaante pillole squirt! E ora, finalmente, dato che mancano meno di 2 settimane alla Cisternata…ora sì che posso augurarvi, a voi tutti…una buona, buonissima estate!!!
See ya!
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Salve a tutti,
oggi un save_the_date che ci vede impegnatissime in prima fila, uno degli eventi dell’Associazione Ricreativo Culturale a cui apparteniamo, il nostro cuore rosso che batte, il nostro Sogni di R’n'R! Un’iniziativa gastronomica che coinvolge gran parte dei ristoranti della nostra zona, contornato e coordinato con quel tocco squirt…infatti stasera sarà presente con noi la nostra SquirtRomina, che ci delizierà con la sua calda, caaalda voce jazz e una mostra fotografica sul cibo a cura di nous, les Squirters!
Quindi se siete di zona o volete acchiappare un aereo al volo, non perdetevi la terza edizione del Contest Gastronomico per le vie del centro storico di Montaione, che per il secondo anno consecutivo abbiamo l’onore di poter organizzare insieme a uno dei fiori all’occhiello del nostro territorio…
…i Ristoranti di Montaione!
Una selezione di ristoratori di Montaione porterà in piazza e per le vie del centro il piatto che li farà competere nell’ambito di un vero e proprio contest!
Come funziona?
Semplicissimo! All’ingresso per il centro storico avrà inizio il percorso itinerante fra i sapori divini della nostra terra, dall’aperitivo fino al dolce e ai cocktails!
Alla cassa vi saranno rilasciati dei tagliandi a € 1,50 (un tagliando=un assaggio), che vi permetteranno di assaggiare tutto quello che vorrete e votare quello che preferirete!
…e a deliziare la serata, dalle 21.30 in poi
concerto jazz con
ROMINA CAPITANI JAZZ TRIO
insieme a Riccardo Galardini alla chitarra Klaus Lessmann al clarinetto e sax.
…e restate fino alla premiazione, quando sarà decretato il vincitore del 3^ Contest Gastronomico!!!
In regime di calura, ben lontane dai fornelli e che sia mai dal forno, abbiamo decido di dedicarci a pratiche ben più refrigeranti…quindi anche oggi continuiamo la nostra carrellata sui rimedi della nonna per le nostre chiome fluenti…
…capelli stremati dai troppi lavaggi, dai nodi provocati dal pogo della sera prima, dal prosciugamento dovuto a raggi solari, bagni in piscina o al mare…
…ecco a voi una combinazione di trattamenti do_it_yourself che potrete fare a casa con poco spiccioli ma con grande, grandissima soddisfazione!
Trattamento Capelli Spenti
Per donare splendore puro al capello spento, vi consigliamo di prendere buona abitudine nell’aggiungere il succo di mezzo limone al risciacquo dopo ogni shampoo: il limone infatti era usato dalle furbone delle nostre nonne per ammorbidire e nutrire i capelli opachi e ridonar loro la loro lucentezza!
Trattamento Capello d’Oro
Udite Uditeeeee la birra non solo vi regala il giusto mood delle serate d’estate, vi dà refrigerio dal pomeriggio all’happy hour e vi rende rock dopo cena…la birra è un ottimo ritrovato naturale per i capelli chiari: bagnate i vostri capelli con la birra, massaggiateli per tutta la loro lunghezza e lasciate in posa per una decina di minuti. Dopodichééé, lavatevi i capelli con il vostro shampoo preferito (eh si eh, non è che vi mandiamo fuori all’eau di fusto de bière).
Trattamento Capello Corvino
Fate bollire una manciata di foglie di acero per un quarto d’ora facendone così un decotto (i viali sono piedi di aceri, troppo facile trovarne!) e lasciatelo in infusione per un’ora. Filtrate e aggiungete un paio di cucchiai di aceto di mele e usate questo decotto come risciacquo dopo lo shampoo!
Come ogni estate arriva, eccoti arrivare anche il tormentone letterario da cerebrolesi che tutti ma dico proprio tutti apprezzeranno, dato il così poco esser avvezzi alla buona lettura… e noi, per non smentirci mai, eccoci pronte a recensire per farvi evitare passi falsi e crollare aspettative…
Le Affinità Alchemiche
Buona vita a tutti, amici del web……vi andrebbe una recensione di un libro? Si???????? Eccovi serviti…
Come sapete la mia seconda casa e’ la biblioteca del mio paesiello….( c’ho anche una branda per quando mi buttano fuori di casa), e poco tempo fa, guardando tra le novità , mi capitò alle mani un libro dal titolo “ Le affinità alchemiche” , e su consiglio della bibliotecaria , a cui avevano riferito fosse molto bello , me lo portai a casa tutta soddisfatta.
Chiaramente non mi sfuggì il rimando al capolavoro di Goethe dei primi dell’800 e il mio cervello bacato, era lì che lavorava per capire cosa ci potesse essere nel libro che legasse i quattro personaggi dell’originale al 2013 , e cosa mai potesse aggiungere l’autrice, a una storia d’amore meravigliosa e controversa ( si lo so che ho detto che non leggo storie d’amore…ma “Le affinità elettive” sono storia della letteratura…cioè vanno sapute a memoria come la formazione della finale dei mondiali dell’82!…..non c’e’ ma che tenga!).
Arrivo a casa e dopo la prima pagina già mi si sono imbiancati i capelli dalla storia…..immaginatevi….
Verona….interno….due giovani ragazzi sfiniti da un pomeriggio d’amore, che giacciono uno nelle braccia dell’altro….Giovanni e Selvaggia…..peccato che l’autrice con estremo candore ci dice subito che siano GEMELLI!!
COOOOOOOOOOOOOOOME???????????????????? O CODESTA??????????
Scusate……fatemi fare una domanda all’autrice, tale Gaia Coltorti….
Signorina cara, che hai appena scritto il tuo primo romanzo, e che hai appena 20 anni….ma cosa ti è capitato nella tua breve vita da avere l’ardire di mettere su carta un tale orrore??? Hai visto gattistuprati da cani, cavalli dal pene microscopico o solo Platinette in costume? Spero vivamente che tu non abbia un fratello…in caso contrario sono certa si è già reso irreperibile!
Cioe’, scusate…non si fa!!! L’incesto anche no! Credo non abbia una categoria neanche nel peggiore sito porno del mondo….figuriamoci se frotte di ragazzine debbano sognare l’amore romantico con questo libro! ( vi giuro che la maggior parte delle recensioni sono entusiastiche, mimme che dicono che hanno pianto e si sono commosse davanti a cotanto amore). Comunque continuerò in questa mia recensione…. visto che, come diciamo sempre non mi piace si dice solo dopo aver assaggiato…..ed io ho assaggiato….peccato pero’ che metaforicamente lo abbia anche digerito e scaricato!
Allora i due protagonisti Giovanni ( Johnny ) e Selvaggia, sono due gemelli separati poco dopo la nascita e vissuti uno con il padre a Verona ( il masculo) e uno con la madre a Genova ( la fimmina).
Si incontrano per la prima volta quando i genitori decidono di tornare insieme e si ritrovano tutti a vivere sotto lo stesso tetto.
Tralasciando l’assurdità che due gemelli non si conoscono….mica erano stati buttati in due cassonetti! tralasciando il fatto che Giovanni è un ebete senza speranza e Selvaggia una puttanella alla Jersey Shore, passando anche sopra al fatto che non ci sono descrizioni dettagliate dei personaggi, delle scene e dei caratteri, tralasciando che in un anno non sono MAI stati fuori con gli amici, e che i genitori sono degli emeriti imbecilli ( che non ci sono mai a casa)……CIOE’ TRALASCIANDO TUTTO IL LIBRO E’ COME LA CORAZZATA POTEMKIN …..UNA BOIATA PAZZESCA!
L’epilogo e scontato come la merce in saldo….e si capisce gia’ dalla seconda pagina….non ve lo dico fate voi….
…un amore impossibile….Verona…..mica gli cadrà una caldaia in testa???
Alla prossima , e non me ne volete….ma con questo libro non ce la posso fare!!
Per chiudere in bellezza la settimana dopo aver concluso in questi giorni il palinsesto annuale del nostro programma radio ai microfoni di RadioRadicchio (ah a proposito, oggi pomeriggio la nostra replica alle 15.30), e per ricollegarci all’ingrediente protagonista della settimana, ecco a voi una soluzione sfiziosa da offrire per cena insieme a del buon bianco ghiacciato, magari in giardino, o in terrazza, o nella piazzola del campeggio!
Penne con Dadolata di Melanzane e Spada
Ingredienti per 2 persone: 1/2 fetta di pesce spada 150 g melanzana a cubetti 100 g pomodorini tagliati a cubetti menta fresca olio d’oliva extravièrge pepe & sale
Procediamo per passi ma sappiate che si tratta di una ricetta super veloce e super gustosa! Intanto mettete a bollir l’acqua per le vostre pennette, mentre in una padella già riscaldata con abbondantello olio ci metterete i cubetti di melanzana a friggere: sì, ho detto friggere, perché la melanzana noi stasera la vogliamo bella croccantella, e per fare ciò la melanzana ha bisogno di esser bloccata dal caldo intenso dell’olio abbollore per evitare che strabordi in pappetta flaccida come suo solito. Nel frattempo, buttate le penne se l’acqua bolle!
Salate e impepate un pochino e scolate quando i cubetti saranno ben rosolati. Scolate bene la melanzana sulla carta assorbente.
Nel frattempo togliete quasi tutto l’olio fritto dalla padella lasciandole proprio giusto l’ombra, e metteteci a cuocere il pesce spada tagliato a dadini.
Non appena giunto un buon colore, aggiungete in padella i pomodorini giusto il tempo di lucidarli un pochino. Salate e impepate, aggiungete la menta a fuoco spento.
…e ora risaltateci le vostre penne, che a questo punto dovrebbero esser cotte a puntino!
Proprio perchè abbiamo concluso la nostra trasmissione proprio ieri, e prrroprio perchè abbiamo così dato ufficialmente inizio alla nostra vacanza estiva, ecco un pratico vademecum per sopravvivere agli eventi estivi e per godersi al massimo della musica, che in questa stagione ce ne andiamo ad ascoltare all’aperto e dal vivo, sotto i numerosi palchi, nelle piazzette e nei vicoluzzi.
Suitable for Girls & Boys
Ed ecco quindi a voi, il nostro personalissimo
Decalogo della Squirt da Festival
Cosa mettere ai piedi
La prima, vera regola da squirtfestival, è dedicata a un consiglio vitale: che non vi venga in mente mai e poi mai di andare a un concerto in sandali. La regola vale ovviamente per il concerto danzante, se mi andate a sentir del jazz ci potete anche andare col tacco 12. Accertatevi prima che ci sian sedute disponibili: nessuna, e dico nessuna, potrà mai godere del buon jazz sul tacco 12. In piedi. Standing still. Per almeno 1 ora e mezza. Anche no.
A meno che non vogliate ritrovarvi a ballettare davanti a un palco con qualcuno di maldestro o ubriacamente molesto accanto, che vi salterà sulle dita e soprattutto su quel farabutto di mignolino a una canzone sì e l’altra pure, optate per una scarpa chiusa.
Stessa regola vale se gli ubriacamente molesti siete voi stessi. In questi casi infatti, il mignolino agisce da agente calamita verso spigoli e sassetti nascosti sui prati. Occhio al sandaletto sul sanpietrino in una notte di sangria e tequila boom-boom, pare siano un’accoppiata così micidiale da costituire la causa principale di caduta di incisivi superiori per lo meno nel 90% dei casi.
Il Rischio Pogo
Siate dei veri e propri segugi da pogo. Individuatene nell’aria tutti i sentori nell’esatto momento in cui sta per iniziare, a meno che non siate allenate a incassare le spallate.
Se avete i sandali. Se state fumando. Se avete in mano una birra media quasi piena.
Se volete tornare a casa con tutti gli ossicini apposto.
L’avventura del drink point
Capita molto spesso che i concerti nelle piazze, negli stadi e financo quelli nei parchi, siamo forniti di punti bevuta dove andare a prendere una bella birra piuttosto che un long drink (e mi son sforzata a non scrivere mojito…ah ups, ho scritto mojito…mmmh…mojito mojito mojito …). Se ci tenete a portare fuori dalla calca della cassa o del bancone la vostra bevuta senza versarvela addosso o rovesciarla sul sandalino di quella accanto, c’è un metodo, per lo più infallibilissimerrimo.
Non appena vi viene allungato il drink, dategli una bella sorsata che in un colpo lo riduca a 3/4. Solo così eviterete effetti collaterali dalla spallata del tizio palestrato che cerca di intrufolarsi nel varco lasciato aperto da voi che vi siete appena voltati per lasciare il bancone. Meno liquido, oscillatio senza strabordamento.
Ah, se c’avete qualche amica sfaticata o un hombre poco galante e le acrobazie del genere toccan sempre a voi, date una bella sorsata anche al loro del drink. Almeno la prossima volta ci vanno da sé!
Il Mercatino
Un’altro dei motivi per cui siamo animalE da festival estivo, è dovuto a quello che i nostri amici chiamano il compra-compra. E qui non stiamo parlando solo di vintage, che in questi anni è molto presente nei mercatini: durante i festival, vuoi per l’euforia della bella serata, vuoi sempre per quel fattore ubriacamente molesto, il compra-compra supera i livelli dell’addiction per passare presto al nonsense. Mai, mai, mai mettere una donna al centro di un mercatino con un drink in mano (e uno in pancia). Improvvisamente, vi accorgerete di avere estremo bisogno di fare incetta di incensi per tutto l’anno solare. Vi mancherà una sciarpetta, un paio di orecchini. Avrete la brama di portare via un mobiletto intero di vinili. A 33 giri. E nemmeno senza averne controllato lo stato. Quindi, se non vorrete trovarvi senza un quattrino e con i rimorsi del giorno dopo, misurate bene lo spessore del borsellino prima di uscire di casa.
La sciarpetta
Ricordatevi sempre di uscire con una sciarpetta in borsa, pure nelle sere di calura. Prima di tutto perchè che questo non serva mai come espediente per iniziare il giro del mercatino di cui parlato qui sopra, ma soprattutto perchè, se non vorrete svegliarvi la mattina con la voce della SquirtAzzùLeGarçon, una sciarpetta per proteggervi dalla guazza che scende ve la dovrete mettere al collo. Essenziale.
Essenziale la sciarpetta, e anche l‘evitare di starnazzare tutta la sera le canzoni a squarcia gola che vengon eseguite sul palco a volumi improponibili. Tanto non ci sentono dal palco. Self - touchée.
E ora, detto questo…
Buona estate in musica a tutti!!!
(e se vi manchiamo, venite a sentirci alla Cisternata 2013!)
Sembra impossibile ma alla fine ci siamo arrivate anche noi…da stasera la nostra casupola col salottino buono e il ripostiglio traboccante terrà i microfoni chiusi fino a settembre prossimo…
…cosa ci mancherà di più della radio? Il poter fare due ciane in compagnia e poter mettere tutta la musica che ci pare e piace, il chiamare i nostri squirtseguaci per insidiarli con le nostre millemila domande a raffica. Ci mancherà quella vociaccia stridula della SquirtAzzurrina Tagliaferri, e al sol pensiero di vederla repressa dentro il corpicino nano della SquirtAllegra per tutta l’estate mi rattrista assai (chissà che ascelle pezzate lì dentro).
A come Azzù. Dai su ormai ve lo possiamo svelare: l’Azzù non è umana, è un chipmunk, e per farle fare quei versetti striduli la assecondiamo fra divano e muro. Pare le piaccia assai. Nessun animale è maltrattato dalle Squirters, nemmeno il fojonco.
Ci mancheranno le perle di squirt-saggezza della nostra SquirtVio, sempre pronta a metterci la ciliegina sulla torta…ci mancheranno i consigli della nostra Squirt&Soda Leti e ci mancherà il campanellino della gatta di casa, la roscia con lo stacco di coscia più lungo della Valdelsa…
…tutto ci mancherà…anche il caldo del sottotetto o il refolo di vento che spiffera d’inverno…
ma ora che ci penso, alla fine non è che andiamo così tanto lontano!
Noi continueremo comunque a sgallinare seppur a microfoni chiusi, il campanellino della gatta suonerà per tutta l’estate, e la vocetta fastidiosa pure. Non riusciremo mai a tappar quel bocciuolo soave della boccuccia di Viola…e i consigli Squirt&Soda ce li andremo a degustare dal vivo!
…quindi, alla fine della fiera, quelli a mancarci sarete proprio voi … voi, che ci avete ascoltato tutto l’anno e condiviso con noi musica e ciance, che avete chattato in nostra compagnia e che non vi siete persi una puntata.
Un grazie all’usufruitore ufficiale del podcast, un grazie a chi ogni giovedì si è messo davanti al pc, puntuale alle 21.30. Un grazie gigante alla nostra squirt-seguace nostrana Eleonora che non se ne perde una, un grazie a Finto e uno pure a Tonto, grazie al nuovo adepto, Ettorino da Torino, grazie al Secco, che litiga tutti i giovedì con su’ mà perchè tiene troppo alto il volume delle casse. Grazie ai nostri ascoltatori dall’estero, alla dolce Lotje e a quella matta di Capsilla, grazie alla nostra fantacuoca Sonia e grazie a tutti i nostri amici blogger che condividono con noi la passione per la scrittura sul web.
Ci mancherete tantissimo, mentre gireremo con un dito il mojito ghiacciato!!!!!
…e ci mancherà la radio…..aaaaah caro e dolce microfono panoramico, in nostra assenza fai il bravo, non andare a fare i dispetti al mixer e per l’amor di dio, lascia stare Zara!!! Se non fosse che ci aspettano due degli appuntamenti più attesi di tutto l’anno, non vedremmo sul serio l’ora fosse settembre per poter occupare coattamente la regia!
Perciò, pochi lucciconi e tutti puntuali alle 21.30 su RadioRadicchio, ci sentiamo stasera!!!!!
…per salutarci in grande stile, parlando di una delle nostre più grandi passioni…
….Il cibo!!!!!
Faremo un percorso culinario immaginario passando dalla nostra squirt-cucina, alle ricette estive…fino alle ricette di luoghi lontani, mangiate in ferie o rielaborate in casa propria!!!
E soprattutto, vi parleremo dell’evento culinario più in del calendario estivo…
…il CONTEST GASTRONOMICO a cui parteciperemo giovedì prossimo in quel di Montaione!
Perciò non perdetevi le nostre ultime sgallinate del palinsesto ’12-’13…e non piangete suuu che ci son le repliche!!!
ma perchè no, anche per i maschietti civettuoli che aman le proprie chiome fluenti,
oggi un consiglio pratico su come far sopravvivere i propri capelli all’arsura estiva, al caldo, alla salsedine e al cloro sbiancante delle piscine! Per avere un capello sempre al top anzi direi da sciòòòògno, ecco il rimedio do_it_yourself che tutti potrete fare.
Tra i più antichi rimedi naturali, l’impacco con miele di acacia e olio affonda le sue radici nella notte dei tempi, dalle toelette delle nostre bisnonne fino anche (dice) alla conoscenza cosmetica atavica che è stata tramandata fino alle nostre generazioni. Le proprietà emollienti e nutrienti di olio e miele renderanno i vostri capelli setosi, morbidi e lucidi…e la piega sarà ancor più semplice! Se avrete la costanza di applicare questo balsamo periodicamente, ne godrete gli effetti anche per quanto riguarda l’abominevole presenza delle doppie punte ma soprattutto…eviterete il temibilissimo effetto paglia!
Ingredienti:
5 cucchiai di miele d’acacia liquido
2 cucchiai di olio di mandorle puro
Mischiate bene tutto e distribuite sulla lunghezza del capello. Tenete in posa per almeno una mezz’oretta tenendo i capelli in una cuffia o coperti di pellicola trasparente (la parte più divertente, provare a farsi il turbante col cellophane!). Una volta passato il tempo di posa, lavate i capelli con il vostro shampoo preferito…
…e vi dirò di più! Volete farne un bel barattolino da regalare alle vostre amichette sgallinanti? Ci vuole pochissimo e ve ne saranno eternamente grate! Lo sapete qual’è il nostro motto, no…
…un regalo fatto a mano è un regalo fatto col cuore!
Cercando notizie sulla rete su una ricetta proveniente dalla caliente tierra ispanica, mi sono del tutto per caso imbattuta in questa ricetta che mi è piaciuta assai, sia a colpo d’occhio, che a prepararla e, ultimo ma certamente non meno importante, a mangiarla! In realtà stavo cercando la parola “salmorejo“, che vi spiegherò a brevissimo nella rubrica della cucina oltre confine, e invece sono incappata nella definizione del “salmoriglio”, che deriva dal siculissimi salmorigghiu, ovvero una salsa a base di succo di limone, origano e olio d’oliva che viene usata per condire carne e pesce grigliato…e che ho trovato in questa variante come marinatura per il pesce spada!
Spada al Salmoriglio
Ingredienti per 4 persone: 2 fettone di pesce spada salsa salmoriglio con: - succo di 1 limone - prezzemolo - origano - aglio - olio d’oliva - sale
Questa ricetta è talmente semplice che in due minuti si spiega e in altrettanti si fa, quindi non mi dilungherò molto sulle spiegazioni e mi limito a darvi i tre passi base. Mettete almeno 2 ore prima il pesce spada a marinare nel salmoriglio, che avrete precedentemente preparato con l’emulsione di succo di limone, olio, prezzemolo tritato e sale più uno spicchio d’aglio tritato.
Una volta fatto marinare, prendete una piastra antiaderente e metteteci su a cuocere il pesce spada sgocciolato dal salmoriglio.
Giratelo a metà cottura ricordandovi di lasciare la fiamma non troppo aggressiva sotto la piastra. Servite caldo con due fettine di limone e accompagnatelo a una bella insalatina e un bel Grillo di giallo paglierino vestito e siculissimo doc!